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Bologna, lavori al carcere del Pratello dopo l’evasione di Sebastian Hurstic

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Dopo l’evasione di Sebastian Hrustic, venerdì pomeriggio dal Pratello, il ministero della Giustizia risponde alle denunce dei sindacati di polizia sulle falle nella sicurezza del minorile. Per quanto riguarda «i sistemi di sicurezza passiva – scrive il dirigente Antonio Pappalardo – si assicura di aver avuto assicurazione, in data 12 maggio, dal competente dipartimento, della copertura finanziaria per la messa in sicurezza del perimetro area verde e campi sportivi», ossia la zona da dove era scappato il ventunenne serbo. «Il dipartimento – continua la lettera – sta per licenziare il progetto complessivo di riammodernamentodell’impianto di videosorveglianza», ed è allo studio «l’attivazione di sistemi elettronici anti scavallamento e anti intrusione».

Allo stesso tempo, il ministero esclude invece la postazione fissa sul muro di cinta presidiata da una sentinella, perché non prevista per gli istituti di pena minorili. Infine, per quanto riguarda gli agenti di penitenziaria in servizio, l’Amministrazione si dice pronta a un incontro al più presto con i sindacati per discutere dell’organizzazione del lavoro al Pratello. I sindacatiSappe, Sinappe e Cgil, subito dopo l’evasione, avevano infatti anche sollevato la questione della gestione del personale nelle ore d’aria dei giovani detenuti, con un solo agente in servizio in cortile a vigilare su tutti i ragazzi.

«I vertici della Giustizia minorile hanno riconosciuto le gravi carenze relative alla sicurezza della struttura del carcere minorile del Pratello – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto delSappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale –. Era necessario attendere un’altra evasione perché i vertici dell’Amministarzione pensassero questo? Non sarebbe stato meglio intervenire prima, considerato che in passato si erano già verificati episodi simili? Comunque, meglio tardi che mai». La Cgil chiede «che venga fatta piena luce sulle responsabilità dei lavori fatti al minorile e che se c’è qualcuno che ha sbagliato paghi». Il Sinappe aveva infatti stigmatizzato anche solo la possibilità «che la responsabilità della fuga venisse addossata all’unico collega in servizio quel pomeriggio».

 

Fonte:ilrestodelcarlino.it

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