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Non fatevi raccontare quello che succede in “miniera” da chi lavora dietro una scrivania. Il GOM visto da dentro

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Si parla sempre di "miniera" e spesse volte si abusa con l'uso di questa parola per definire il normale lavoro della Polizia Penitenziaria.

Tante volte si scrive questa parola come se il nostro compito o il nostro lavoro fosse un altro.

Si dimentica, tantissime volte, l'importanza del nostro lavoro, in tutti i ruoli previsti, ma è pur vero che spesso, tantissimi colleghi, parlano di "miniera" dopo che nella stessa "miniera" hanno lavorato per pochissimi anni.

Nel caso dell'interpello per l'accesso al G.O.M. vi è da dire che cosa più sbagliata l'Amministrazione non poteva fare.

Lavorare al G.O.M. e soprattutto nelle condizioni in cui ci si trova negli ultimi anni, con uno stallo che ha dell'incredibile dal punto di vista dei tagli, sia di Personale e sia di fondi, non vuol dire soltanto stare in "miniera". Vuol dire mettere in primo piano e davanti a tutto, il lavoro. Vuol dire, tutto il resto viene dopo, la famiglia, gli impegni con i figli, con i genitori, con la vita privata. Tutto questo non può essere risolto e affrontato con un "interpello"!

Il G.O.M. fin dai tempi della sua creazione e ancor prima lo S.C.O.P. o ancora prima il Battaglione Mobile, era formato da Unità "scelte" per "conoscenza diretta" di coloro che ché ne erano le fondamenta e non certo per "interpello" questa "tecnica" adottata era vincente perché chi era "chiamato" a far parte del "Gruppo" era Persona di fiducia e non poteva "fallire" gli obiettivi, era Persona affidabile e non doveva far fare figuracce a colui che lo aveva "segnalato" "scelto".

Persone che tiravano fuori tutte le qualità che avevano, a qualsiasi costo, pur di non fallire. Dava e da ancora, tutto ciò che c'è da dare, a qualsiasi costo. Sempre la, in prima linea. Si, io lo posso dire, sempre in "miniera".

Grazie all'epoca moderna degli interpelli, ci ritroviamo a gestire e coordinare una massa di Persone che non possiede nessuno dei valori di una volta.

Mette lo stesso impegno della "massa", ma il lavoro che si svolge al G.O.M. non è quello che svolge la "massa".

Visto da fuori, potrebbe anche essere così, ma vi assicuro che dall'interno non è così.

Potrei scrivere all'infinito, riportando tanti fatti reali, ma l'interpello ci porta colleghi che appena richiamati ad una maggiore attenzione nello svolgere una tale mansione, rispondono che il richiamo gli ha "appesantito la giornata" o ancora, stare in sezione mi mette "l'ansia".

Questi frutti acerbi diventeranno marci senza essere stati mai maturi.

Infine, un consiglio a tutti, non fatevi raccontare i fatti da chi lavora dietro una scrivania, che con tutta la buona volontà, non può sapere effettivamente, come si sta in "miniera".

Un Generale dispone di scavare più trincee e avanzare, ma chi scava è il soldato!

 

 

Leggi lo speciale Gruppo Operativo Mobile sulla Rivista del Sappe:

https://issuu.com/poliziapenitenziaria/docs/pp_n.234_dicembre_2015_web

 

 

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