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Carcere di Camerino: chiuso per il terremoto, potrebbe riaprire come istituto di custodia attenuata

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Da carcere a Icat, Istituto a custodia attenuata. Potrebbe essere questo il futuro dell''ex carcere di Camerino, chiuso per inagibilità a causa del terremoto. La struttura che si trovava all'interno del complesso conventuale di San Francesco, potrebbe cedere il passo al nuovo istituto, meno duro rispetto al carcere, ma che necessita di uno spazio ben più ampio per consentire ai detenuti di poter lavorare.

Lo scorso febbraio il procuratore capo Giovanni Giorgio aveva scritto al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per chiedere lumi sulla ricostruzione di una nuova struttura detentiva a Camerino. Di recente il capo del dipartimento ha risposto manifestando la possibilità di costruire un nuovo istituto a custodia attenuata con circa cento posti detentivi secondo il modello delle colonie agricole. Per questo motivo ha chiesto al sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, di individuare una zona nel territorio comunale di ampiezza fino a 50 ettari, necessari ad ospitare una simile struttura.

Secondo il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, in alternativa la città ducale potrebbe ospitare anche un istituto per detenuti in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro, o una struttura per detenuti appartenenti al circuito di alta sicurezza (di quest'ultimo regime fanno parte i detenuti appartenenti alla criminalità organizzata di tipo mafioso, nei cui confronti sia venuto meno il decreto di applicazione del regime di 41bis, detenuti per delitti commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza e detenuti che hanno rivestito posti di vertice nelle organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti). In entrambi i casi i carcerati verrebbero da fuori regione. Ad oggi, dunque, coloro che vengono arrestati, sono condotti al carcere di Montacuto nell'Anconetano oppure a quello di Marino del Tronto nell'Ascolano. Tutti i detenuti che si trovavano nel carcere di Camerino al momento del terremoto, erano invece stati trasferiti a Rebibbia.

Corriere Adriatico

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