Novembre 2016
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Agenti rinviati a giudizio per "aggressioni": ecco la versione dei Poliziotti Penitenziari

Polizia Penitenziaria - Agenti rinviati a giudizio per


Notizia del 26/11/2012 - FOGGIA
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E’ finito in Parlamento un episodio accaduto nel carcere di Lucera a gennaio 2011 e per il quale a febbraio di quest’anno c’è stato il rinvio a giudizio per tre operatori della Polizia Penitenziaria. Il gup del tribunale di Lucera ha riconosciuto l’accusa del pubblico ministero Pasquale De Luca che ha contestato abusi di mezzi di correzione e disciplina.

Il procedimento ha già registrato un’udienza in dibattimento (la prossima è fissata a marzo 2013) e alla sbarra sono finiti il Sovrintendente Pasquale De Gennaro, l’Assistente Capo Francesco Benincaso e l’Assistente Capo Vincenzo Leone, tutti in servizio quella sera di circa due anni fa quando ci fu una colluttazione con Giuseppe Rotundo, 50enne salentino detenuto da circa un mese a Lucera per reati connessi alla droga.

Ed ecco la risposta dei colleghi inviata al SENATO: (le frasi in neretto sono aggiunti dalla Redazione per evidenziare alcuni passaggi - ndr)

Ill.mi Sigg.ri Senatori della Repubblica,

con riferimento alle interrrogazioni parlamentari formulate e dirette al Ministro della Giustizia, durante la seduta n.826 a Palazzo Madama, nonchè con riferimento agli articoli pubblicati su alcuni giornali e siti web, i sottoscritti, nella qualità di seguito indicata, al fine di fornire un proprio contributo alla corretta disamina dei fatti, anche per ragioni di tutela della dignità, del decoro, dell'onore e del lavoro professionale degli agenti della Polizia Penitenziaria coinvolti nella vicenda processuale e di cronaca giudiziaria in questione, tutti in servizio presso la Casa Circondariale di Lucera, rilevano ed osservano quanto segue.

E' noto che con notevole frequenza si verificano episodi di aggressione agli agenti della Polizia Penitenziaria, da parte di soggetti detenuti in carcere, e gli agenti sono, di conseguenza, costretti alle cure mediche e all'assenza dal servizio per malattia. Non si profilano però interventi, di qualsiasi natura, idonei a garantire l'incolumità degli operatori che prestano servizio nelle sezioni detentive degli Istituti di Pena.

L'ambiente carcerario è notoriamente di difficile controllo e gestione, in quanto le persone che espiano una pena detentiva sono spesso violente, aggressive, in situazione di stress personale, nonchè ambientale, e quindi riversano la loro frustrazione nei confronti dell'Autorità Statale, impersonata dagli agenti della Polizia Penitenziaria, i quali controllano i soggetti detenuti senza l'ausilio di armi e in situazione di inferiorità numerica.

Gli agenti, in quanto lavoratori, hanno certo diritto alla sicurezza nell'ambiente lavorativo, tant'è che si sta discutendo, in alcune sedi, in ordine alla possibilità di istituire corsi di autodifesa per il personale che presta servizio a contatto con i detenuti.
fatta questa breve premessa, si precisa che, nella fattispecie, sono state sottaciute, da chi ha divulgato la notizia relativa ai fatti processuali, alcune circostanze rilevanti, di modo che il fatto, globalmente inteso, non è stato oggetto di compiuta valutazione da parte degli organi di stampa, dell'opinione pubblica e delle SS.VV.

Il Rotundo Giuseppe per i medesimi fatti in oggetto, occorsi in data 12.01.2011 è stato pure imputato in procedimento penale, iscritto al R.G.N.R. 157/2011, pendente innanzi al Tribunale Penale di Lucera, per i reati puniti e previsti dagli artt 81,337 (resistenza a pubblico ufficiale), 582 (lesione personale) c.p. con le contestate aggravanti, perchè come risulta dal capo di imputazione, gli viene contestato l'uso della violenza e minaccia per opporsi a pubblici ufficiali mentre compivano un atto del loro ufficio o servizio all'interno della Casa Circondariale di Lucera, ove trovasi detenuto; di aver inveito contro l'Assistente Capo della Polizia Penitenziaria, Benincaso Francesco, con parole offensive e minacciose, e di essersi scagliato contro altri Assistenti intervenuti per la definizione del procedimento disciplinare che ne era derivato, in particolare, di aver intimato al Sovrintendente della polizia Penitenziaria De Gennaro Pasquale e all'Assistente Capo Leone Vincenzo ulteriori parole ingiuriose; infine di aver colpito, prima al volto con un pugno, il predetto Leone Vincenzo, e poi con un calcio all'altezza del ginocchio sinistro e di aver colpito con calci e pugni De Gennaro Pasquale e Benincaso Francesco.

Con la codesta condotta, il Rotundo Giuseppe cagionava lesioni personali agli agenti di Polizia Penitenziaria, sigg.ri Benincaso Francesco (gg. 5 di prognosi), De Gennaro Pasquale (2 gg. di prognosi) e Leone Vincenzo. A quest'ultimo cagionava lesioni personali con prognosi iniziale di trenta giorni, provocandogli "trauma contusivo regione orbitaria sinistra con frattura dell'osso nasale di sinistra e con associato crollo del pavimento orbitario omolaterale, ferita l.c. arcata sopraciliare sinistra e trauma contusivo al ginocchio sinistro, con successivi n. 3 interventi chirurgici. Con la contestata aggravante delle lesioni recate con nesso teleologico, al fine di commettere la resistenza a pubblici ufficiali.

Tali fatti sono accaduti in Lucera, nel pomeriggio del 12.01.2011, presso la Casa Circondariale di Lucera.

Si evidenzia in particolare che, per i postumi e per le conseguenza dell'aggressione, l'Assistente Capo della Polizia Penitenziale, sig. Vincenzo Leone, è stato in malattia dal 12 gennaio 2011 fino al 28 giugno 2012 (ovverosia per oltre 15 mesi ininterrottamente) data in cui, presso la 2° Commissione Medica Ospedaliera, Dipartimento Militare di Medicina Legale - Bari - veniva giudicato "non idoneo permanentemente al servizio d'Istituto in modo assoluto e da collocare in congedo assoluto", tanto a causa della suddetta aggressione perpetrata dal Rotundo Giuseppe.

I suddetti agenti della Polizia Penitenziaria si sono costituiti parte civile a mezzo avvocati del Foro di Lucera, allo scopo di chiedere l'affermazione della penale responsabilità del sopra indicato imputato Rotundo Giuseppe e di ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali derivati.
Tanto si doveva, lo si ribadisce, per fornire ulteriori elementi per una più opportuna ed obiettiva valutazione del caso, sotto ogni profilo.

Con osservanza

Pasquale De Gennaro

Francesco Benincaso

Vincenzo Leone

 

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