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A proposito di DE VIVO Salvatore


Polizia Penitenziaria - A proposito di DE VIVO Salvatore

Notizia del 16/05/2012

in Memoria del Corpo

(Letto 3764 volte)

Scritto da: Il Falco di Radicofani

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In merito all’assurda polemica creatasi in relazione alla intitolazione del nuovo padiglione della C.C. di Avellino all’Assistente C.DE VIVO Salvatore deceduto ad ottobre del 2006 durante il turno di servizio di mezzanotte-otto nel camminamento del muro di cinta presso la garitta nr.7 durante la sorveglianza armata, dobbiamo necessariamente esprimere le nostre riflessoni.

Solo chi è stato presente durante quel tragico evento può comprendere e testimoniare la drammaticità di quei frangenti, la consapevolezza della vittima che comprende la gravità del malore percependo l’avvicinarsi dell’ultimo respiro; la disperazione dei colleghi e del medico che hanno soccorso lo sventurato e la loro consapevolezza di essere impotenti a prestare alcun tipo di soccorso in considerazione della tipologia dell’infarto e della impossibilità di movimento per la ristrettezza degli spazi di quel posto di servizio.

Chi potrà mai dire che il decesso comunque anche se per patologia naturale non sia stato anche determinato come concausa dalla impossibilità di prestare i dovuti soccorsi su quell’angusto muro di cinta che peraltro successivamente è stato chiuso per inagibilità?

La stessa rimozione della salma è avvenuta con non poche difficoltà da parte dei vigili del fuoco giunti sul posto.

Purtroppo anche nella morte noi Poliziotti Penitenziari siamo diversi, siamo lasciati soli, non essendo calciatori, atleti, uomini dello spettacolo, politici che in analoghe tristi situazioni hanno avuto la solidarietà dell’intera Nazione, ma  hanno avuto intitolate strutture sportive, strade, piazze, teatri, ecc. senza passare per il giudizio ottuso di componenti di pseudo commissioni  che non danno ascolto alla propria coscienza ma agli ordini demagogici dei loro capi che li hanno voluti far sedere in quelle poltrone.

Ricordiamo a noi stessi che il Ministero della Difesa dopo un analoga tragica morte di un soldato di servizio di sentinella ha disposto la sospensione di tutti i servizi di sorveglianza armata effettuati in garitte, altane e camminamenti, sostituendoli con servizi di sorveglianza armata dinamici, automontati o con videosorveglianza proprio per evitare il rischio del ripetersi di tali drammatici eventi a tutela dell’integrità fisica del personale dipendente.

Non salvaguardando la memoria del collega, con l’intitolazione del nuovo padiglione, possiamo tristemente affermare che il nostro Salvatore DE VIVO è morto per la seconda volta.

 

Leggi anche: Quando l'odio sindacale seppellisce la memoria della Polizia Penitenziaria


Scritto da: Il Falco di Radicofani
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n. 7


Insisto. La legge che il buon Alessandro Di Pasquale ci ricorda, è stata più volte aggirata e continua ad essere aggirata. Basta guardare la toponomastica delle città. Inoltre, lapidi nascono ovunque dopo incidenti stradali mortali ma sono vietate dai regolamenti comunali. Fortunatamente che abbiamo trovato la precisione e il baluardo alla legalità nella commissione ricompense che invece ancora nulla ha riferito sull'avanzamento al grado proposto per un addetto al protocollo.
Grazie per le lezioni giuridiche che ci date ogni giorno e per le ricompense che elargite a colleghi che "hanno fatto defluire il traffico".

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 18/05/2012 @ 21:52:33)


n. 6


rivolto a tutti coloro che leggono questo post!

- Premesso che per intotalare una strada, una piazza, una statua, un padiglione, una scuola ci devono essere elementi di provata attendibilità giuridica, istituzionale, operativa, intellettiva, scientifica e quanto più possa contribuire realmente nell'attribuire un nome ad una struttura;

voglio dire la mia

- questa discussione mi sta alimentando sempre più la forza e la percezione estensibile verso altre fattispecie degne di vigliaccherie, condizioni ostative, moralità falsate e bislacche .......ma una cosa non posso accettare l'essere beceri verso una sigla sindacale che ha mostrato sempre interesse generali.
Peraltro le minoritarie rappresentanze ovvero cespuglietti HANNO tutti e dico HANNO tutti un costo , un prezzo ........ognuno di noi ha un prezzo ; ma i componenti della commissione giudicatrice sulla eventuale intitolazione del nuovo padiglione di Avellino rappresentano proprio il COLPO DI GRAZIA verso un uomo mite, umile che per tanti hanni ha servito l'Amministrazione.
La riconoscenza va ascritta e ricondotta alla centralità dell'uomo in quanto tale e a prescindere dagli aspetti e dagli elemnti che Voi della Commissione vogliate legittimare in quanto assenti nell'istrutturia.
Peraltro diversi componenti della Commissione devono dare sia all'Amministrazione in quanto hanno richiesto( !!! ) e anche ai loro Signor Padroni ( segretari generali ) per cui il corporativismo sindacale verso una sigla ( non so se ANPPe, Sappe oppure poichè trasmessa con nota del Provveditore della Campania ha sollevato gelosia per la troppa espansione del SAPPE ) rappresenta prorpio la basezza e l'essere vile non tanto per il SAPPe , quanto per il collega DE VIVo morto per una seconda volta..................!!
Chiudo la faccenda dicendo : non so se oggi è più premiante essere sindacalista io sindacalese ????
Diversi della commissione si interrogano sulle proprie coscienze e non sull'istruttoria promossa da un associazione .........................
Ai posteri l'ardua sentenza............
Complimenti al SAPPe e al falco di radicofani.............


Di  Anonimo  (inviato il 18/05/2012 @ 13:58:28)


n. 5


Dopo il disprezzo da parte dei colleghi iscritti ad una sigla sindacale che ha votato a pollice basso, si assiste ad un "arresa" fatta per veri e propri scopi sindacali.
Infatti, diversi colleghi di Avellino hanno presentato disdetta ad una specifica sigla sindacale, poichè oltre che non essere rappresentata affatto ad Avellino, butta fango proprio su di un suo iscritto che è tragicamente scomparso: neanche lo sapevano! Andate a casa!

Di  Irpino  (inviato il 17/05/2012 @ 23:47:37)


n. 4


ERRATA CORRIGE: la seguente frase, scritta nel mio precedente commento: "e credo si possano esprimere pareri sulla base di sentimenti ed emozioni", si deve leggere come segue: "e credo NON si possano esprimere pareri sulla base di sentimenti ed emozioni".

Di  Alessandro De Pasquale  (inviato il 17/05/2012 @ 13:45:43)


n. 3


ABBIAMO VISTO L'ENCOMIABILI MOTIVAZIONI CON CUI è STATO PROPOSTO L'AVANZAMENTO DI GRADO DI UN PASSACARTE DEL DAP!!!! ED ORA DOBBIAMO SUBIRE ANCHE LE FILIPPICHE DI UN DELEGATO SINDACALE..... RIPOSA IN PACE COLLEGA . PEPPE PASQUINO FOSSOMBRONE

Di  Anonimo  (inviato il 17/05/2012 @ 13:11:39)


n. 2


Gentilissimo autore del testo, "l’intitolazione di caserme, immobili o altre strutture rappresenta la più importante forma di ricordo e di onore che può essere riconosciuta alla memoria di un rappresentante della polizia penitenziaria che ha sacrificato la propria vita per il servizio. Si tratta di un provvedimento speciale e che deve essere concesso solo per meriti eccezionali, nella forma e con la solennità richiesta dall’avvenimento". Questo non lo ha scritto la commissione ricompense ma lo prevede la lettera circolare del DAP 049006 del 28.06.2007. Le strutture del corpo di polizia penitenziaria possono essere intitolate unicamente ad appartenenti “decorati alla memoria” dichiarati vittime del dovere, deceduti in servizio e per causa di servizio, decorati con medaglia d’oro al valore e al merito, sempreché abbiano prestato lodevole servizio per un significativo periodo di tempo nella sede dove è situata la struttura. Ad abundantiam, è il Provveditore Regionale competente per territorio a svolgere l'istruttoria e presentare la proposta. Le decisioni della commissione sono assunte in base alle disposizioni di legge e credo si possano esprimere pareri sulla base di sentimenti ed emozioni. L’assistente Capo Salvatore DE VIVO è morto per cause naturali e non per causa di servizio e, per tale ragione, le disposizioni dipartimentali non consentono di riconoscere quanto richiesto. Non va poi sottovalutata la questione relativa all'istruttoria che, ai sensi della citata circolare, deve essere fatta esclusivamente dal Provveditore. Mi dispiace dirlo ma la triste vicenda De Vivo, a parer mio, appare priva dei requisiti stabiliti dall'Amministrazione nel 2007. Io, in qualità di componente di parte sindacale della commissione ho assunto una difficile decisione vincolata dalla legge e non da "ordini demagogici dei capi". L'ANPPE potrà scrivere una lettera al Capo del DAP a cui chiederà la modifica di quella circolare, così potranno essere intitolati padiglioni a tutti i poliziotti penitenziari morti in servizio per cause naturali, equiparandoli alle vittime del dovere, del terrorismo, della criminalità e del lavoro. Tuttavia, anche questo appare impossibile perchè la legge ha stabilito cosa si intende per vittime del dovere, del terrorismo, della criminalità e del lavoro. Addirittura, non tutte le vittime del lavoro sono uguali, ci sono le vittime del lavoro equiparate alle vittime di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407 (terrorismo e criminalità) i cui orfani e il coniuge superstite hanno diritto al trattamento di rendita riconosciuto dall'INAIL. Ho l'impressione che la legge, purtroppo, non consenta al De Vivo neanche di essere considerato vittima del lavoro. Ritengo quindi che la colpa non sia dei componenti della commissione bensì del sistema. DE VIVO, in verità, è vittima di un sistema complesso.
Spero di essere stato chiaro e se qualcuno vorrà ulteriori spiegazioni, mi rendo disponibile a fornirle.



Di  Alessandro De Pasquale  (inviato il 17/05/2012 @ 12:43:01)




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