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Poliziotto penitenziario ferito alla testa da un detenuto: è in gravi condizioni

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Un agente di Polizia Penitenziaria è rimasto gravemente ferito nel carcere di Foggia dopo essere stato aggredito e colpito alla testa con uno sgabello da un detenuto. E' stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Foggia ed è in gravi condizioni dopo essere stato colpito ripetutamente.

La vittima è un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria di 50 anni. L'agente è stato aggredito e ferito da un detenuto che gli si è scagliato contro. L'autore dell'aggressione, un 29enne di Foggia, era rinchiuso nella casa circondariale a seguito di condanne per rapina aggravata, ricettazione, e maltrattamenti in famiglia. Il ferito è stato trasportato con un'ambulanza del 118 agli Ospedali Riuniti di Foggia, dove è stato ricoverato in prognosi riservata.

Una decina di giorni fa il poliziotto era intervenuto per sedare un violento litigio tra due detenuti relazionando poi sull'accaduto malgrado gli stessi protagonisti della vicenda lo avessero invitato a far finta di nulla: questa sarebbe la causa dell'aggressione nella ricostruzione  fatta dal segretario generale del Sappe, Federico Pilagatti.

A seguito di quanto avvenuto dieci giorni fa – racconta Pilagatti – "si è riunita la commissione di disciplina interna che avrebbe inferto anche al detenuto in questione alcuni giorni di esclusione dalle attività in comune così come prevede la legge. Purtroppo il detenuto, al ritorno nella propria stanza, ha incrociato l'agente che aveva relazionato, scagliandosi contro di lui con pugni, e afferrando prima una bottiglia di acqua piena per colpirlo ripetutamente, poi uno sgabello, lasciandolo esanime sul pavimento".

Subito dopo sono intervenuti alcuni agenti che hanno prestato i primi soccorsi, provvedendo poi ad accompagnarlo nell'ospedale di Foggia.

"I poliziotti penitenziari di Foggia – conclude il Sappe – sono pienamente coscienti di lavorare a stretto contatto con il pericolo, ma non possono fare gli agnelli sacrificali offerti dall'amministrazione penitenziaria, per consentire ai detenuti di spadroneggiare come e quanto vogliono. La sicurezza all'interno del carcere è pressoché nulla con i poliziotti lasciati da soli in balia dei detenuti e degli eventi, senza alcuna possibilità di difesa".

bari.repubblica.it

 

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