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Processi a distanza per detenuti e controllo della polizia penitenziaria sul territorio, in scadenza i termini per l’esercizio della delega del governo

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Come ampiamente noto, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 154 del 4 luglio 2017, la Legge n. 103 del 23 giugno 2017, contenente disposizioni che modificano il Codice penale, il Codice di procedura penale e l'ordinamento penitenziario che passerà agli annali giuridici, più semplicemente, come "riforma Orlando".

Le norme ivi contenute sono entrate in vigore il 3 agosto ad eccezione di alcune disposizioni. In particolare, tra le disposizioni a vigore differito, vi è possibilità di utilizzare i collegamenti video nei processi di mafia, terrorismo e criminalità organizzata precisando che la partecipazione al dibattimento a distanza diverrà, la modalità ordinaria per chi si trova in carcere per i reati più gravi, per i pentiti ed i testimoni sotto protezione, nonché per gli agenti infiltrati.

L'eccezione diverrà perciò la presenza fisica in aula, e potrà essere prevista dal giudice con decreto motivato, senza mai coinvolgere i detenuti sottoposti al regime di cui all'articolo 41-bis. Il giudice, al di fuori dalle ipotesi obbligatorie, può disporre con decreto motivato la partecipazione a distanza anche per ragioni di sicurezza, per la complessità del dibattimento o per la testimonianza di un recluso. 

Grande plauso ha sortito la notizia di far intervenire in videoconferenza i detenuti, specie quelli pericolosi per garantire più sicurezza ed economicità dell’amministrazione. La commissione presieduta da Glauco Giostra in tema di ordinamento penitenziario e misure alternative alla detenzione aveva già affrontato questo problema, proponendo di estendere l’utilizzo del collegamento audiovisivo nell’intento di conseguire cospicue economie di tempo e di risorse, cercando di evitare restrizioni dei diritti dei detenuti.

Finalmente, dopo anni di attesa la norma attuale prevede che per alcuni reati molto gravi sia prevista questa possibilità. Questa dovrebbe essere l’intenzione di Renzi e di Orlando, ossia ampliare l’uso della videoconferenza.

Dalla legge delega si evince infatti che ampliare le competenze all’esterno della Polizia Penitenziaria, definita dal super procuratore Nicola Gratteri come i Marshall Italiani, e l’utilizzo delle nuove tecnologie, sia in campo penale sia in campo civile, sia tra le priorità del Governo che sta puntando concretamente sull’ammodernamento della Giustizia.

Tuttavia i termini per l’esercizio della delega stringono, e si attende l’emissione dei decreti delegati da parte del Governo con l’impulso del Ministro Orlando.

 

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