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Vigilanza dinamica e affettività in carcere diventano legge

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Il disegno di legge n. 4368, presentato dal Ministro Andrea Orlando, di concerto con i ministri Alfano e Padoan apporta sostanziali modifiche ai Codici penale e di procedura penale, nonché all’Ordinamento penitenziario.

Per quanto riguarda le modifiche all’Ordinamento penitenziario il legislatore, tra i principi e criteri direttivi di cui si dovrà tenere conto nella predisposizione dei decreti legislativi, ha previsto:

• la revisione delle modalità e dei presupposti di accesso alle misure alternative sia con riferimento ai presupposti soggettivi sia con riferimento ai limiti di pena, al fine di facilitare il ricorso alle stesse, salvo che per i casi di eccezionale gravità e pericolosità e in particolare per le condanne per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale;

• previsione di una necessaria osservazione scientifica della personalità da condurre in libertà, stabilendone tempi, modalità e soggetti chiamati a intervenire;

• integrazione delle previsioni sugli interventi degli uffici dell’esecuzione penale esterna;

• previsione di misure per rendere più efficace il sistema dei controlli, anche mediante il coinvolgimento della Polizia Penitenziaria;

• eliminazione di automatismi e di preclusioni che impediscono ovvero ritardano, sia per i recidivi sia per gli autori di determinate categorie di reati, l’individualizzazione del trattamento rieducativo e la differenziazione dei percorsi penitenziari in relazione alla tipologia dei reati commessi e alle caratteristiche personali del condannato, nonché revisione della disciplina di preclusione dei benefici penitenziari per i condannati alla pena dell’ergastolo, salvo che per i casi di eccezionale gravità e pericolosità specificatamente individuati e comunque per le condanne per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale;

• previsione dell’esclusione del sanitario dal consiglio di disciplina istituito presso l’istituto penitenziario;

• riconoscimento del diritto alla affettività delle persone detenute e internate e disciplina delle condizioni generali per il suo esercizio;

• eliminazione di ogni automatismo e preclusione per la revoca o per la concessione dei benefici penitenziari, in contrasto con la funzione rieducativa della pena e con il principio dell’individuazione del trattamento;

• previsione di norme volte al rispetto della dignità umana attraverso la responsabilizzazione dei detenuti, la massima conformità della vita penitenziaria a quella esterna, la sorveglianza dinamica;

• revisione del sistema delle pene accessorie improntata al principio della rimozione degli ostacoli al reinserimento sociale del condannato ed esclusione di una loro durata superiore alla durata della pena principale.

Per quanto riguarda le modifiche al codice penale il legislatore, all’articolo 1, introduce l’istituto dell’estinzione del reato per condotte riparatorie.

Si prefigge, inoltre, di incrementare i limiti minimi di pena per alcuni reati, come lo scambio elettorale politico mafioso, il furto in abitazione e quello con strappo, la rapina, l’estorsione. Altre proposte di modifiche riguardano la sospensione e l’interruzione della prescrizione, la procedibilità a querela di parte per la violenza privata, ad eccezione dei casi in cui la persona offesa sia un incapace, per età o per infermità di mente, ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale, ovvero quelle indicate nell’art. 339 del Codice penale, nei casi di reati contro il patrimonio, se il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravità.

Inoltre, si prevede una revisione delle misure di sicurezza personali.

Il legislatore si prefigge anche di porre rimedio ad un vuoto normativo, riguardante l’istituzione delle REMS, dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.

La legge vigente, infatti, non consente il ricovero nelle REMS, per i soggetti la cui infermità sia sopravvenuta durante l’esecuzione della pena.

Il disegno di legge 4368 prevede che il ricovero possa essere disposto anche nel caso di infermità sopravvenuta, nonché per gli imputati sottoposti a misure di sicurezza provvisorie e di tutti coloro per i quali occorra accertare le relative condizioni psichiatriche, qualora le sezioni degli istituti penitenziari alle quali sono destinati non siano idonee, di fatto, a garantire i trattamenti terapeutico-riabilitativi, con riferimento alle peculiari esigenze di trattamento dei soggetti e nel pieno rispetto dell’articolo 33 della Costituzione.

Per quanto riguarda le modifiche al Codice di procedura penale vale la pena notare, per quanto riguarda la diretta incidenza sul sistema penitenziario e, quindi, sul nostro lavoro, la partecipazione a distanza alle udienze dibattimentali, di coloro che si trovano in carcere per i reati indicati nell’articolo 51, comma3-bis, nonché nell’articolo 407, comma 2, lettera a), numero 4, del codice di procedura penale.

Si tratta, sostanzialmente, dei reati di criminalità organizzata, di terrorismo e altri di particolare gravità.

Tale possibilità è estesa anche ai collaboratori di giustizia.

 

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