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Un nuovo contratto di lavoro per ripensare il sistema sicurezza

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Lo scorso 26 gennaio abbiamo firmato un Contratto certamente attesissimo, sia per la parte economica che per quella normativa e il cui inquadramento nell’attuale contesto sociale politico ed economico crea legittime aspettative in termini soprattutto di riappropriazione del potere di acquisto delle retribuzioni, mortificate da una vacanza contrattuale lunga, lunghissima.

Prioritaria pertanto la legittima quanto responsabile richiesta da parte del Sindacato di una immediata disponibilità delle risorse economiche stanziate con la legge di stabilità che, armonizzate con gli effetti della riparametrazione derivante dal riordino delle carriere,  possano determinare dignitosi aumenti contrattuali.

In tale ottica abbiamo proposto l’allocazione della maggior parte delle somme stanziate sulle voci fisse e continuative dello stipendio anche per colmare, sotto il profilo previdenziale, il gap determinatosi dal lungo blocco salariale.

Su espressa richiesta del Sappe, il Governo è giunto a prevedere il 90% degli stanziamenti su parametri ed indennità pensionabile ed il 10% sulle indennità accessorie. 

Abbiamo accolto positivamente la conferma che l’indennità di vacanza contrattuale verrà aggiunta rispetto alle somme disponibili, ed anche questo è un ulteriore elemento positivo e nuovo rispetto ai precedenti rinnovi contrattuali.

Altra apertura importante da parte del Governo, su proposta del Sindacato è stato l’impegno a concertare con i sindacati e le rappresentanze militari la destinazione degli ulteriori 150 milioni di euro stanziati per la produttività ed i servizi operativi nel prossimo triennio. In tal modo potrà registrarsi una garanzia della necessaria flessibilità che potrà consentire di finanziare anche un giusto riconoscimento al disagio dei servizi di controllo del territorio e dei pattuglianti attraverso la previsione di una specifica indennità che il Sappe reputa prioritaria.

Siamo fiduciosi per una rapida definizione degli aspetti sia economici che normativi e ci auguriamo che siano tempestivamente previste le liquidazioni delle somme arretrate spettanti per un giusto quanto atteso ristoro delle economie delle famiglie dei poliziotti e delle poliziotte.

Va stigmatizzato il fatto che le trattative di questo Contratto, scaduto ormai da quasi dieci anni, siano state riaperte a fine legislatura, dopo un incontro interlocutorio che si tenne a ridosso di Ferragosto (!), sì da adombrare il sospetto di un occhiolino alle Forze di Polizia ed alle Forze Armate per opportunismo elettorale in vista delle prossime consultazioni.

Una interpretazione forse forzata e maliziosa, ma i fatti vanno tutti in questa direzione: si è perso tempo per tante riforme (come, ad esempio, quella della Costituzione, sonoramente sconfitta dagli italiani con il referendum…) piuttosto che dare attenzione alle esigenze del Comparto Sicurezza e Difesa, anche in relazione alla chiara percezione di insicurezza che c’è nel Paese.

Come Sappe abbiamo detto e diciamo: Basta tagli alla sicurezza che ormai è al collasso!  

Chiediamo al Governo di tagliare gli sprechi e non la sicurezza, occorrono vere riforme per evitare sperperi e duplicazioni e subito destinare risorse per lo sblocco del turn over e per riprendere le assunzioni perché l’età media degli operatori della sicurezza è ormai troppo elevata per i compiti da svolgere, e questo ha gravi ripercussioni sull’efficienza dei servizi di sicurezza e di soccorso pubblico.

Ci auguriamo che il Governo presti  la dovuta attenzione al nostro personale evitando di dover giungere, come già accaduto anche in altri Stati Europei, allo sciopero delle divise, affinché qualcuno prenda atto che questo grido di dolore che stiamo lanciando è l’ultimo appello per la sicurezza del Paese prima che si giunga al punto di non ritorno. 

 

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