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Mobilità sedi extra moenia, ovvero la deportazione della Polizia Penitenziaria dal Ghetto del DAP

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Nei giorni scorsi si è tenuto l’ultimo atto di una rappresentazione teatrale di pessimo gusto ed infima fattura.

Il Ministro della Giustizia (definirlo "nostro" ci sembra troppo ed anche sulla “Giustizia” avremmo molto da dire) ci ha comunicato che dopo aver dedicato ben tredicioresidicatredici (13!) a queste “stronzate” – così ha definito le regole sulla mobilità coatta del Personale del Corpo impiegato in sedi diverse da quelle penitenziarie – Lui deciderà senza tener in alcun conto il parere delle OO.SS. sulla materia.

E fin qui nessuna novità.

La novità invece è che deciderà la distruzione del Dipartimento – ed anche qui nessuna novità – dei Provveditorati idem, delle Scuole, dei servizi interforze e delle conquiste ottenute faticosamente dal Corpo negli ultimi 20 anni.

Via dai Tribunali, dagli Organismi Interforze, dalle Procure e dai Tribunali (?).

Stranamente però il NOSTRO Personale continuerà a fare da autista a direttori-educatori-assistenti sociali-ragionieri etc. etc. – COMPITI ISTITUZIONALI!!! – e stranamente ex Ministri continuano a beneficiare di scorte garantite dalla Polizia Penitenziaria, così come familiari di Dirigenti Generali ed ex Dirigenti Generali…. Anche qui: COMPITI ISTITUZIONALI!

Domanda ma non sono anche queste unità sottratte agli Istituti Penitenziari? Queste unità non vanno recuperate? Qui non scatta l’indignazione del Ministro?

Altra domanda: si decide oggi che i Poliziotti Penitenziari, si badi di ogni qualifica e ruolo, non possano permanere più di 10 anni in incarichi diversi da quelli svolti negli Istituti Penitenziari.

Ovviamente ciò vorrà dire che Funzionari e Dirigenti del Corpo, a prescindere dalla capacità, professionalità e qualifica raggiunta non potranno occupare alcun posto al DAP, nei PRAP e nelle Scuole per più di 10 anni. Ovviamente i dirigenti penitenziari e le altre categorie, pur carenti di unità, non soffriranno le stesse penalizzazioni. Ovviamente sentiremo cosa ne penserà del decreto la Suprema Corte o anche, perché no, la Corte Costituzionale.

Sia chiaro: la Polizia Penitenziaria esiste perché esiste il Penitenziario.

Ma questa considerazione vale anche per i dirigenti penitenziari, che pure hanno fatto carte false per mantenersi posti al DAP anche facendosi assegnare dal compiacente Ministro posti che erano naturale appannaggio della Polizia Penitenziaria, vedasi Ufficio X traduzioni e piantonamenti; USPeV, Banca Dati del DNA, Ufficio II del Corpo di Polizia Penitenziaria, Direzione delle Scuole.

Come mai per i dirigenti penitenziari la regola dei 10 anni non vale? Perché la tanto decantata mobilità dei dirigenti si è risolta in un valzer stucchevole di poche poltrone senza che nulla mutasse sul serio?

Ovviamente queste domande, che pure esistono e devono essere riferite anche ad altre categorie professionali, sono destinate a rimanere senza risposta … almeno secondo il Ministro.

E nel frattempo, nel silenzio di tutti i compiacenti, pur essendo presenti in servizio più dirigenti penitenziari che carceri, non tutte le carceri hanno un direttore … e si sente parlare di un nuovo concorso per dirigenti penitenziari … 

L'erba rampicante continua ad avviluppare gli edifici in rovina.

 

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