Ottobre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Ottobre 2017  
  Archivio riviste    
Agente penitenziario ucciso da tre batteri in ospedale: alla vedova un milione di euro di risarcimento

Polizia Penitenziaria - Agente penitenziario ucciso da tre batteri in ospedale: alla vedova un milione di euro di risarcimento


Notizia del 05/11/2017 - ROMA
Letto (5896 volte)
 Stampa questo articolo


Un milione di euro di danni alla vedova di un uomo ucciso da una infezione ospedaliera. La sentenza del Tribunale di Roma (13esima sezione civile) ha stabilito che un paziente, ricoverato all'Aurelia Hospital per una patologia cardiaca, è morto dopo aver contratto nel nosocomio tre batteri micidiali. "Il milione di euro - commenta l'avvocato Marco Bona, esperto di risarcimento del danno - ha tutelato la perdita del rapporto affettivo subìto dai due figli e dalla vedova".

"Le infezioni ospedaliere - denuncia Pietrangelo Clerici, presidente dell'Associazione dei microbiologi clinici italiani (Amcli) - continuano a mietere ogni anno più vittime degli incidenti stradali. Stimiamo che ogni anno muoiano per questa causa circa 4 mila persone, su oltre 500 mila che contraggono infezioni nosocomiali. Purtroppo, le grandi industrie farmaceutiche non investono sugli antibiotici come dovrebbero per fronteggiare questa piaga sociale perché, dal loro punto di vista, non sono sufficientemente remunerativi".  

IL RICOVERO ALL'AURELIA HOSPITAL PER INFARTO
Il fatto è del 2009: Giuseppe Micheli, all'epoca quarantenne, agente di Polizia Penitenziaria, aveva accusato un infarto e per questo si era rivolto al centro cardiologico dell'ospedale privato (di proprietà del Gruppo Garofalo) dove gli sono stati impiantati degli stent coronarici. Dopo qualche giorno, tuttavia, le sue condizioni si sono aggravate. Comparve la febbre, l'uomo fu trasferito in rianimazione dove morì. Una ispezione della commissione Errori Sanitari della Camera presieduta da Leoluca Orlando aveva scoperto che in quella struttura dal gennaio al settembre 2009 si erano verificati 80 casi di infezioni ospedaliere provocate dall'acinetobacter baumanii, un batterio che si diffonde in ambienti dove c'è scarsa igiene e pulizia e resiste a moltissimi antibiotici. Di quegli 80 pazienti, 26 erano morti. Giuseppe Micheli era uno di loro.

"A UCCIDERE MICHELI FURONO TRE BATTERI"
Il processo è stato molto controverso e lungo anche perché il primo giudice fu trasferito e sostituto da un secondo. A complicare la causa civile il fatto che due perizie, una disposta dal primo giudice, l'altra dal secondo, conclusero in modo diametralmente opposto. Secondo il consulente tecnico d'ufficio (ctu) Salvatore Calabretta, "la morte di Micheli fu provocata da tre batteri, Pseudomonas, Acinetobacter Baunami e Staphilococcus. Secondo la ctu Anna Maria Galanti, al contrario, "la morte non fu causata dai batteri, ma dalle condizioni di salute precarie del paziente". Gli avvocati di parte, Katiuscia Verlingieri e Emilio Maddalena, supportati dal medico legale Rita Celli, sono riusciti a dimostrare la responsabilità dell'ospedale.

La giudice Paola Larosa, confutando le conclusioni della Galanti, ha ritenuto nella sentenza "accertata la presenza di una infezione nosocomiale contratta a seguito del ricovero e della degenza dapprima nel reparto di emodinamica e poi in quello di rianimazione". "Deve pertanto ritenersi - ha aggiunto la giudice - come tale infezione sia stata determinata da una non corretta asepsi dell'ambiente ospedaliero, ovvero debba collegarsi a una inadeguata preparazione del paziente o dell'équipe sanitaria tale da ridurre al minimo la possibilità di infezione".

"Spettava all'ospedale - si legge nella sentenza - dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il contagio. Ma nessuna prova contraria è stata fornita dall'Aurelia Hospital".  Una volta constata l'insorgenza dell'infezione, aggiunge la giudice, "la somministrazione di una adeguata terapia antibiotica è avvenuta solo a distanza di un giorno, malgrado la situazione clinica ingravescente del paziente". L'ospedale Aurelia Hospital, assistito dai legali Edoardo Errico e Giovanni De Luca, farà ricorso in Appello.

L'ESPERTO: "RIFORMA RESPONSABILITÁ MEDICA É INADEGUATA"
"La sentenza - commenta Bona - ribadisce molto chiaramente che le strutture ospedaliere rispondono delle morti e delle lesioni occorse ai pazienti per effetto di infezioni contratte nelle stesse se difetta la prova dell'adozione di adeguate misure preventive. Purtroppo, nonostante sentenze di questo tipo, continuano a registrarsi gravi carenze nella prevenzione delle infezioni ospedaliere. A queste è imputabile oltre il 10% dei decessi a seguito di operazioni e ricoveri. Strutture vetuste, edilizia sanitaria inadeguata, sottovalutazione del problema sono tra le cause dei danni da infezioni ospedaliere".

"La recente riforma della responsabilità medica non contiene nessuna misura idonea a contrastare questa piaga. Anzi, si  nega ai danneggiati l'accesso alla documentazione inerente l'adozione, da parte degli ospedali, delle misure di prevenzione. Dunque altre sentenze di questo tipo seguiranno in futuro con un  doppio danno per le vittime, esposte a gravi lutti e poi ad interminabili processi. Sul danno: la sentenza non si discosta dai criteri ormai consolidati: distingue tra il danno subito dalla vittima per la perdita della vita - negato secondo le indicazioni della Corte di Cassazione - e il danno dei congiunti".

LA VEDOVA: "LA MIA BATTAGLIA SIA ESEMPIO PER TUTTI"
"La mia battaglia - dichiara Anna Giani, vedova del Micheli - deve essere un esempio per tutte quelle persone che, come me, hanno subito e subiscono un'ingiustizia. Nel mio caso, la perdita di un marito, amico, compagno e soprattutto il padre dei miei due figli. La mia storia ha visto mio marito (45 anni), entrare per un problema cardiaco già precedentemente risolto con stent coronarici a cui hanno fatto seguire complicazioni con conseguente ricovero in rianimazione in coma farmacologico, dal quale non è più uscito se non senza vita. Tutto questo accadeva senza una verità sui fatti realmente accaduti".

"Non è stato facile per me, con due figli rispettivamente di 11 e 14 anni, denunciare ed affrontare una causa. Ma quando si vive un lutto come il mio, disperato, non si ha nulla da perdere. Quindi subentra la volontà di capire, di sapere. Soprattutto per i ragazzi affinché i responsabili pagassero per aver portato via il loro papà. Sono contentissima del risultato ottenuto perché è la testimonianza che la giustizia esiste e che quando si vivono delle storie devastanti come la mia non ci si deve chiudere nel proprio dolore ma combattere contro l'ingiustizia ed affidarsi alle istituzioni".

MICROBIOLOGO: "INDUSTRIE FARMACEUTICHE NON INVESTONO IN NUOVI ANTIBIOTICI"
"Le statistiche nazionali - spiega Clerici - hanno accertato una percentuale di infezioni ospedalieri tra il 5 e l'8 per cento. Negli ultimi tre anni c'è stata un riduzione di uno o due punti percentuali, risultato raggiunto grazie alle crescente cultura di prevenzione che si sta diffondendo. Ma il fenomeno è ancora allarmante se si pensa che ogni anno oltre 500 mila persone (700mila nel 2012) contraggono una infezione nosocomiale e di queste circa 4500 muoiono. Il costo stimato è di 65 70 milioni di euro annui. È ancora davvero troppo, una piaga sociale".

"Nelle Regioni dove si fa una buona prevenzione - aggiunge il presidente Amcli - le percentuali scendono in modo significativo, segno che il lavoro di sorveglianza delle infezioni è utile. Alcuni esempi: 3 per cento in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, 4 per cento in Piemonte e Calabria, 5 per cento in Sicilia, e 7 per cento in Lazio. Ma bisogna fare ancora molto per vincere questa piaga sociale che fa più morti degli incidenti stradali". "Purtroppo - aggiunge Clerici - le industrie farmaceutiche
non investono in modo adeguato in nuovi antibiotici. Ne erano stati annunciati venti nuovi entro il 2020, ma questo obiettivo è già fallito se si pensa che nei prossimi anni usciranno solo 2 o 3 nuovi antibiotici. E la revisioni di alcune molecole già esistenti".

repubblica.it

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Dimezzata la Banda musicale della Polizia Penitenziaria: lo prevederebbe decreto collegato alla manovra finanziaria

2 Il boss Michele Zagaria simula suicidio durante videoconferenza: ecco il filmato del TG2

3 Arrestati due Poliziotti penitenziari alla Dozza e altri due indagati: detenuti del carcere di Bologna controllati dalla ''ndrangheta e dai casalesi

4 Agente penitenziario ucciso da tre batteri in ospedale: alla vedova un milione di euro di risarcimento

5 Roberto Spada trasferito nel carcere di Tolmezzo in alta sicurezza: per il DAP è un detenuto ad elevata pericolosità

6 Gravissime affermazioni di Consolo sulla lotta alla mafia: Movimento 5 Stelle contro lo smantellamento di fatto del GOM e del 41-bis

7 Detenuti navigavano su internet con la connessione del Comune: sessanta Agenti di Polizia Penitenziaria hanno setacciato l''istituto di Airola

8 Detenuto tunisino accusa dieci Agenti penitenziari di lesioni a San Vittore. E'' in carcere per tentato omicidio e accusò altri Agenti di Velletri

9 E'' morto il mafioso Salvatore Riina

10 Arrestato Poliziotto penitenziario del carcere minorile del Beccaria: spacciava droga e affittava cellulari ai detenuti


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Esuberi personale di Polizia Penitenziaria, dubbi sulla gestione del DAP. Interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri

2 Carceri, mille leggi per un solo risultato: torna il sovraffollamento

3 Il fallimento dell''amministrazione penitenziaria che si vuol far pagare alla Polizia Penitenziaria

4 Le grandi manovre per depotenziare la Polizia Penitenziaria: un gioco a somma zero che porterà alla sconfitta di tutti

5 Cari provveditori: la matematica non è un opinione

6 E'' meglio scegliere a chi dare la colpa che cercare le cause del disastro penitenziario

7 Evasione di Favignana: “Non importa quanto vai piano, l''importante è che non ti fermi"

8 Interpellanza parlamentare M5S: chi sta smantellando il 41-bis e perché?

9 Amministrazione penitenziaria in piena zona retrocessione. Ci vorrebbe Zamparini con i suoi tanti esoneri

10 I richiami e le ipocrisie dell’Europa sulle carceri italiane