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Modena, aiuti al clan: 4 anni ai due agenti di Polizia Penitenziaria del S.Anna

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MODENA. Patteggiamento accolto per entrambi gli agenti di polizia penitenziaria accusati di fiancheggiamento del clan dei Casalesi immigrati nel Modenese per gestire il giro delle bische clandestine ed arrestati durante un blitz anticamorra della Squadra Mobile nel marzo dello scorso anno.

Patteggiamento accolto dal tribunale, presidente Flavio De Santis, ma con un lieve aumento di pena per Nicola Mennillo, 37 anni, nativo di Caivano in provincia di Napoli, residente a Castelfranco. Un anno e 8 mesi la detenzione patteggiata, due anni la pena comminata dal collegio giudicante.

Sono rimasti invece due, come da richiesta, gli anni di condanna per suo collega, Roberto Micillo, quarantaquattro anni, nativo di Carinola di Caserta, abitante a Modena.

Entrambi erano assistiti dall’avvocato Cosimo Zaccaria che processualmente ha ottenuto per i due agenti il minimo della pena, considerando tra l’altro che, nella prima fase del procedimento, il gip della Dda di Bologna aveva respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dai due agenti del carcere modenese di Sant’Anna.

I due ormai ex agenti di polizia penitenziaria, erano in servizio al carcere di S. Anna all’epoca dei fatti, poi sono stati sospesi dal servizio e successivamente si sono dimessi dal Corpo. Dovevano rispondere di corruzione aggravata e favoreggiamento di associazione di stampo mafioso-camorrista. Secondo l’accusa avevano gestito per conto dei detenuti in regime di massima sicurezza i loro rapporti con l’esterno. In particolare avrebbero consentito agli stessi detenuti di ricevere emissari, intrattenersi con loro, scambiare ordini e lettere, messaggi, telefonate, in modo da potere gestire, seppure dal carcere, le attività delle bische, nel frattempo portate avanti da uomini di fiducia. Il tribunale ha anche accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dagli altri sei imputati Nicolo Nappa, i fratelli Noviello, Antonio, Epaminonda e Vincenzo, Carlo Di Bona, Antonio Pagano, per i quali l’accusa era di corruzione aggravata da fini mafiosi-camorristi. Accolta anche la richiesta di assoluzione di Pasquale Ciocia. Ad accezione di Di Bona e di Epaminondo Noviello, condannati ad un anno e 8 mesi, per gli altri la pena è stata di due anni.

Fonte: /gazzettadimodena.gelocal.it

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