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Vorremmo una rassegna stampa del Dap più pluralista

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Ci siamo resi conto già da molto tempo delle difficoltà di comunicazione con i destinatari della selezione degli articoli da diffondere da parte dell’ufficio stampa del Dap.

Analizzando l’andamento del flusso di informazioni diramate, sembrerebbe lecito pensare che nella “mission” istituzionale dell’ufficio stampa dell’Amministrazione penitenziaria vi sia un rapporto privilegiato con chi si ostina ad  affossare i servizi resi dalla Polizia Penitenziaria, le sue regole, le sue prassi,  per mettere in evidenza speculative prospettive ideologiche e interpretazioni particolaristiche della vita del carcere che, è bene ricordarlo, si svolge sempre nel rispetto delle norme e dei regolamenti.

Pensiamo, ad esempio, alle pedisseque e sequenziali proposizioni degli articoli scritti da Damiano Aliprandi sul Dubbio….

Noi crediamo che in una rassegna stampa istituzionale ci dovrebbe essere pervasività dell’informazione pluralistica, aperta anche ad altri punti di vista.

Il pluralismo dell’informazione è interesse del lavoratore e dovere di chi diffonde, perché così non si indirizza l’opinione verso una sola direzione.

Perchè vengono censurati articoli di altri autorevoli giornalisti impegnati sul tema carceri e vita detentiva?  

Da dipendente dell’Amministrazione penitenziaria vorrei essere informato a 360 gradi, per farmi una mia idea e perché anche chi non è del settore, ma è interessato e legge, fosse anche solo per ragioni antropologiche e sociali, possa farsi la sua … che non sia solo quella del Dubbio …

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