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Se potessi avere … mille euro al mese

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Scimmiottando il testo di una vecchia canzone di successo del 1939 “Mille lire al mese” il cui testo richiama il frequente desiderio di realizzarsi economicamente; (mille lire negli anni Trenta rappresentavano una discreta cifra, uno stipendio più che abbondante), oggi grazie ai politici più garantisti del pianeta, quelli italiani, potremmo ricavarne una “cover” adattandola e ambientandola nei penitenziari italiani “Mille euro al mese”.

In un paese – l’Italia – dove i giovani laureati che non trovano sbocco, lavorano nei call center o fanno degli stages a 400 euro al mese, dove i nostri figli emigrano alla ricerca di un futuro e spesso si ritrovano ad essere impiegati nella ristorazione a 800 euro al mese, dove nel privato un operaio, per guadagnare 1000/1200 euro al mese si deve spaccare la schiena sopportando, talvolta stoicamente, gli sbotti d’ira e talvolta gli insulti dei datori di lavoro, assistiamo alla follia dell’aumento della mercede ai detenuti.

Assistiamo al più grande dei paradossi (dopo quello dei vitalizi ai politici) ovvero il pagamento a 7 euro l’ora al lavoro dei detenuti, quasi come un operaio che non ha commesso reati e che si deve pagare con il sudato salario, l’affitto della casa; 7 euro l’ora come la paga che prende delle tante donne delle pulizie che escono di casa alle 6 del mattino, per ritirarsi alle 18,00 o alle 20.00 dopo aver pulito scale, appartamenti, dato da mangiare a vecchiette invalide, dopo aver stirato montagne di indumenti e magari sopportato le avances di qualche vecchio con il morbo di Parkinson.

La differenza però tra la donna delle pulizie e il detenuto è che lei lavora in nero (non per volontà sua ma perché esclusa dal mondo del lavoro ufficiale) non prende assegni familiari, non ha diritto a riposi settimanali né ferie e se si ammala nessuno la pagherà; inoltre nessuno le verserà i contributi e se smette di lavorare nessuno le pagherà la disoccupazione o come si chiama adesso la “mini asp”.

Mentre il detenuto, ovvero colui che ha commesso reati, magari ha stuprato una bambina (che schifo… non è vero? Tutti bravi ad indignarsi prima … ora che gli diamo 1.000 euro al mese, va bene?) lavorando all’interno dell’Istituto percepirà 42 euro al giorno e gli assegni familiari; una mercede che rischia di arrivare, al lordo delle trattenute anche a 1.200 euro al mese.

Ditemi se questa non è follia pura.  

 

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