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Primi rientri in sede dei distaccati del DAP, ma non è un buon segno. Si salvi chi può

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Nei giorni scorsi il DAP ha deciso di rispedire alla propria sede di appartenenza, la Casa Circondariale di Rebibbia “Raffaele Cinotti” che ha una carenza d’organico effettivo di circa 200 unità rispetto alle circa 1000 previste., quindici poliziotti penitenziari in servizio al dipartimento. 

Quindici persone, decisamente, sono una goccia nel mare per Rebibbia, ma lo sono soprattutto rispetto alla carenza di ottomila unità di Polizia Penitenziaria rispetto alle presenze previste dalle piante organiche delle carceri.

Guarda le statistiche della CC Rebibbia "Raffaele Cinotti"

Eppure questo rientro forzato è una di quelle “crepe strutturali” su cui si giocherà una partita importante nelle prossime settimane. Questo rientro infatti presenta alcune caratteristiche inedite rispetto alle precedenti movimentazioni di personale dal DAP verso le sedi periferiche, che pure ci sono state negli anni precedenti.

Prima di tutto questo provvedimento è successivo ad un evento non di poco conto. A fine ottobre dalla CC Rebibbia sono evasi tre pericolosi detenuti, tuttora latitanti, con modalità che si fa fatica a comprendere e che sono state oggetto di meraviglia da parte dell’opinione pubblica, ma che possono essere spiegate in parte con la carenza d’organico di Polizia Penitenziaria di cui soffre la CC Rebibbia.

Non è difficile credere che anche il Magistrato incaricato di indagare su questa evasione  (peraltro preceduta a febbraio da quella di altri due detenuti dallo stesso istituto e con le stesse modalità) si sia chiesto del perché di tanta carenza d’organico in quel carcere (20%) e che abbia posto la stessa domanda ai vertici del DAP.

Forse è proprio questo il motivo di tanta urgenza per un provvedimento così specifico e diretto.

Altre volte il DAP aveva fatto spostare delle unità distaccate provenienti da un istituto e le aveva mandate in missione temporanea presso un altro istituto (vedi per esempio il caso di Rieti), ma stavolta, però, il provvedimento è stato mirato e diretto: le persone distaccate presso il DAP dalla CC Rebibbia sono state fatte rientrare proprio alla CC Rebibbia e quindi difficilmente torneranno di nuovo presso il DAP.

Questi rientri sono una specie di “rivoluzione copernicana” che ha determinato una crepa destinata ad allargarsi e che non si sa dove potrà arrivare.

Il DAP, però, probabilmente è stato costretto a metterli in atto, altrimenti qualcuno (e stavolta potrebbe essere un Magistrato) avrebbe potuto chiedere conto all’Ufficio Trasferimenti, alla Direzione Generale del Personale e, a salire, fino al Capo DAP, del perché di tante carenze a Rebibbia, del perchè sono distaccate altrove 250 persone e come mai a pochi chilometri di distanza, nel DAP, ci sono tutte quelle unità di Polizia Penitenziaria (circa 60) provenienti proprio da Rebibbia.

Una situazione davvero incresciosa per i vertici del DAP, visto che stavolta sarà difficile dimostrare che i responsabili dell’evasione siano solo e soltanto i poliziotti in servizio quella nottata …

Un provvedimento “disperato”, quindi, che ha incrinato un equilibrio ultraventennale nel DAP, fatto di pesi e contrappesi, di alleanze e di favori, di ricattati e ricattatori (come ho già scritto in altri interventi: Piante organiche del DAP, PRAP e Scuole: ecco perché non le metteranno in pratica tanto facilmente; Personale che tiene in ostaggio il DAP e DAP che tiene in ostaggio il Personale).

Questo però sembra proprio il classico punto di non ritorno, prima di tutto perché ormai la coperta della Polizia Penitenziaria è troppo corta e lo rimarrà per un bel po’ (chissà quando si riuscirà ad assumere nuovo personale) e poi perché questo è un provvedimento che interviene a ridosso della riorganizzazione del DAP, quella che col suo nuovo assetto sta gettando nel panico tutti i Direttori e Dirigenti del DAP che stanno facendo “carte false” per ritagliarsi un posto nel nuovo dipartimento, pur di non andare a lavorare, anche loro, nelle carceri e sedi periferiche (dove peraltro c’è una grossa carenza di Direttori e Dirigenti).

Anche loro, nelle prossime settimane, saranno costretti ad uscire allo scoperto e molte facce e molti aspetti rimasti finora nell’ombra e che sono rimasti nascosti non tanto per la loro “invisibilità”, quanto per il fatto che ha fatto comodo a molti mantenere in equilibrio tutto il DAP, compresi i vertici stessi del DAP che stavolta, difficilmente, potranno scaricare tutto il peso della mala-gestione del personale, solo sulla Polizia Penitenziaria.

Eppure è proprio questo che stanno tentando di nuovo di fare.

Di fatto, con questo provvedimento di rientro di quindici persone dal DAP a Rebibbia, è come se si stesse cercando di chiudere una falla in una diga.

Forse il DAP riuscirà a “rimpatriare” tutti e quindici i colleghi o forse no. Questo dipenderà dal “peso” e dalle conoscenze di ognuno di loro preso singolarmente e dalla volontà di ogni loro Dirigente superiore di “privarsi” di un personale che ha sempre considerato più come una propria dotazione privata che come una risorsa dell’intera amministrazione.

Ma il DAP ormai è in un vicolo cieco. La pressione è enorme.

Le carceri hanno iniziato di nuovo a riempirsi mentre il personale di Polizia Penitenziaria si assottiglia sempre di più.

Le speranze di amnistia alimentate da schieramenti politici che realmente poco o nulla hanno fatto per le carceri, si infrangeranno sull’incapacità della politica di comprendere realmente il pianeta carcere e di mettere mano a riforme veramente strutturali. Questo non farà che aumentare il senso di frustrazione di una popolazione detenuta che ora vaga indisturbata nei reparti detentivi grazie a quella assurdità del regime “celle aperte”: un altro provvedimento tampone che non ha portato il benché minimo beneficio per la popolazione detenuta e che, anzi, ha solo “legittimato” la regola del più forte tra i detenuti togliendo, di fatto, il controllo dei reparti alla Polizia Penitenziaria.

Non so se dietro tutto questo ci sia una scientifica volontà di far collassare il DAP come istituzione per poi raccoglierne meglio i cocci …

Sta di fatto, però, che ben altri dovrebbero essere i provvedimenti per il personale. A cominciare dalla gestione dei distacchi, dei trasferimenti e degli incarichi ad personam di certi funzionari della Polizia Penitenziaria che, pur non avendo svolto nemmeno un giorno di servizio in carcere, da quando sono stati dotati di sciarpa e sciabola, sono stati collocati a chiamata diretta in posti nevralgici dell’amministrazione penitenziaria.

Ben vengano, quindi, provvedimenti di rientro in sedi dei distaccati, ma ci spieghi il DAP (a noi o a qualche Magistrato in gamba) del perché ci sono persone distaccate da oltre vent’anni.

Servivano veramente o rispondevano a logiche clientelari, oppure, più semplicemente, hanno fatto comodo fino ad ora, mentre adesso possono essere restituite al carcere come fossero panni sporchi perché c’è l’urgenza di coprire la “falla” di Rebibbia e solo Rebibbia.

Forse le altre sedi periferiche non soffrono di una carenza di organico pari o superiore a quella della CC di Rebibbia?

A quanto ammontano, in tutta Italia, le unità di Polizia Penitenziaria distaccata fuori sede? E' vero che si tratta di più di cinquemila poliziotti?

Guarda le statistiche delle carceri italiane

Sarà questo il nuovo modus operandi del DAP?

Cercherà di rattoppare le falle nella diga oppure metterà mano seriamente alle piante organiche tutelando il personale della periferia e riconoscendo, a chi è distaccato da oltre cinque, dieci, quindici, venti anni in una sede, una propria dignità e professionalità invece di tenerlo “appeso” e “minacciato” con un rientro in sede dettato dall’esigenza del momento e che pende sul loro capo come una spada di Damocle?

Altrimenti non parliamo più di gestione delle carceri, né di gestione del personale, ma solo ed unicamente della prova che questa generazione di Dirigenti (lautamente pagati dallo Stato) non è in grado di amministrare un bel nulla!!!

 

Personale che tiene in ostaggio il DAP e DAP che tiene in ostaggio il Personale

 

La lunga catena di complicità e connivenze di questa "normale amministrazione" penitenziaria

 

Piante organiche del DAP, PRAP e Scuole: ecco perché non le metteranno in pratica tanto facilmente

 

 

 

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