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Poliziotto aggredito violentemente nel carcere di Ariano Irpino: ricoverato in cdice rosso per i calci e pugni ricevuti da due detenuti

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Aggressione brutale in carcere in Irpinia. E' avvenuta nel penitenziario di Ariano Irpino. Due detenuti di Napoli – ieri sera – hanno pestato un agente. Pugni e calci che gli hanno procurato numerose lesioni. E' seguito il ricovero in codice rosso all'ospedale Frangipane. L'uomo è rimasto per diverse ore sotto osservazione per i colpi ricevuti al volto. Ora non è in pericolo di vita, la prognosi è riservata.

Un episodio che ha spinto i sindacati di Polizia Penitenziaria a rivolgere l'ennesimo appello. E denunciare una carenza di personale a fronte di un sovrannumero di detenuti. Così da accendere l'attenzione su una riforma carceraria attesa da troppo tempo. Quanto accaduto ad Ariano è l'ideale continuazione di quanto registrato nelle settimane precedenti.

Vi abbiamo parlato dell'inchiesta della Procura di Avellino. Nata in seguito al sequestro di alcuni cellulari nelle celle del carcere Bellizzi Irpino. Dove si trovano detenuti, in regime di massima sicurezza, affiliati a clan malavitosi napoletani e pugliesi. Fra gli indagati anche ex membri dei clan di Forcella e degli Strisciuglio. Famiglia di spicco della malavita pugliese. I cui affiliati sono diventati celebri anche per la capacità di coordinare le proprie attività criminali proprio dal carcere.

Ad Ariano Irpino era stata anche rivenuta della droga. Tre grammi di hashish nascosti in una confezione di salame affettato. Diretta a un detenuto.

Una inchiesta emblematica dei colleghi de “La Stampa". Mostra come sia aumentato il numero di cellulari e droga nelle carceri. In tutta Italia.  Nel 2017 sono stati 337 i cellulari ritrovati nei 190 penitenziari italiani. La media di due per ogni carcere, più della metà rispetto ai 213 degli anni precedenti. Mentre in Francia il premier Macron ha varato una legge per istallare telefoni fissi nei numerosi penitenziari. Un contromisura semplice che i cugini d'oltralpe ipotizzano possa rivelarsi estremamente efficace.

Sui problemi delle carceri, in Campania, si è più volte espresso il Sappe  (Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria)

Emilio Fattorello, segretario nazionale SAPPE per la Campania, scrive che: «La Segreteria Nazionale del sindacato regionale ha tenuto una assemblea in istituto con i segretari locali dai quali sono state sollevate gravi denunce sulla conduzione dell'istituto per le carenze della sicurezza e strutturali che espongono a rischi il personale e i detenuti».

«Ogni giorno contiamo molti eventi critici nelle carceri, dal Nord al Sud isole comprese. I poliziotti penitenziari vengono aggrediti. Da tempo denunciamo questa assurda e ingiustificata violenza, ma il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria stanno a guardare, senza adottare alcun provvedimento. Proclamiamo da subito lo stato di agitazione dei poliziotti e, in attesa di organizzare una imponente manifestazione a Roma, interrompiamo ogni rapporto con il DAP (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), disertando le prossime riunioni ministeriali», ribadisce il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece.

Numeri di episodi violenti in crescita dietro le sbarre. Conclude Capece: «I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti nelle carceri nel 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto ai 8.586 del 2016), 1.135 tentati suicidi (rispetto ai 1.011 dell'anno prima), 7.446 colluttazioni (nel 2016 ne erano state registrate 6.552) e 1.175 ferimenti (nel 2016 erano 949 ). Numeri che coincidono con l'istituzione della vigilanza dinamica e del regime penitenziario ‘aperto’, con i detenuti liberi di girare, per più ore al giorno, lungo i corridoi delle Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria».

ottopagine.it

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