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Le verminose camarille

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     Durante il fascismo, un autorevole personaggio siciliano scrisse a Mussolini che per stroncare questo formidabile centro di infezione (la Mafia) bisognava spezzare “le losche combriccole e le verminose camarille”.

     Una camarilla è un gruppo di persone che esercita un’ influenza su esponenti politici e che la usa per scopi di vantaggio personale. Per molti aspetti si tratta di un concetto assimilabile a quello di una lobby, sebbene se ne distingua per la prevalenza di un fattore comune più prettamente politico, che lega fra loro gli aderenti, anziché economico.

     Il termine deriva dalla lingua spagnola, in cui indica una piccola camera ed è  usato sia nell'accezione di piccolo parlamento sia per indicare il vano adibito a studiolo di un re (in questo senso, a indicarne la frequentazione) ma io direi anche di un Ministro, o di un Capo di Dipartimento.

     Questo termine si diffuse in Italia per riferirsi ai molti interessati ad orientare le sorti del Regno delle Due Sicilie.

     Tuttora viene usato per indicare supposti informali raggruppamenti di occulta influenza politica. In effetti come definire quei gruppetti politici che sul piano del consenso politico su scala nazionale contano ben poco non riuscendo nemmeno ad entrare in Parlamento, e quelle associazioni il cui scopo è quello di garantire chi si è reso autore di efferati reati?

    Quei gruppuscoli politici che hanno libero accesso alle stanze dei Dipartimenti, vietati ai comuni mortali e che riescono a farsi temere, e pertanto ad agire indisturbati in lungo e in largo per il Paese, con il ricatto delle denunce a destra e a manca, o con il timore della  presentazione di interrogazioni parlamentari.

    Ma il paradosso dei componenti di queste “verminose camarille” è che dovrebbero prendersela in prima battuta con i pezzi grossi dei Ministeri o dei Dipartimenti che aprono loro le segrete stanze, ne ascoltano i perfidi consigli, accettano le loro assurde proposte.

    Invece come il cane che si morde la coda, le “verminose camarille” dopo le loro ispezioni protestano contro gli stessi vertici che li autorizzano ad ispezionare e di contro i vertici    che ricevono queste persone nei salotti buoni, chiedono spiegazioni di talune inefficienze  a chi è stato abbandonato dalla politica, e da un’Amministrazione che appare sempre più smarrita e priva di identità.

    A buon intenditore poche parole.

 

 

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