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A proposito di detenuti ricoverati in ospedale: vi racconto quella calda serata in estate ...


Polizia Penitenziaria - A proposito di detenuti ricoverati in ospedale: vi racconto quella calda serata in estate ...

Notizia del 07/11/2015

in I Mulini a Vento

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Scritto da: Interventi ricevuti

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Vi racconto una storiella accaduta nel 2003 durante una calda sera d'estate.

Erano le 22:00 circa, il turno come sempre sotto dimensionato. Quelle poche unità a disposizione non avrebbero certo garantito il trasporto in tutta sicurezza presso l'ospedale del detenuto (ergastolano), per un presunto infarto in atto.

Telefono in quel frangente al collega di sezione. Lo stesso mi dice che fino a pochi attimi prima della conta il tizio rideva, scherzava ed aveva finito di fare gli esercizi alle spalle con le bottiglie di acqua legate a quattro a quattro con il manico della scopa!!! 

Direte ma cosa centra?

Centra, centra eccome in taluni contesti nell'Alta Sicurezza.

Soggetto trentottennenne, non fumatore ed altamente atletico, oltre che sanguinario killer della più nota famiglia mafiosa del capoluogo. In un attimo pensai.....e se questo mi vuole fottere?

Decido di contattare il 118.

Chiedo con forza l'invio dell'unità mobile con il medico a bordo. Successivamente durante il tragitto in istituto parlo anche con lo stesso al cellulare spiegando qual'era la mia sensazione. 

Il medico che sta giungendo in istituto è uno con le palle, sono fortunato perchè lo conosco da tanti anni. E' uno di grande esperienza, uno che fa soccorso in strada ogni giorno, trattando dinamiche fra feriti e spesso anche di decessi!

Giunta l'ambulanza fino alla seconda portineria, dispongo che il detenuto venga sdraiato sulla lettiga. 

Lo stesso si innervosisce subito ed inizia ad inveire contro lo scrivente ed i colleghi perchè stiamo ancora in istituto e non ci muoviamo alla volta dell'ospedale.

Il medico gli alza la maglietta in tutta tranquillità, qualche goccia di gel sul torace e subito inizia la farsa dell'Eco Cardiogramma. 

Il presunto infartuato non ha nulla ed è sano come un pesce.

Rimossa l'apparecchiatura farà rientro in cella con le sue gambe.......!

A distanza di quasi 13 anni, ogni tanto spinto dalla curiosità, vedo che non risulta alcun movimento per ricovero ospedaliero.....sinonimo che è ancora un soggetto sano!

Raccontando questa storiella rimango sempre più perplesso, domandandomi se quel detenuto voleva fuggire o più semplicemente il medico di guardia era incompetente o peggio qualcos'altro ancora.

Un abbraccio con il cuore a tutti colleghi coinvolti dell'Istituto di Lecce. 

Ci sono storie fatte di impegno e forse anche di coraggio nell'assumersi la grande responsabilità di non far correre rischi ai propri uomini e permettetemi di non mettere (come spesso accade) al primo posto la propria carriera.

 

Ispettore

 

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Commenti Commenti dei lettori

n. 12


@ Luigi
Forse mi sfugge qualcosa?
Mi spiego, c'è quanlcosa che non ho esposto analiticamente aderete alla realtà. oppure ci sono degli aspetti della vicenda che non ho compreso?
Il coltello dalla parte del manico, storicamente non è mai nelle mani di chi esegue, è quasi esclusiva di chi "disposne" e, perdonami non è particolare di risibile importanza.
Per quanto riguarda la mia semplice riflessione, vorrei conocere il tuo parere circa alcuni aspetti:
Che idea hai, rispetto al sistema "sorveglianza dinamica"
Che idea hai, relativamente ai rapporti elevati nei confronti di detenuti e non sanzionati dalla autorità dirigente, ovvero archiviati come spesso accade;
Che idea hai circa l'inefficienza delle mense di servizio;
Che idea hai rispetto alle condizioni di alcune caserme;
che idea hai, relativamente alla inadeguatezza degli organici, che costringono il personale a svolgere dei servizi anche ad alto rischio senza le adeguate garanzie di sicurezza.
Ci sono altri aspetti, che si potrebbero analizzare, quelli elencati, credi siano i più significativi.

Di  PASQUINO  (inviato il 16/11/2015 @ 08:55:46)


n. 11


Per Luigi, sono convintissimo di quello che dico. Infatti dal mio punto di vista, considerata la mia esperienza nel Corpo da 36 anni, ho semplicemente cercato di dare un suggerimento di come dovrebbe essere oggi composta una traduzione al solo fine di evitare analoghi e spiacevoli eventi critici.
Tuttavia, la sicurezza fino a prova contraria non è data solo dalla professionalità ed esperienza individuale dell’uomo. Ma al contrario è data dalla continua formazione nell’aggiornamento del Personale, da schemi delineati, univoco e ben definiti, uso di supporti logistici e tecnologici all’avanguardia.
Cordialmente Saluti
Crispino da Napoli

Di  Rosario  (inviato il 13/11/2015 @ 22:17:59)


n. 10


Angela , Rosario e Pasquino siete veramente convinti di quello che dite?
Se ogni tanto ci facessimo un esame di coscienza forse molte cose non accadrebbero.
L'amministrazione e sicuramente assente ma noi non facciamo nulla per richiamarla alle proprie responsabilità.
Quando abbiamo il coltello dalla parte del manico non lo usiamo, mando invece lo teniamo dalla parte della lama vorremmo dare coltellate a tutti quanti.
Per cui il mio pensiero corre ai colleghi che si sono ritrovati in quella brutta situazione e spero che sia l'ultima.
Ma pure noi non diamo tutto per scontato ed in modo particolare quanto traduciamo detenuti particolari e non, perché, ricordiamoci che quando l'uccello e fuori della gabbia fa sempre brutti pensieri e qua che dobbiamo mettere in campo tutta la nostra professionalità ed esperienza.
Ragazzi tutti uniti per migliorare questo lavoro che svolgiamo con molta cura e professionalità.
Un AUGURIO di buona guarigione ai colleghi coinvolti in questo brutto episodio.

Di  Luigi.  (inviato il 12/11/2015 @ 20:18:17)


n. 9


Pasquino concordo perfettamente!

Di  Angela  (inviato il 12/11/2015 @ 09:35:11)


n. 8


La butto così come viene, se ogni collega che subisce una aggressione si costituisse parte civile contro l'Amministrazione, contro il Direttore del proprio istituto, il Capo del Dipartimento e Ministro protempore, i quali non forniscono strumenti amministrativi ed organizzativi adeguati a tutelare l'incolumità degli operatori.........

Di  PASQUINO  (inviato il 11/11/2015 @ 14:34:38)


n. 7


Fare oggi polemiche sterili e piangerci a dosso è inutile. Sulla scorta della mia trentaseiennale esperienza nella Polizia Penitenziaria e dopo i fatti di Lecce, spero che non se la prendono con l’anello più debole del sistema, già sofferente. Ma l’Amministrazione rivisita il modello organizzativo delle traduzioni e dei piantonamenti extra murarie, adottando in primis la priorità nella sicurezza, disponendo, tassativamente che ogni spostamento di detenuti dovrà essere sempre eseguito da tre unità più il capo scorta, dotato anche di dissuasore elettrico per difesa personale. Inoltre, di stabilire che il detenuto durante il camminamento a piedi per raggiungere il luogo a lui destinato dovrà assumere la posizione con bracci dietro la schiena, manette ai polsi e catene alle caviglie.
P.S. Auguri di una buona guarigione ai colleghi coinvolti e al più presto in servizio.
Crispino da Napoli

Di  Rosario  (inviato il 09/11/2015 @ 20:12:34)


n. 6


Ben detto Luigi....il problema è proprio questo.
Ricordate bene tutti!
Il sanitario "propone", non dispone.
L'invio in ospedale per pericolo imminente di vita 17 O.P. è strautilizzato da molti medici, anche per casi banali e (soprattutto pretestuosi da parte dei reclusi) che, potrebbero essere trattati in istituto.
Badate bene a questa non banale e sottile differenza....propone/dispone. A disporre è sempre il direttore.
Taluni medici non si prendono più responsabilità. Il più delle volte, leggiamo sui certificati......sospetto/a........a momenti anche per la valutazione di una febbre del caxxo?
Quindi occorre scrivere...scrivere....sempre scrivere.
Coloro i quali non se la sentono, devono darsi per vinti o essere allontanati dalle carceri.
Dice bene Luigi.
I detenuti fanno presto a capire che aria tira e di conseguenza si adeguano.
Del resto è sempre stato così, anche sulla formazione dei turni, dagli addetti sezione (che poi sono il reale termometro di tutto), del preposto e del Coord. della Sorv.za Generale. Questa gente si adegua a tutto e tutti!
Ci sono medici che oramai non danno più i punti di sutura (forse perchè non lo sanno fare?). Altri invece che non sanno fare nemmeno una semplice iniezione in assenza dell'infermiere.
Ci sono medici che non sono tagliati per prestare la loro attività IN GALERA. Ma in questo non ci sta nulla di male. Ma allora è giunto forse il momento che i direttori si prendano la responsabilità di sollevarli dall'incarico, segnalando anzitempo, prima che accadano n'guacchi come ne sono già successi negli anni!
E quindi?
Quindi....A CASA!!!!!! Punto e basta!
Il carcere è una cosa seria, MOOOLTO SERIA!!!!!
Chi non se la sente, vada a fare il proprio mestiere altrove e non sulle nostre spalle.
E se vi capita che al P.S. vi dicano che il detenuto non aveva nulla, non esitate a scrivere che quel medico non aveva fatto bene la propria valutazione clinica. Tanto prima o poi qualcuno si accorgerà che ha sbagliato mestiere!
La storia di Lecce è una delle più tristi affrontate dal nostro Glorioso Corpo, non facciamo che dimentichiamo presto tutto guagliò!
Potevamo contare i morti in questi giorni, siamo stati FORTUNATISSIMI a non piangere due baschi azzurri "padri di famiglia, oltre che qualche povero sfortunato (CHE IN OSPEDALE C'ERA PERCHE' STAVA MALE VERAMENTE).
Sotto l'albero quest'anno mettiamo una piccola dose di rabbia che, possa servire a scuotere un po le coscienze di chi dovrebbe tutelarci.
L'altra verità purtroppo la conosciamo tutti.....e che siamo troppo orgogliosi ed in gamba, oltre che attaccati al nostro lavoro, tanto da non saper mai dire di no a nessuno!
Buon Lunedì


Di  Gennaro Capatosta  (inviato il 09/11/2015 @ 15:36:05)


n. 5


La sanità publica allo sbando, chi ne fruisce di queste pecche oggi?
Visto che i sanitari non si assumono responsabilità , inesperti del sistema carcerario lavorando con scienza e coscienza di queste loro qualità i detenuti ne hanno tratto le conseguenze: per il 95 % tutti i malanni dei detenuti sono simulati alla perfezione e solo ilm 5 % forse risulta veramente ammalato quando viene trasportato in Osp.le.
Con la sanità publica la polizia penitenziaria lavora quasi solo ed esclusivamente per le ASL.
Perché non viene ripristinato il sistema sanitario penitenziario, dove i 438 erano una eccezione e le visite specialistiche all'85% venivano effettuate in istituto, oggi si portano detenuti all'esterno degli istituti penitenziari per banalità.

Di  Luigi.  (inviato il 09/11/2015 @ 13:30:45)


n. 4


Lo Stato continua a penalizzare e a tagliare sul settore della sicurezza non risponde a nessuna logica di risparmio se si traduce in situazioni di rischio per la cittadinanza e per gli stessi operatori della Polizia Penitenziaria, i quali quotidianamente affrontano situazioni di questo tipo, che diventano di pubblico dominio solo quando si trasformano in episodi di cronaca".perchè non si tagliano loro? Ex n.t.p.

Di  Antonello  (inviato il 08/11/2015 @ 13:31:55)


n. 3


A me è capitato che lo stesso detenuto, con un bel lungo fine pena, si sia fatto male tre domeniche consecutive giocando a calcetto e ogni volta il medico lo ha mandato al pronto soccorso...

Di  Alessandro  (inviato il 08/11/2015 @ 11:28:17)


n. 2


Nexuno
Anche la tua è una sacrosanta verità!
Ma quello è un meccanismo che difficilmente si romperà. Camere penali e magistratura non lo permetteranno mai.
Buona Domenica a tutti picciotti!

Di  Jaffio  (inviato il 08/11/2015 @ 08:25:36)


n. 1


Non c'entreranno nulla le traduzioni presso gli ospedali...ma per limitare i danni per quanto riguarda le traduzioni per le udienze...quanto cominceremo a parlare dell'utilizzo delle videoconferenze?
risparmio di soldi,mezzi,personale di Pol.Pen. e nessun rischio.
Non dimentichiamo i fatti accaduti in passato proprio durante le traduzioni per le udienze.

Di  nexuno  (inviato il 07/11/2015 @ 18:54:20)




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