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Servizio stradale di Polizia Penitenziaria rischia la paralisi: manca il rinnovo del contratto di manutenzione dell''applicazione informatica

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Ogni riorganizzazione porta con sé il rischio di qualche errore di valutazione, ma quello che è avvenuto con la ridefinizione dei Dipartimenti e delle Direzioni del Ministero della Giustizia, con il conseguente scioglimento dell’Ufficio informatico del DAP, non è stato un errore qualsiasi. Le le prime avvisaglie delle possibili e pesanti ricadute future sono già iniziate.

Mi rendo conto che ai colleghi che lavorano nelle sezioni delle carceri, questa questione importa poco o niente perché non vedono cosa possa cambiare loro se l’Ufficio informatico del DAP, durante la riorganizzazione del Ministero, è stato considerato poco più che una questione di personale da ridistribuire all’interno della sede dipartimentale. Invece, bisogna sempre tenere bene a mente che l’informatica è gestione delle informazioni e gestire le informazioni è “potere”. Un potere che l’intero Corpo di Polizia Penitenziaria, sta cedendo senza nemmeno accorgersene. Lo sa bene chi ha avuto modo di affacciarsi alle banche dati del DAP e della Polizia Penitenziaria cogliendone subito le potenzialità e le opportunità. Legittimo farlo, anzi, doveroso e meritevole. A patto però che la scoperta della ricchezza e del potere di quelle informazioni la si utilizzi per il bene dell’amministrazione e per la crescita del Corpo e non solo per una propria, personalissima carriera professionale. E invece …

Secondo me, la responsabilità maggiore di tutto ciò, è prima di tutto dei colleghi poliziotti e del comparto ministeri dello stesso Ufficio informatico che negli ultimi due decenni, non hanno voluto fare gruppo e soprattutto, non hanno saputo “pubblicizzare” il ruolo strategico e il bagaglio di ricchezze professionali e di informazioni, racchiuse in quel settore.

Ma un’amministrazione importante come quella penitenziaria, avrebbe dovuto avere in sé le capacità dirigenziali e manageriali per comprendere “a monte” tutto ciò e correggere la deriva iniziata già da qualche anno. Invece non ha saputo/voluto mantenere la competenza dell’informatica all’interno dell’Ufficio del Capo del Dipartimento ed ha gestito lo scioglimento dell’Ufficio informatico, deviandolo verso la Direzione Generale del Personale del DAP, trattando la questione, appunto, come un mero problema di gestione interna del personale.

Una follia.

In questo modo, non solo il Capo del DAP non ha la diretta gestione e controllo del settore informatico, ma espone la propria Direzione del Personale, al peso diretto della controparte Ministeriale. Di fatto, è anche una perdita di capacità di indirizzo e gestione di un settore strategico come quello informatico, ma di questo, dubito che l’attuale Capo DAP se ne renda conto.

Non è un caso infatti che sono cadute nel vuoto le richieste al Capo DAP, di rinnovare i contratti di manutenzione del software e dell’hardware del sistema informativo penitenziario (SIP). Le richieste sono state inoltrate a febbraio. Alcuni contratti sono scaduti a settembre e altri scadranno a breve. Per esempio, è scaduto il contratto per l’assistenza all’applicativo della gestione dei verbali delle contravvenzioni al codice della strada. Quindi non è stato possibile inserire nell’applicazione quelle modifiche introdotte negli ultimi mesi nel codice stradale. Tutto ciò, ha comportato l’impossibilità di gestire le contravvenzioni elevate dalla Polizia Penitenziaria negli ultimi mesi, determinando la sospensione del servizio stradale della Polizia Penitenziaria.

Ora starà al Dirigente Generale del Personale, Pietro Buffa, risolvere la matassa e il blocco che si è creato, e soprattutto, saper mettere in piedi un programma anche di lungo periodo dell’intero settore penitenziario del DAP. Ma le competenze e le conoscenze informatiche dei suoi collaboratori di cui forse, è anche costretto ad affidarsi per mancanza di altro materiale umano a disposizione, non fanno ben sperare.

Forse si avvereranno i propositi di chi, in un modo o nell’altro, spera nel crollo del settore informatico del DAP nell’illusione che abbia il tempo e la possibilità di saperlo mettere a frutto da un'altra parte. Ma non credo che anche lui abbia accanto a sé, dei consiglieri che sappiano comprendere appieno i rischi e le complessità di un’operazione del genere.

 

Benvenuta DGSIA. Però speriamo che cambiando il direttore d''orchestra la musica non sia sempre la stessa …

 

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