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Arrestato Assistente Capo: avrebbe portato champagne, telefoni e informazioni sulle traduzioni ai boss in carcere

Polizia Penitenziaria - Arrestato Assistente Capo: avrebbe portato champagne, telefoni e informazioni sulle traduzioni ai boss in carcere


Notizia del 16/04/2013 - CATANIA
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Quaranta persone arrestate, tra cui un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria, nell'operazione "Fiori Bianchi" che ha sgominato un'organizzazione mafiosa di Caltanissetta.

Tra gli arrestati dell’operazione denominata ‘Fiori Bianchi 3′ c’è anche un agente di Polizia Penitenziaria. E’ G. S., assistente capo in servizio nel carcere di “Bicocca”. Avrebbe messo a disposizione degli affiliati detenuti del clan Santapaola telefoni cellulari, radio, orologi, champagne oltre ad informarli delle traduzioni che riguardavano gli appartenenti alla famiglia.

E poi c’erano le estorsioni ad imprenditori e commerciati di Catania e provincia. Era l’estate del 2010 quando Giovanni Messina venne ‘pizzicato’ dopo avere intascato una tangente da 400 euro in un ristorante di Belpasso. A dicembre dello stesso anno, un carabiniere travestito da Babbo Natale, all’uscita di un negozio alla zona commerciale di Misterbianco aveva arrestato Salvatore Politini che aveva riscosso il pizzo, 460 di tangente.

Due anni di indagini sfociate oggi con l’operazione ‘Fiori Bianchi 3’. Preziose – oltre alle dichiarazioni del pentito Santo La Causa – sono state le testimonianze di alcune vittime del racket che hanno denunciato un sistema di estorsioni da parte del clan catanese affiliato ai Santapaola. Erano costantemente sotto ricatto e vessati dalle intimidazioni subite dalle famiglia mafiosa.

Quaranta sono le persone arrestate, 34 erano già in carcere, tre sono i latitanti. Per loro l’accusa di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti. La complessa attività d’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e condotta dai Carabinieri per oltre due anni, ha consentito di accertare la responsabilità degli indagati.

Attività concentrata in 11 gruppi che svolgevano l’attività criminale a Monte Po, Villaggio Sant’Agata, Lineri, Picanello, Stazione, San Cristoforo, San Giovani Galermo, Librino, Civita e Cibali e in alcuni comuni della provincia Paternò, Belpasso, Mascalucia, Santa Venerina, Acireale, Fiumefreddo e Riposto.

Gli indagati erano coinvolti nello spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana in alcuni quartieri di Catania, i cui proventi erano destinati alle casse dell’organizzazione. E’ stata anche documentata la fittizia intestazione a terze persone di un’autoconcessionaria riconducibile ad affiliati al sodalizio criminale, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Sono state accertate le diverse modalità di imposizione del pizzo adottate tra il 1993 e il 2010 che prevedevano la riscossione mensile, trimestrale o annuale di importi che si aggiravano complessivamente tra i 2.000 e i 6.000 euro all’anno per ciascuna delle attività taglieggiate.

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