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Carceri minorili senza un Capo e con detenuti “minorenni” di 25 anni di età

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L’evasione di un detenuto maggiorenne (tuttora in fuga) dal [B]carcere minorile Ferrante Aporti di Torino[/B] ed i gravi disordini accaduti all’interno della struttura detentiva per minori di Airola, in provincia di Benevento, determina la dura reazione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE,il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE

«Questi gravi episodi sono il sintomo di un Dipartimento, quello della Giustizia Minorile, allo sbando, senza una guida certa e definita, gestita da un Capo Dipartimento reggente, e quindi non titolare, che per altro subisce le decisioni incomprensibili della politica, che ha previsto la permanenza nelle carceri per minori di delinquenti adulti fino a 25 anni», denuncia [B]Donato Capece, segretario generale del SAPPE[/B]. «Da quando sono stati assegnati detenuti adulti, per effetto di una recente legge, questi si comportano con il personale di Polizia e con alcuni minorenni ristretti con prepotenza e arroganza, caratterizzando negativamente la quotidianità penitenziaria. E’ quel che è accaduto l’altro giorno ad Airola, con i gravi disordini provocati da detenuti maggiorenni arrivato nel carcere minorile e giovanissimi. Ed era maggiorenne anche il detenuto evaso sabato a Torino dal Ferrante Aporti».

Il SAPPE, alla luce dei gravi fatti accaduti in questi giorni in alcune carceri minorili, denuncia di aver da subito ritenuto «impensabile inserire detenuti di venticinque anni nei penitenziari minorili, come è previsto oggi dalla legge, perché è impensabile far convivere negli stessi ambienti carcerari adulti di venticinque anni con bambini di quattordici. E quello che è accaduto ad Airola e Torino conferma le nostre previsioni, purtroppo. Quel che ci vorrebbe è una complessiva riorganizzazione della giustizia minorile, che metta a capo dei Reparti negli Istituti e servizi della Giustizia Minorile i Funzionari Commissari del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Ma si deve seriamente riflettere se non sia giunta l’ora di sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile, utile solo a distribuire poltrone dirigenziali, e ricondurre il circuito penitenziario minorile (poco meno di 400 le presenze detentive in tutta Italia) nel suo naturale alveo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, com’era una volta. Visto che la Giustizia minorile non ha neppure un Capo Dipartimento in pianta stabile, ma un magistrato che temporaneamente regge l’incarico».

grnet.it

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