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Carcere di Camerino chiuso per il terremoto: quale futuro e quali soluzioni per il carcere?

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Quale futuro per il Carcere di Camerino, dopo i gravi danni subiti dalla vecchia e storica struttura del centro in via Sparapani dopo il terremoto del 26 ottobre?

L’augurio e la speranza di amministratori e personale della casa circondariale sono quelli di una ricostruzione o addirittura della realizzazione di un carcere nuovo.

In questi giorni, passata la tempesta di neve, continua la fase del recupero beni dall'interno della struttura, che ha subìto il crollo del tetto ed è stata allagata in più parti. Fra i locali più danneggiati anche la mensa dell’istituto. Gli uomini della Polizia Penitenziaria e gli addetti dell’amministrazione stanno recuperando le documentazioni e i piccoli strumenti di ufficio, unitamente alle pratiche e suppellettili di modesta dimensione. Materiale che verrà appoggiato momentaneamente al penitenziario di Fermo, dove sono stati dirottati pure alcuni dirigenti e agenti della Polizia Penitenziaria.

A differenza dei detenuti, che al momento del sisma del 26 ottobre si trovavano all'interno del carcere (in tutto una cinquantina, di cui 8 donne) e che furono trasferiti d’urgenza la notte stessa a Roma in quello di Rebibbia, sono stati gli agenti della Penitenziaria (la forza attuale era di circa 30 effettivi) ad essere distribuiti negli altri carceri delle Marche e qualcuno anche in Umbria a Spoleto. Procedure di sfollamento coordinate dal comandante della Polizia Penitenziaria Giuseppe Musella, che dopo tre anni di servizio a Camerino con bellissimi ricordi, una volta evacuata la struttura è stato trasferito con il ruolo di vice comandante nella casa circondariale di Potenza.

Distribuiti poi nei vari carceri marchigiani i nuovi arrestati dopo il 26 ottobre 2016 sul territorio della Provincia di Macerata. Quello di Camerino era infatti l’unico penitenziario della Provincia ed il secondo della Regione ad avere una sezione femminile dopo quello di Villa Fastiggi. Detenuti dunque smistati a Fermo (che è in via di completamento con pochi posti ancora a disposizione), Ascoli Piceno, in quello di Montacuto di Ancona ed a Pesaro. Non possono ricevere gli arrestati quello di Fossombrone, che è un supercarcere, e il Barcaglione di Ancona perché è una casa di reclusione.

“L’auspicio è quello di riaprire quanto prima l’istituto di Camerino – dice l’ispettore capo della Polizia Penitenziaria della casa circondariale camerte Antonio Mottola – e magari di riuscire finalmente a costruirne uno nuovo come si spera da tempo. E’ stata una grossa perdita la momentanea chiusura causata dal terremoto, in quanto è l’unica struttura in provincia di Macerata e spostare sui vari istituti i detenuti crea molti disagi, sia alla macchina della giustizia che al personale. Riavere il carcere a Camerino sarebbe importante anche per noi agenti, per ritrovarci di nuovo tutti insieme”.

La casa circondariale camerte ha continuato a funzionare bene (con un ruolo di capofila per iniziative e attività di recupero dei detenuti) anche dopo la chiusura del tribunale di Camerino (14 settembre 2013), accorpato a quello di Macerata. Sul futuro del carcere di Camerino il Ministero di Grazia e Giustizia dovrà decidere in fretta, così come sulla riorganizzazione ed il recupero degli altri beni di sua proprietà. Proprio presso il Ministero esiste da tempo una richiesta corredata da progetto di una nuova struttura da 600 posti.

A questo punto potrebbe esserci un’attenzione maggiore da parte delle Istituzioni e del Governo per la gestione delle risorse e magari anche per la realizzazione del nuovo carcere.

viverecamerino.it

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