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Riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria e dirigenza dei Funzionari del Corpo. Capitolo 2

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Qualche mese fa, ancorché io non appartenga alla categoria né dei Funzionari né dei Dirigenti del Corpo, avevo fatto una riflessione accurata, dopo aver letto le novità legislative, sulle nuove funzioni direttive e dirigenziali attribuite agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Si tratterebbe di un grande passo in avanti per il nostro Corpo, se le norme così scritte, sebbene non pienamente soddisfacenti, fossero applicate!

L’elefantiaca macchina amministrativa fatica a muoversi e certi “personaggi”, senza uniforme, hanno ogni interesse a farla marciare lentamente… anzi a paralizzarla!

Sono costretto a tornare sulla questione della dirigenza, perché secondo il mio modestissimo parere, durante i tavoli tecnici ai quali sedevano i rappresentanti di ogni Forza di Polizia, ai “nostri” deve essere sfuggito qualcosa… Insomma pensavano di tenere basso il numero dei primi dirigenti e dirigenti superiori (96 e 5), ma non hanno ben capito che i dirigenti partono dalla qualifica di Commissario Coordinatore.

Se non sbaglio, tra riallineamento e riordino, chi prima e chi dopo, TUTTI i nostri funzionari diventeranno DIRIGENTI!

E la spending review? E la riorganizzazione dei Dipartimenti? E tutti i posti di funzione DAP e PRAP assegnati ai dirigenti penitenziari che invece di dirigere gli Istituti stanno altrove? E gli Istituti dove si trovano 3, 4, 5 o più Commissari Coordinatori ergo Dirigenti? Per rispondere a queste profonde domande, occorre guardare, come sempre, ai nostri colleghi della Polizia di Stato.

Nel silenzio assoluto della nostra Amministrazione, vediamo cosa ne pensa il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza dei Suoi nuovi Dirigenti.

La prima Forza di Polizia, non militare, a dettare le prime chiare indicazioni per quanto attiene alle funzioni dirigenziali, attribuite al Personale in virtù della novellata legislazione, è stata, appunto, la Polizia di Stato.

Il Capo della Polizia, con Circolare n. 557/910/S.M./2.100 del 22.12.2017, avente oggetto “Disciplina della Dirigenza in attuazione della revisione dei ruoli della Polizia di Stato”, ha chiarito alcune questioni, che per analogia sono da riferirsi (sempre secondo il mio modesto parere) anche ai Dirigenti della Polizia Penitenziaria.

La prima cosa che la Circolare sopra indicata evidenzia è il “…riconoscimento dirigenziale a partire dalla qualifica di Vice Questore Aggiunto e qualifiche equiparate (Commissario Coordinatore della Polizia Penitenziaria NdE) con decorrenza 1° gennaio 2018. Il Legislatore, in tal modo, in relazione al percorso accademico e professionale del personale interessato, al presupposto del conseguimento della laurea magistrale necessaria per l’accesso alla nuova prima qualifica dirigenziale, nonché alle specifiche funzioni e responsabilità previste nell’ambito della nuova carriera a “sviluppo dirigenziale”, ha individuato nella qualifica di Vice Questore Aggiunto ed equiparata (Commissario Coordinatore della Polizia Penitenziaria NdE) e nel grado corrispondente di Maggiore delle Forze di Polizia ad Ordinamento Militare, il primo livello dirigenziale, con conseguente applicazione al personale interessato, della nuova disciplina della dirigenza e dei relativi trattamenti economici, compresi quelli già previsti per tutti gli altri Dirigenti (da Primo Dirigente a Dirigente Generale)”.

La suddetta Circolare, aggiunge poi degli elementi che non possono essere sottovalutati.

Infatti, “…va evidenziato che dal 1° gennaio 2018, il rapporto di lavoro di tutti i predetti Vice Questori Aggiunti e qualifiche equiparate (Commissari Coordinatori della Polizia Penitenziaria NdE), non sarà più disciplinato dal “contratto” previsto in attuazione del D. Lgs. N. 195 del 1995 ed applicabile al solo Personale “non dirigente”. Infatti, la relativa disciplina… è rimessa alla nuova area negoziale della dirigenza, da attivarsi ai sensi dell’art. 46 D. Lgs. n. 95/2017. Di conseguenza, in linea con l’intendimento di dare compiuta attuazione al processo di valorizzazione delle nuove qualifiche dirigenziali, a decorrere dal 1° gennaio 2018, alla pienezza dell’assunzione dello status dirigenziale ed al connesso esercizio delle relative funzioni, si coniugherà necessariamente, per il Personale con qualifica di Vice Questore Aggiunto e qualifiche equiparate (Commissario Coordinatore della Polizia Penitenziaria NdE), l’applicazione, nella sua interezza, della disciplina del rapporto di lavoro prevista ed applicata per la dirigenza della Polizia di Stato.

Al nuovo status dirigenziale dei suddetti funzionari sono, quindi, riconducibili – a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo – alcuni riflessi gestionali… gli stessi funzionari:

-Non dovranno più essere inseriti nella programmazione dei turni di servizio;

-Non dovranno più essere inseriti nei turni di reperibilità pattizia ex art. 18 A.Q.N…

-Certificheranno con autodichiarazione l’orario di lavoro e l’effettuazione delle ore di straordinario prestato;

-Saranno destinatari degli istituti richiamati dall’estensione contrattuale di cui alla Legge…

-Redigeranno, ai fini della valutazione annuale, la relazione dirigenziale sull’attività svolta, in luogo del rapporto informativo;

-Non saranno più destinatari dell’istituto del riposo compensativo”.

Il Capo della Polizia ha usato belle parole per i suoi… ma da noi che succede?

Da noi accade ancora che i funzionari civili (ragionieri, educatori, assistenti sociali, ecc.), per esempio, firmino e smistino la posta in arrivo all’Istituto, in assenza del Direttore, sebbene presente in Istituto un altro DIRIGENTE, cioè il Direttore dell’Area Sicurezza – Comandante del Reparto – Commissario Coordinatore!

Accade che se il Comandante del Reparto si qualifichi anche Direttore dell’Area Sicurezza (art. 6 del novellato D.Lgs. n. 146/2000 stabilisce: “Al Personale con qualifica di Commissario Coordinatore è affidato l’incarico di Direttore dell’Area Sicurezza degli Istituti di media e minore complessità e rilevanza e delle Scuole di formazione dell’Amministrazione penitenziaria, assumendo le funzioni di Comandante di Reparto presso le suddette strutture”), qualcuno gridi allo scandalo!

Accade che se il Direttore dell’Area Sicurezza – Comandante del Reparto – Commissario Coordinatore, si azzarda a firmare qualche Ordine di Servizio, commette il delitto di “Lesa Maestà” ai danni del Direttore d’Istituto! (Comma 10 del novellato art. 6 del D.Lgs. 146/2000, stabilisce: “Il Personale della carriera dei Funzionari, in qualità di Comandante di Reparto, esercita i poteri di organizzazione dell’Area della Sicurezza anche emanando, nell’ambito delle direttive impartite dal Direttore dell’Istituto, gli Ordini di Servizio di cui agli articoli 29 e 33 del Decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82…)

Accade che un dirigente penitenziario, essendo stato vittima di “lesa maestà”, si sia arrogato il titolo di DIRETTORE DELL’AREA SICUREZZA – DIRETTORE D’ISTITUTO!

Questo eterno “conflitto” e questa bramosia di potere di certi personaggi (ovviamente non di tutti… qualcuno a posto c’è!), finirà solo con l’assorbimento del nostro Corpo nella Polizia di Stato…

Per concludere, vorrei approfondire la questione circa l’eventuale attribuzione di titoli a soggetti dei quali la Legge tace. Infatti, il Legislatore, introducendo con forza la figura del Direttore dell’Area Sicurezza (che non si rinviene in nessuna altra normativa), con i poteri sopra evidenziati, il quale assume le funzioni di Comandante del Reparto (è il medesimo soggetto – vedasi art. 6 del novellato D.Lgs. n. 146/2000), ha evidentemente inteso riservare a questi e non al Direttore dell’Istituto, quella specifica funzione senza, ovviamente, per questo, deresponsabilizzare il Dirigente Penitenziario – Direttore, rispetto alla sicurezza complessiva dell’Istituto, giacché rimangono in capo ad esso i poteri gerarchici (purtroppo!) di impulso e controllo dell’operato sui propri subordinati, pur con le limitazioni di Legge in relazione alle funzioni di p.g., di pubblica sicurezza, di polizia stradale.

L’art. 498 c.p. stabilisce: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo… è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 154,00 euro a 929,00 euro. Alla stessa sanzione soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente. Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta le violazioni con le modalità stabilite dall'art. 36 c.p., e non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689”.

In relazione a tale ultima previsione, occorre verificare se l’eventuale attribuzione del titolo di Direttore dell’Area Sicurezza a soggetto diverso dal Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, integri la fattispecie di violazione amministrativa sopra indicata procedendo, se del caso, alla irrogazione della relativa sanzione con apposito Verbale di Contestazione…

Che ne pensate? Possiamo sanzionare il dirigente… che si firma Direttore dell’Area Sicurezza Direttore d’Istituto?

 

Riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria e dirigenza dei funzionari del Corpo e ispettori-funzionari. Ma i dirigenti penitenziari e gli altri funzionari civili, saranno contenti?

 

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