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Detenuti del carcere di Pesaro utilizzavano una carrucola per spacciare psicofarmaci

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Avevano ingegnato un originale sistema per smerciare farmaci ed oggetti non consentiti tra le varie Sezioni detentive del carcere di Pesaro, ma il tentativo non è sfuggito ai Baschi Azzurri della Polizia Penitenziaria. A darne notizia dell’evento è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo degli Agenti.

Spiega Nicandro Silvestri, segretario regionale SAPPE per le Marche: “Una carrucola artigianale per trafficare sostanze psicotrope. L’ingegnoso sistema è messo a punto da tre detenuti per spacciare psicofarmaci e oggetti non consentiti tra diversi reparti detentivi dello stabilimento penitenziario di Pesaro, tentando di eludere i presidi di sicurezza e la sorveglianza del Personale di Polizia Penitenziaria. I sistemi di video sorveglianza, invece, hanno consentito all’Agente della Sala Regia di cogliere in flagranza il traffico sospetto e di allertare i colleghi in servizio nelle sezioni detentive che hanno individuato e bloccato i relativi responsabili, tutti deferiti alla locale Procura della Repubblica”.

Ma non è stata questa l’unica anomalia scoperta nel carcere di Pesaro: “Il giorno successivo”, aggiunge Silvestri, “il medesimo Reparto di Polizia Penitenziaria, impegnato in un’ordinaria attività ispettiva di altro reparto detentivo, scovava, abilmente occultato in una busta di cereali, uno smartphone con cui un detenuto intratteneva contatti con persone pregiudicate” .

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime “soddisfazione per la professionalità dimostrata dagli uomini della Polizia Penitenziaria di Pesaro” e sottolinea “l’essenzialità di un sistema di videosorveglianza efficiente e di tutte le dotazioni tecnologiche a sostegno dei presidi di sicurezza ed a supporto degli Agenti di Polizia Penitenziaria. Questa di Pesaro è l’occasione per sensibilizzare l’Amministrazione penitenziaria ad una costante e continua implementazione e manutenzione di questi impianti di sicurezza, che consentono di affievolire le criticità legate alla cronica carenza di organico se in ausilio agli Agenti di Polizia Penitenziaria di servizio, Agenti di Polizia Penitenziaria che non potranno mai essere sostituiti nei controlli, nel ruolo e nelle funzioni da alcun modello alternativo e discutibile di vigilanza”.

ilfoglia.it

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