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Penitenziaria scopre dormitori abusivi intorno al carcere di Savona

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Rifugi, tuguri e dormitori per vagabondi, clochard e disperati ricavati non solo in via Paleocapa. Sempre nel centro di Savona sono stati trovati materassi e giacigli dentro l’orinatoio vicino al tempietto Boselli in viale Dante Alighieri, dentro la centralina elettrica, in mezzo ai cavi, davanti a Palazzo Nervi, sede della Provincia, nel greto del torrente Letimbro sotto la passerella che collega il quartiere di Villapiana e l’Ipercoop. Dove è stata allestita una grotta-caverna. Addirittura dentro i cespugli e alberelli del Prolungamento. Anche sotto i portici del Monte del Paschi di Siena, a ridosso di via Trincee, sotto quelli di via Untoria di fronte all’abitazione del sindaco e anche sotto il simbolo di Savona, la Torretta, in piazza Leon Pancaldo, lato re.

Il tugurio pieno di escrementi umani è stato scoperto dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio nel soprastante carcere Sant’Agostino di piazza Monticello. A scoprire il nascondiglio, Walter Murenu (sovrintendente) e Umberto Damasco (assistente) lunedì scorso durante un giro di perlustrazione all’esterno del carcere avevano notato un andirivieni nei pressi «di porte che sembravano chiuse e che invece abbiamo scoperto essere state sfondate».

Gli agenti della penitenziaria hanno subito segnalato l’animalia alla Questura che ha allertato a sua volta la polizia municipale.

«Abbiamo visto uscire da quella porta prima dei grossi topi e poi due persone che abbiamo fermato e identificato» racconta Murenu che nel tempo libero è anche operatore di primo soccorso della locale Croce Rossa. «Ci siamo trovati davanti ad uno scenario impensabile- aggiunge- quando siamo entrati nel tugurio siamo stati avvolti da un nugolo di mosche e da odori stomachevoli. Siamo subito usciti. Era impossibile rimanere all’interno. Il nostro compito era la sorveglianza delle vie limitrofe al carcere per la sicurezza della struttura».

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