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Salvate il Gruppo Operativo Mobile (e gli altri servizi della Polizia Penitenziaria)

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La riorganizzazione del Dipartimento, avvenuta in occasione dell'emanazione dei decreti di riorganizzazione dell'intero Ministero, ha come noto comportato la rimodulazione delle funzioni, delle strutture e degli assetti amministrativi di molti uffici, servizi e/o direzioni.

In particolare, in forza di ragionamenti e motivazioni opache, mai comprese né esplicitate, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha inteso sopprimere, depotenziare e/o assegnare alla Dirigenza Penitenziaria uffici, servizi e direzioni che per competenza ratione materiae erano stati ormai da tempo acquisiti al patrimonio professionale della Polizia Penitenziaria.

In tal senso valga il richiamo alla soppressione dell'Ufficio del Cerimoniale, vero cuore pulsante dell'attività di rappresentanza del Corpo; l'ancor più dannosa scelta di sopprimere l'Ufficio Centrale Sicurezza e Traduzioni, trasformato nel meno “pericoloso” Ufficio X – Traduzioni e piantonamenti (e la Sicurezza?!?), ufficio peraltro tolto alla dirigenza della Polizia Penitenziaria, la cui competenza in materia appare chiara ed immediata (ovviamente a chiunque non abbia una visione faziosa), ed assegnato ad un Dirigente Penitenziario, verrebbe da chiedersi per quale motivo e con quali competenze; l'assetto organizzativo dato all'Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza, eminente e prestigioso servizio di polizia, cui può attendere solo ed unicamente personale del Corpo, che stranamente dovrebbe essere diretto da un dirigente penitenziario.

In tale mare magnum e con tale riferimento sovviene a chi scrive il ricordo del Divino Dante che, preoccupato per le sorti della Sua povera terra, faceva affermare al Sordello:

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”.

E in un simile momento di svilimento delle funzioni e dei compiti della Polizia Penitenziaria, quasi sotto silenzio è passato il gravissimo attacco subito dal Gruppo Operativo Mobile.

Come qualunque operatore del diritto sa bene, al netto delle visioni faziose e di parte, il Gruppo Operativo Mobile costituisce l'eccellenza del Corpo, deputato alla gestione dei detenuti 41 bis O.P. nonché vera e propria longa manus dell'Amministrazione per la gestione delle diverse esigenze ed emergenze del sistema.

In una Amministrazione sana e coerente, un simile patrimonio di conoscenza, esperienza, uomini, mezzi, strutture e prassi formative sarebbe tutelato davanti a qualsivoglia attacco … da noi evidentemente no.

Sarà forse l'inimicizia e l'invidia che tanti nutrono nei confronti del Direttore del GOM, colpevole in questi anni di essere stata l'unica voce che tutelava il Corpo e guardava all'efficienza ed alla sicurezza dei servizi; sarà per tirare la catena ad uomini che, per professionalità, abnegazione, e capacità di intervento, si sono dimostrati ben superiori alla media … sarà stata forse la voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, sarà quel che sarà … ma la realtà è che qualche manina anonima, con destrezza, ha deciso di togliere al Gruppo Operativo Mobile l'autonomia contabile.

In buona sostanza, niente autonomia, nessuna possibilità di rapido intervento nei casi di urgenza, nessuna possibilità di adeguare i supporti alle diverse necessità.

Inoltre, come se tanto ancora non bastasse, verrebbe da chiedersi come mai alcuni Ufficiali Generali, tra questi certamente spicca il Generale di Brigata Mauro D'Amico, sono stati considerati per la quasi totalità della loro fulgida carriera quali punti di riferimento per tutti e poi, improvvisamente, sono diventati figure scomode ed ingombranti da richiamare, al più, in occasione dell'Annuale del Corpo.

La dirigenza del Corpo, la cui dotazione organica adesso è stata significativamente ampliata, seppur non adeguata alle necessità di una moderna Forza di Polizia, è e deve essere destinata a raccogliere il testimone passato dagli Ufficiali Generali del Corpo degli Agenti di Custodia, in un'ottica di continuità di tradizioni, Storia e compiti istituzionali.

Il nuovo Ministro, per la prima volta nella Storia, nel suo primo giorno presso il ministero di Via Arenula ha voluto, e gliene siamo grati, ricordare e richiamare le capacità e la professionalità della Polizia Penitenziaria.

Ebbene, questa attestazione di stima, a noi tutti gradita, è stata oggetto di numerosi mal di pancia e ritorsioni da parte di chi, la dirigenza penitenziaria, non rassegnandosi né all'ovvio né al diritto, ritiene ancora di poter governare le sorti della Sua Polizia.

Per tale ragione, è indispensabile spiegare al più presto al Ministro Alfonso Bonafede che il Gruppo Operativo Mobile, l'Ufficio per la Sicurezza Personale e la Vigilanza, il Ufficio Centrale Sicurezza e Traduzioni, la Banca Dati Nazionale del DNA sono tutti servizi esclusivamente di polizia, ed alla Penitenziaria andrebbero assegnati.

Uomini, prima ancora che Ufficiali e Dirigenti del Corpo, come il Generale di Brigata Mauro D'Amico, ed altri il Ministro ha conosciuto e, auspichiamo, vorrà conoscere, sono un patrimonio importante per l'Amministrazione che non può e non deve essere vanificato da invidie ed incapacità altrui.

 

 

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