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Riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria e dirigenza dei funzionari del Corpo e ispettori-funzionari. Ma i dirigenti penitenziari e gli altri funzionari civili, saranno contenti?

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La normativa inerente la revisione dei ruoli delle FF.PP., e in particolare della Polizia Penitenziaria, attesa dalla categoria da oltre un ventennio, ha introdotto sostanziali modifiche alle carriere ed alle funzioni degli appartenenti al Corpo, sebbene per talune questioni necessitino ulteriori interventi normativi, già delegati al Governo dalla Legge n. 124/2015, nonché l'adeguamento del Regolamento di Servizio (D.P.R. n. 82/1999), l'emanazione di altri provvedimenti amministrativi, ecc.

Tuttavia, la suddetta normativa, pubblicata sulla G.U. – Suppl. Ord. – n. 143 del 22.06.2017, già entrata in vigore, ha esplicato ed esplica immediatamente taluni suoi effetti, talché i Superiori Uffici Ministeriali hanno già provveduto a darvi in parte attuazione.

Orbene, la prima considerazione che deve essere qui necessariamente espressa (sembra che pochi dipendenti civili abbiano letto le nuove norme), attiene alla formulazione degli artt. 22 (ruolo degli Ispettori) e 40 del citato D.Lgs., che introduce a sua volta modifiche al D.Lgs. n. 146/2000 (carriera dei Funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria).

La prima sostanziale modifica, attiene allo sviluppo delle carriere dei due ruoli; infatti, l'art. 5 del D.Lgs. n. 146/2000, come novellato dal citato art. 40 del D.Lgs. n. 95/2017, recita: "La carriera dei funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria, a sviluppo dirigenziale, si articola nelle seguenti qualifiche:

a) Vice Commissario penitenziario;
b) Commissario penitenziario;
c) Commissario Capo penitenziario;
d) Commissario Coordinatore penitenziario;
e) Commissario Coordinatore Superiore;
f) Primo Dirigente;
g) Dirigente Superiore"

L'art. 20 del D.Lgs. n. 95/2017, recita: "Il ruolo degli Ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria, con carriera a sviluppo direttivo, è articolato in cinque qualifiche."

Nell'ambito del citato D.Lgs. n. 95/2017, è possibile individuare, con estrema chiarezza, le qualifiche dalle quali il Personale interessato assume rispettivamente le funzioni direttive e le funzioni dirigenziali.

Per il Personale del ruolo Ispettori, la funzione direttiva viene riconosciuta (ex lege) dalla qualifica di Ispettore Superiore (vedasi tabella H – art. 45, comma 17 – pag. 157 citata G.U.), corrispondente alla Terza Area – F3 del Personale civile del Comparto Ministeri.

Per il Personale del ruolo Funzionari, la funzione dirigenziale (unica per tutti i comparti) viene riconosciuta (ex lege) dalla qualifica di Commissario Coordinatore penitenziario, stante la specifica previsione di cui all'art. 40, citato D.Lgs., che novellando l'art. 13 del D.Lgs. n. 146/2000, stabilisce: "Art. 13 (Promozione a Commissario Coordinatore). 1. La promozione alla qualifica di Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria si consegue, a ruolo chiuso, mediante scrutinio per merito comparativo e superamento di un corso di formazione dirigenziale della durata non superiore a mesi tre con esame finale, al quale è ammesso: a) nei limiti del 70 per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno, il personale con qualifica di commissario capo, vincitore del concorso previsto dall'articolo 7, comma 1, lettera a) , che ha maturato almeno sei anni di effettivo servizio nella qualifica, compreso il periodo di tirocinio operativo previsto dall'articolo 9, comma 4.".

La frequenza del corso di formazione dirigenziale, prevista dalla norma "a regime", risulta superata dalle norme finali, in particolare dall'art. 42 citato D.Lgs. (Riallineamento ruoli direttivi ordinario e speciale) il quale, al comma 2, stabilisce "Il Personale del ruolo direttivo ordinario immesso in ruolo con decorrenza 26 settembre 2005 assume la qualifica di Commissario Coordinatore Penitenziario con decorrenza giuridica 1° luglio 2013 ed economica primo luglio 2015".

Il successivo art. 44, rubricato "Disposizioni transitorie e finali per il Corpo di Polizia Penitenziaria", al comma 15, lettera p), ribadisce e statuisce definitivamente che "Il Personale nominato Commissario Coordinatore penitenziario ai sensi dell'articolo 42, commi 2 e 3, del presente decreto assume la qualifica di Commissario Coordinatore penitenziario della carriera dei funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria, nel rispetto dell'ordine di ruolo, mantenendo l'anzianità maturata nella qualifica".

Alla luce della normativa sopra evidenziata, ove la frequenza ed il superamento del corso di formazione dirigenziale fosse stato determinante ai fini dell'attribuzione della qualifica di Commissario Coordinatore (come lo sarà per i futuri Commissari Capo, a regime), il Legislatore lo avrebbe esplicitamente previsto nelle norme transitorie, riservando l'attribuzione della nuova qualifica solo all'esito delle risultanze degli esami finali.

Chiarita la questione delle nuove attribuzioni (dirigenziali e direttive), occorre ora "tradurre" in atti concreti e funzionali alla complessiva gestione del Reparto, tali innovazioni.

Gli attuali responsabili delle aree presenti in Istituto (ad eccezione dell'Area Sanitaria che oggi dipende da altri Enti), sono inquadrati nella carriera dei funzionari civili dell'Amministrazione e svolgono compiti direttivi; analogamente, al Personale del ruolo Ispettori già inquadrato ovvero a cui sarà conferita la qualifica da Ispettore Superiore in su, dovranno necessariamente essere conferite, anche formalmente con apposito Ordine di Servizio, funzioni direttive, ossia con maggiore autonomina e assunzione di responsabilità.
Diversamente, per il Responsabile dell'Area Sicurezza, l'art. 6 del novellato D.Lgs. n. 146/2000 stabilisce: "Al Personale con qualifica di Commissario Coordinatore è affidato l'incarico di Direttore dell'Area Sicurezza degli Istituti di media e minore complessità e rilevanza e delle Scuole di formazione dell'Amministrazione penitenziaria, assumendo le funzioni di Comandante di Reparto presso le suddette strutture".

Orbene, per tale importantissima figura professionale, nell'ambito delle Aree degli Istituti Penitenziari, il Legislatore, superando le discussioni ed i dibattiti decennali sulla istituzione dei Direttori di Area negli Istituti Penitenziari, è intervenuto con decisione attribuendola per Legge esclusivamente al Capo Area della Sicurezza, ora dirigente, conferendogli altresì l'autonomia propria del Direttore talché, l'art. 43, comma 2, del D.lgs. in oggetto dispone "Il Personale della carriera dei funzionari e del ruolo ad esaurimento del Corpo di Polizia Penitenziaria, in qualità di Direttore dell'Area Sicurezza, Comandante di Reparto degli Istituti, nell'esercizio delle proprie funzioni e nell'utilizzazione del Personale del Corpo gerarchicamente dipendente, svolge i propri compiti con l'autonomia professionale e le responsabilità relative al settore di competenza".

Altresì, il comma 10 del novellato art. 6 del D.Lgs. 146/2000, stabilisce con maggior chiarezza: "Il Personale della carriera dei Funzionari, in qualità di Comandante di Reparto, esercita i poteri di organizzazione dell'Area della Sicurezza anche emanando, nell'ambito delle direttive impartite dal Direttore dell'Istituto, gli Ordini di Servizio di cui agli articoli 29 e 33 del Decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82; sovrintende alle attività di competenza di detta Area, coordinando l'azione e gli interventi operativi normativamente attribuiti al Personale del Corpo dei restanti ruoli, gerarchicamente subordinati, specialmente in materia di Ordine e Sicurezza, Osservazione e Trattamento delle persone detenute ed internate, Istruzione e Addestramento del Personale; sovrintende altresì all'organizzazione dei servizi ed all'operatività del contingente del Corpo di Polizia Penitenziaria, alla idoneità delle caserme, delle mense, dell'armamento e dell'equipaggiamento".

Pare che da qualche tempo sia aumentato il consumo di farmaci tranquillanti da parte di certi funzionari civili.

 

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