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Videoconferenze tra DAP e periferia: ogni tanto una buona notizia

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Tecnologia e pubblica amministrazione difficilmente vanno d’accordo, soprattutto al DAP, ma nel caso delle videoconferenze il miracolo pare si stia avverando.

In questo caso non si tratta delle videoconferenze processuali, quelle che consentono la partecipazione dei detenuti alle udienze dei processi in cui sono coinvolti, ma delle videoconferenze usate per motivi burocratici, quelle che consentono al Capo DAP di avere un contatto immediato con tutte le sedi periferiche, o quasi.

Da qualche mese il Capo DAP si riunisce virtualmente con Provveditori, Direttori e Commissari, in videoconferenza, senza i ritardi e i notevoli sprechi di risorse e di soldi delle vecchie riunioni dal vivo.

Certo, nessuna tecnologia potrà mai sostituire il contatto umano, la chiacchierata informale e dai monitor è impossibile cogliere tutte le sfumature delle comunicazioni, quelle verbali e soprattutto quelle non verbali, ma le videoconferenze possono essere uno strumento in più per fare il lavoro grosso, per le comunicazioni di servizio, per quelle di indirizzo e di feedback, o anche per un semplice scambio di auguri natalizi con tutto il personale.

Come tutti i miracoli però, nulla avviene per caso.

Se le videoconferenze utilizzate per le riunioni tra DAP e periferia, possono ormai essere considerate un fatto compiuto, lo si deve principalmente a tutte quelle singole persone della periferia che, nonostante la scarsa considerazione dei vertici del DAP per gli aspetti tecnologici, hanno mantenuto un sano interesse per l’informatica in generale e anzi sarebbe ora di riprendere in considerazione tutto il settore, composto da personale civile e da Poliziotti penitenziari, per sfruttare davvero tutte le nuove possibilità offerte dall'ICT.

Se oggi DAP e periferia sono più vicini, dipende anche dal fatto che ognuno di noi ha a che fare quotidianamente con videochiamate, video in streaming e dirette Facebook e quindi una videoconferenza non appare “strana” nemmeno da noi, ma sta di fatto che ormai, anche nell’amministrazione penitenziaria, possiamo dare per assunte le videoconferenze di servizio e questa è senz’altro una buona notizia.

 

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