Maggio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Maggio 2018  
  Archivio riviste    
A proposito delle banalità di Roberto Saviano sul carcere


Polizia Penitenziaria - A proposito delle banalità di Roberto Saviano sul carcere

Notizia del 29/05/2018

in Il Commento

(Letto 874 volte)

Scritto da: Roberto Martinelli

 Stampa questo articolo     Leggi i Commenti Commenti dei lettori


A me i santoni non piacciono.

Non mi piacciono i santoni religiosi, che spesso carpiscono la buona fede delle persone (e le ingannano).

Men che meno mi piacciono i santoni laici, quelli che pretendono di fare la morale agli altri dicendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, quelli che loro sono sempre dalla parte del giusto, loro sanno come gira il mondo, loro sanno qual è la giusta scala dei valori democratici...

Quelli, insomma, che si mettono sempre sulla cattedra a dare al popolino ignorante lezioni di democrazia, etica, moralità.

Roberto Saviano è uno di questi.

Va bene la retorica. Va bene il politicamente corretto a tutti i costi. Passi pure la maniacale ostinazione nel non dire nulla di nuovo.

Ma Saviano è davvero insopportabile nel suo continuo ergersi a Unica Autorità Morale di Riferimento. Parlando di carceri, ad esempio, Saviano ha scritto, in toni quasi apocalittici, su L’Espresso del 4 marzo scorso, con un titolo che contiene in se tutta la sua ignoranza in materia: “Se la Costituzione finisce in carcere. La riforma del sistema penitenziario non è passata. È in gioco, oltre ai diritti dei condannati, la sicurezza di tutti noi”.

Per Saviano, in carcere, la Costituzione sarebbe dunque finita, se mai c’è stata. Ma questo lo può sostenere solamente chi non sa nulla, proprio nulla, di carcere; chi nulla, proprio nulla, sa della quotidianità penitenziaria, che è ben altra cosa dall’estemporanea visita in un penitenziario per l’abituale intrattenimento con il radicale di turno.

“Tutti si preoccupano della diffusione di fake news, di notizie inventate, false, prodotte a tavolino. Io mi preoccupo di più delle notizie reali che esistono, che raccontano il mondo in cui viviamo, ma che vengono omesse per paura di contraddire la dittatura della percezione, che ogni giorno di più mortifica la verità̀”, ha scritto Saviano.

“Mi preoccupa la politica che omette notizie reali, mí preoccupa la politica che non si oppone alla scomparsa dei fatti. Rita Bernardini è stata in sciopero della fame per più di un mese, dal 22 gennaio al 24 febbraio, per fare pressione sul governo perché́ portasse a termine la riforma dell'ordinamento penitenziario. E hanno aderito allo sciopero della fame anche oltre 10mila detenuti per provare a ottenere condizioni di carcerazione umane, che rispettino quella Costituzione di cui tutti parlano ma che a pochi interessa vedere applicata. Una protesta civile, forse troppo per questo Paese, forse troppo perché́ fosse ascoltata.

I Caino hanno dato agli "uomini per bene" una lezione di civiltà per noi inimmaginabile e incomprensibile”.

Quindi, per Saviano, i detenuti che manifestano in cella hanno dato una lezione agli uomini per bene in termini di protesta civile.

Ma si è chiesto, Saviano, se davvero si è trattato di scioperi della fame (di persone, cioè, che non si sono alimentate) o non piuttosto di rifiuto a ritirare il vitto che l’Amministrazione penitenziaria fornisce loro (cosa che, per altro, avviene assai frequentemente) preferendo invece mangiare quello cucinato con gli alimenti acquistati al sopravvitto, il market interno al carcere riservato ai detenuti?

Evidentemente per lui i delinquenti (che avrebbero dato una lezione agli uomini per bene) e le persone oneste, spesso loro stesse vittime della criminalità, stanno sullo stesso piano: con i primi che danno lezioni morali e civili ai secondi...

Sì che lui, raccontando di criminali e dei loro malaffari, ci ha fatto una fortuna economica ed ha costruito il suo personaggio di “santone spirituale”, ma sostenere quel che ha scritto vuol davvero vivere fuori dal mondo, in un mondo virtuale che è altra cosa del mondo reale.

Saviano continua, nel suo articolo:

“In questa campagna elettorale, in cui tutti hanno ciarlato di sicurezza, nessuno ha avuto il coraggio di dire agli italiani che la riforma del sistema penitenziario è necessaria non solo perché́ nelle carceri non sono rispettati i diritti fondamentali dei detenuti - che oltre alla libertà̀ perdono anche la dignità̀ -, ma anche perché carceri che funzionano rendono la società più sicura. Come è̀ possibile che quasi nessun politico si sia preso la briga di portare all'attenzione dei propri elettori i dati sulla recidiva? Come è̀ possibile che gli italiani non sappiano che i detenuti che scontano l'intera pena in carcere tornano a delinquere nel 70 per cento dei casi e chi invece riesce ad avere accesso alle pene alternative al carcere e un contatto con la vita normale torna a delinquere solo nel 30 per cento dei casi? I dati sulla recidiva urlano vendetta e ci dicono che, a chi fino a oggi ha fatto campagna elettorale e non ha parlato di carcere, non interessa la sicurezza reale, ma solo quella percepita. Esiste uno scollamento tra il Paese reale e il patrimonio dei nostri valori: bisogna riconciliarsi con questo patrimonio?”.

Per Saviano, dunque, tutti coloro che lavorano in un carcere sarebbero complici di una situazione di sostanziale illegalità dei penitenziari: non solo le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, che il carcere lo vivono nella prima linea delle sezioni detentive 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Ma anche quello del Comparto Ministeri, dell’associazionismo carcerario e del volontariato.

Nessuno di loro, di noi, farebbe qualcosa per rimuovere la diffusa illegalità.

La domanda che sorge spontanea è un’altra: ma dove vivi, Roberto Saviano?

Non te l’hanno detto che gli episodi violenti all’interno delle carceri italiane sono notevolmente aumentati e con il regime penitenziario ‘aperto’ e la vigilanza dinamica, ossia con controlli ridotti della Polizia Penitenziaria, la situazione si è ulteriormente aggravata?

Non mi sembra di avere mai letto tuoi articoli o sermoni su questi numeri, che sono più significativi di mille teorie...

La situazione delle carceri si è notevolmente aggravata.

Basterebbe avere l’onestà di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell’anno 2017.

I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell’intero anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2016, già numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011) sventati in tempo dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria, 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l’anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016).

Tutti numeri aumentati in maniera esponenziale tra il combinato disposto della introduzione della vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria, e l’assoluta inerzia dell’Amministrazione Penitenziaria rispetto a provvedimenti che garantiscano l’ordine e la sicurezza interna delle carceri.

Perché, Saviano, non hai parlato o scritto di quel che fanno le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria ogni giorno nelle carceri italiane, salvando vite umane ad esempio?

 I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni - che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante - sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria, come la riforma penitenziaria che Saviano caldeggia senza sapere evidentemente bene qual è la realtà quotidiana. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle.

Lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti -  lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività -, con detenuti fuori dalle celle con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili, è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti.

Le parole d’ordine “misure alternative” (alternative al carcere) ed “esecuzione penale esterna” stanno condizionando le menti e le dichiarazioni della stragrande maggioranza delle persone che negli ultimi anni si stanno occupando di sistema penale.

Sono scesi in campo giuristi, politici, giornalisti, associazioni, filosofi, professori universitari, semplici passanti.

Tutti d’accordo, come Saviano, su un fatto: la percentuale di recidiva delle persone detenute che scontano parte della propria pena all’esterno delle mura penitenziarie “è molto minore” rispetto a quella di chi la sconta per intero nel carcere.

Ma il bello è che cifre ufficiali ed esatte non ce ne sono!

Per ora basti sapere che quasi tutti convengono sulla versione che la recidiva per chi rimane in carcere è del 68,45% e per gli altri che usufruiscono di un’esecuzione penale esterna è del 19%.

I dati, questi dati, sono falsi, perché il Ministero della Giustizia ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria hanno ufficialmente detto, e messo nero su bianco, che non hanno alcun dato sulla recidiva!

Saviano non sa (o finge di non sapere) che con la vigilanza dinamica sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri, preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni (tra i quali certamente alcuni di quei baby boss interpreti della paranza camorristica di cui ha scritto e tratto guadagno Roberto Saviano, anche con la serie tv Gomorra) che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili.

Ma Saviano sa, o finge di non sapere, che la riforma penitenziaria che sostiene è una legge liberticida, che mina il concetto stesso di certezza della pena perché, tra l’altro, demolisce il 4bis, articolo dedicato ai detenuti più pericolosi, ed impone l’obbligo di redigere un verbale per ogni perquisizione che farà la Polizia Penitenziaria in carcere, bloccando così di fatto la quotidianità carceraria a tutto discapito della sicurezza interna?

Saviano avrebbe dovuto dire che è cosa assai grave che un Governo al capolinea, espressione di una maggioranza politico-parlamentare distrutta nelle urne elettorali, imponga questa legge anziché provvedimenti concreti per cose ben più importanti, come ad esempio la sicurezza sociale o il disagio di molte famiglie, ma bensì pensi a chi commette reati e delinque.

Ma non è evidentemente chic farlo, scriverne e parlarne...

Non contento di quel che ha scritto su L’Espresso, Saviano ha rincarato la dose delle sue banalità carcerarie in un articolo pubblicato da la Repubblica il 15 aprile scorso.

Titolo: “Il carcere che dimentica l'uomo e la politica senza coraggio”. E anche qui, vai col liscio - “...anche una riforma che aggiunge civiltà viene comunicata come un «regalo ai mafiosi» e utilizzata come ulteriore terreno di scontro...

Ma perché, vi starete domandando, il governo uscente ha avuto paura del vostro giudizio? Perché vi immaginava sobillati da chi, ancora oggi, spaccia questa riforma di civiltà per un regalo ai criminali. E così agendo, ha abdicato al proprio compito provando solo e inutilmente ad arginare l’emorragia di voti dal Pd... Un mese fa sono stato in visita a Poggioreale insieme a Rita Bernardini e a Radio Radicale, una educatrice ci ha detto senza troppi giri di parole che il carcere ora è un luogo di radicalizzazione: si entra criminali alle prime armi, criminali per caso o anche per necessità e si esce criminali veri, con contatti seri, perché, non potendo fare altro, durante la detenzione si cerca di pianificare la propria vita fuori...

E un favore ho da chiederlo anche a voi che leggete: visitate un carcere qualsiasi, cogliete ogni occasione possibile di contatto con il mondo della detenzione, fatelo per voi stessi, fatelo per i vostri figli, fatelo perché per deliberare (ma anche più banalmente per scrivere un post) è fondamentale conoscere”.

Il sermone è servito! Non so se Saviano in visita guidata a Poggioreale ha avuto la fortuna di vedere il topo che gira nell’Ufficio Matricola dove lavorano ogni giorno i poliziotti penitenziari...             Spero e mi auguro che il suo giudizio non sia stato condizionato dai suoi accompagnatori: tra i quali va ricordato una ex parlamentare, che presentò una serie di esposti contro poliziotti penitenziari del carcere di Vicenza accusati di picchiare i detenuti, e che per questo ebbe il privilegio delle prime pagine dei giornali.

Il tempo e la giustizia sono galantuomini. I magistrati hanno archiviato tutto perché il fatto non sussiste, nonostante quegli Agenti di Vicenza furono esposti al pubblico ludibrio con accuse infamanti.

Nessuno ha chiesto loro scusa.

La notizia dell’archiviazione nei loro confronti è stata relegata nelle ultime pagine dei quotidiani di cronaca locale.

Anche il “nostro” santone laico si è ben guardato di scriverne su L’Espresso o la Repubblica... non è chic, evidentemente...

 

 


Scritto da: Roberto Martinelli
(Leggi tutti gli articoli di Roberto Martinelli)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Carcere di Taranto: Nessuno tocchi caino, ma di abele chi si preoccupa?”
Porta droga per il fratello: Scoperto dalla Penitenziaria e ora è dietro le sbarre con lui
Cassazione: detenuti per mafia non possono scrivere ad associazione per diritti carcerati
Caos al carcere di Prato: detenuto picchia agente, fuoco nelle celle
Stancanelli (Vice Pres. Comm. Giustizia): nuove strutture carcerarie e nuove assunzioni nel campo delle forze dell''ordine
I nuovi Presidenti della Commissione Giustizia: nominati Giulia Sarti e Andrea Ostellari
Carla Spagnoli (Presidente Movimento per Perugia):lo Stato aiuti la Polizia Penitenziaria.
Venezia, sesso in carcere con le detenute: medico patteggia 18 mesi di reclusione


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori

n. 8


Saviano ormai sei peggio dei dischi rotti . Basta cambia argomento siamo stufi della tua solita lagna racconti di mafie e camorra cambia disco e scrivi qualche favola su cappuccetto rosso e il lupo nero .
Non raccontate fatti e storie per sentito dire .
Studia informati . Stop alle castronerie savianine

Di  Anonimo  (inviato il 31/05/2018 @ 15:00:31)


n. 7


L'ho tanto stimato ma faccio due passi indietro.
Oggi lo considero poco più che un maestrino dalla penna rossa evanescente.
M'è a pirdunà Robè, ma mò bast cu stà camorr dò caxx!!

Di  Cirù  (inviato il 31/05/2018 @ 14:38:20)


n. 6


Sempre bello parlareparlareparlareparlare...signor saviano per parlare di carcere...provi a viverlo

Di  Marco  (inviato il 31/05/2018 @ 10:22:35)


n. 5


Un cattivo esempio per tutta l'Italia. Il film gomorra senza ombra di dubbio e di cattivo esempio per tutta l'Italia. Un film orribile non corrispondente alla realtà. Un film vergognoso . I campani sono gente per bene e brava gente.

Di  Anonimo  (inviato il 30/05/2018 @ 15:00:14)


n. 4


Se arricchito per bene il Saviano sulle disgrazie altrui

Di  Anonimo  (inviato il 30/05/2018 @ 12:11:53)


n. 3


Purtroppo questo signore non è da buon esempio per i nostri giovani , parla e scrive soltanto di camorra e mafia , non è in grado di aprirsi verso argomentazione diversa che non siano fatti di cronache.
Il Saviano non è scrittore interessante è non è personaggio costruttivo . Suoi libri si basano tutti su notizie di cronache frammentarie il suo film gomorra e totalmente diseducativo non corrisponde alla realtà.
In Campania il 99,9 % sono brava gente di grande generosità.

Di  Anonimo  (inviato il 30/05/2018 @ 09:45:57)


n. 2


Questo signore si arricchisce sulla pelle dei campani

Di  Anonimo  (inviato il 29/05/2018 @ 14:41:27)


n. 1


Questo signore fa solo disinformazione. Libri e film di questo signore saviano sono di cattivo esempio.

Di  Anonimo  (inviato il 29/05/2018 @ 14:40:41)




Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.225.31.188


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Salvate il Gruppo Operativo Mobile (e gli altri servizi della Polizia Penitenziaria)

2 Carceri: procuratore aggiunto Potenza Basentini verso guida Dap

3 Col Ministro Bonafede avrà finalmente fine il paradosso dei direttori che esercitano funzioni di polizia, tolte alla Polizia Penitenziaria?

4 Ma col Ministro Orlando c’era un progetto, a tavolino, per depotenziare la Polizia Penitenziaria?

5 Alcune considerazioni sull’esonero, per motivi sanitari, da alcuni posti di servizio

6 Tempo di bilanci per il Ministero della Giustizia

7 In sezione comme a la guerre

8 Il Dap si riorganizza ... ma si dimentica sempre dell''Appuntato Caputo

9 Firenze Sollicciano: bubbole, fandonie e fanfaluche

10 La favoletta dell’autoconsegna di Siracusa e le fake news di certe paginette facebook





Tutti gli Articoli
1 Supermercato in caserma, i Carabinieri ne Aprono uno per tutti i Militari di Firenze

2 Non gradisce la sistemazione in cella, detenuto aggredisce agente della Penitenziaria

3 Noipa: nel cedolino di giugno al via gli incrementi stipendiali. Tutte le date degli accrediti

4 Carceri:Ariano Irpino,sequestrato agente

5 Carceri, SAPPE a Bonafede: “Ecco la situazione degli agenti penitenziari

6 Disordini Ariano Irpino: Bonafede, a chi lavora in carcere il sostegno concreto dello Stato

7 Accoltellamento a Trezzano, un poliziotto penitenziario salva la vita all’anziana aggredita

8 Grand Hotel Poggioreale, cellulari e 100mila euro: la “stanza” d’oro di Genny ‘a carogna

9 Rivolta in carcere ad Ariano Irpino, feriti due agenti della penitenziaria

10 Ariano Irpino:Si sono offerti in ostaggio per salvare i loro colleghi


  Cerca per Regione