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A Rebibbia la grande festa delle Fiamme Azzurre


Polizia Penitenziaria - A Rebibbia la grande festa delle Fiamme Azzurre

Notizia del 05/06/2012

in Fiamme Azzurre

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Scritto da: Redazione

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 Per la prima volta dalla sua fondazione l’istituto penitenziario di Rebibbia-Nuovo Complesso ha ospitato la festa di un gruppo sportivo proprio del Corpo di Polizia Penitenziaria, di quelle Fiamme Azzurre che ne rappresentano i colori al di fuori degli ambienti detentivi, dove i colori ed i suoni sono molto più spesso quelli di un ambiente chiuso e nascosto, che poco ha familiarità con gli applausi e la festa dei palazzi dello sport dove abitualmente si celebrano i campioni, e che, nonostante i grandi sacrifici fisici dei propri lavoranti, non regala mai quelle medaglie che pure meriterebbero i suoi uomini o donne impiegati in un servizio reso duro  dalla carenza di personale e dal sovraffollamento ormai congenito.

Oggi quel penitenziario nascosto della Capitale, in cui tanti uomini e donne della Polizia Penitenziaria quotidianamente operano con coscienza e professionalità, è stato invece pacificamente  invaso da giornalisti e telecamere per celebrare i premiati del gruppo sportivo in occasione dell’appuntamento olimpico di Londra 2012, al quale mancano ancora solo 52 giorni e che ad oggi, fermi restando i qualificati dell’ultimo minuto, già vede la partecipazione di ben diciotto atleti sicuri: Anna Incerti, Chiara Rosa e Silvia Salis nell'atletica leggera, Agnese Allegrini nel badminton, Monia Baccaille e Tatiana Guderzo nel ciclismo, Francesco Faraldo, Elena Moretti e Francesco Bruyere nel judo, Ilaria Bianchi e Michele Santucci nel nuoto, Claudia Cesarini nel pentathlon moderno, Clemente Russo e Vincenzo Mangiacapre nel pugilato, Aldo Montano nella scherma, Giovanni Pellielo nel tiro a volo, Davide Uccellari nel triathlon e Brenda Spaziani nei tuffi. In prospettiva paralimpica vanno inoltre segnalati Walter Endrizzi nell'atletica leggera, Matteo Betti nella scherma, Marco Vitale nel tiro con l'arco e Massimo Dighe nella vela.

Molti sono stati gli uomini, con o senza divisa, che hanno gremito i posti del teatro di Rebibbia e che non sono voluti mancare alla manifestazione a cui hanno preso parte, oltre ai vertici delle federazioni sportive nazionali, anche il Ministro della Giustizia Paola Severino, il Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Dap Dott. Tamburino, il  Vice Capo Vicario del Dipartimento Dott. Simonetta Matone, il Presidente del CONI, Gianni Petrucci ed il Presidente del CIP, Luca Pancalli. Tutti hanno avuto parole di elogio e approvazione per quanto fatto della Fiamme Azzurre per l’intero movimento sportivo e paralimpico  nazionale. Lo spunto per complimentarsi ed essere orgogliosi è stato di facile derivazione in tempi in cui di sport si parla spesso più relativamente a quanto avviene nella aule di giustizia (a causa del calcio scommesse e dei guai giudiziari di chi lo sport lo pratica più per business che per passione) anziché per i risultati ottenuti sul campo. Il fenomeno è stato stigmatizzato con forza anche del Ministro Severino che ha usato parole di grande elogio per quanto fatto dalle  Fiamme Azzurre ed i suoi campioni, affermando che i recenti scandali legati al calcio scommesse non devono far dimenticare, soprattutto a quei giovani ed ai loro genitori che credono nella funzione educativa e pedagogica dell’attività agonistica, che lo sport è un importante vettore di valori di rilievo dal punto di vista pedagogico e sociale, nei quali si deve continuare a confidare accordando fiducia all’intero movimento sportivo, che non è fatto solo di "mele marce".

C’ è stata grande emozione per la forza evocativa con la quale le imprese sportive dei campioni presenti è stata rappresentata da tre video molto suggestivi che hanno strappato applausi e fatto uscire qualche lacrima ai presenti, inclusa Carolina Kostner alla quale è stata tributata una standing ovation da parte di tutti i colleghi del Gs Fiamme Azzurre mentre sul palco riceveva gli omaggi per il titolo mondiale conquistato a Nizza non più tardi di due mesi fa. Festeggiatissimi anche il vice campione olimpico di Pechino 2008 Clemente Russo, massimo di pugilato che stavolta si è detto in forma per cogliere il bersaglio grosso a Londra, mettendosi al colo la medaglia del colore più pregiato, ed Aldo Montano nella scherma, campione del Mondo 2011 nella sciabola a Catania, e purtroppo attualmente fermo per uno strappo muscolare. Nonostante ciò Aldo ha dichiarato di esser pronto a guardare all’appuntamento a cinque cerchi con fiducia, grazie anche all’esperienza maturata in tanti anni di militanza.

Di esperienza non fa sicuramente difetto Giovanni Pellielo, unico tiratore nella storia ad essere salito sul podio in tre edizioni dei Giochi Olimpici (bronzo a Sydney 2000, argento ad Atene 2004 e argento a Pechino 2008) oltre che ad aver partecipato a sei edizioni complessive delle olimpiadi. Le sue parole dal palco sono state tutte per i vertici del Coni e delle Fiamme Azzurre: ”Ringrazio il Coni e le Fiamme Azzurre. Dopo essere stato scartato da tutti i gruppi militari presenti nell'universo nel 1995 alla fine sono entrato nelle Fiamme Azzurre. Mi hanno preso e credo non abbiano sbagliato...”, ha detto il pluridecorato tiratore vercellese. A testimonianza di quella continuità tra l’opera di tanti campioni e ciò che avviene tra le mura di tante realtà virtuose del nostro Paese, i premi assegnati agli atleti al termine dell’appuntamento sono stati delle matite realizzate dai detenuti con materiale totalmente riciclabile. Anche al Ministro Paola Severino è stato consegnato dal responsabile del Gs Marcello Tolu un dono proveniente direttamente dal lavoro dei laboratori che impiegano gli sforzi dei detenuti in opere creative: un vaso contenuto in una teca realizzato con una catena di bicicletta e rapporti, particolarmente apprezzato anche dal Vice Capo del Dap Simonetta Matone oltre che dal Ministro stesso che ha dichiarato di considerarlo una grande cosa proprio perché dietro di esso c’è il lavoro di tanta gente operosa che soffre della privazione della libertà personale.


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Commenti Commenti dei lettori

n. 6


Anche io condivido quanto scritto dal collega "stufo" bravo!

Di  alfonso  (inviato il 07/06/2012 @ 23:49:48)


n. 5


@redazione
E' semplicemente frustrante vedere che alle cerimonie delle altre FFOO siano presenti autorità,si autocelebri il prestigio del corpo, si parli della fondazione,le origini, si mettano in risalto le peculiarità, si approffiti per inaugurare un busto ai caduti ecc.ecc.Da noi atleti di fama mondiale rinchiusi in un carcere, Rebibbia che che se ne voglia dire è un carcere, i soliti dirigenti del Dap che ci offuscano con la loro sinistra figura e dulcis in fundo: si finisce sempre a parlare di detenuti. Ma che attinenza ha il fatto che degli atleti che hanno vinto medaglie a livello internazionale col parlare di " gente operosa che soffre della privazione della libertà personale". Basta, mi sono stancato non ne posso più di sentir parlare della Polzia Penitenziaria per poi finire a parlare dei poveri detenuti, lasciamo che a parlare di loro siano gli educatori,psicologi,criminolghi,direttori e tutte quelle figure preposte a tale scopo, almeno quando loro non c'entrano nulla con l'argomento di cui si tratta ( e lo sport è uno di questi) lasciamoli fuori dai nostri discorsi.
Non è detto che lavorare in carcere implichi il fatto che dobbiamo sorbirci la litania delle persone che soffrono anche quando siamo liberi dal servizio, anche perchè noi lo sappiamo bene quanto "soffrono".

Di  STUFO  (inviato il 06/06/2012 @ 20:53:54)


n. 4


I piccoli omaggi consegnati agli atleti dal Capo del Dap Tamburino e dal Vice capo del Dap Matone oltre all'omaggio al Ministro Severino, in fondo "parlavano" di Polizia Penitenziaria. Il lavoro dei detenuti è una parte, forse la più importante, del trattamento e della rieducazione che impegna quotidianamente le energie di tanti uomini e donne che vestono la divisa del Corpo e non godono certo delle luci della ribalta sportiva di molti dei campioni presenti che quei colleghi rappresentano vincendo e facendosi conoscere come atleti della Polizia Penitenziaria. Un regalo di questo tipo (tra l'altro molto gradito), non ha tolto nulla al blasone di "un corpo di polizia dello Stato" e ad una festa in cui si è parlato prevalentemente di sport, si sono visti filmati, celebrati campioni e si è guardato anche al futuro prossimo legato alla partecipazione di molte Fiamme Azzurre alle prossime olimpiadi di Londra.

Di  Redazione  (inviato il 06/06/2012 @ 18:48:17)


n. 3


un in bocca al lupo a giovanni pellielo
ass.c. di periferia del profondo sud

Di  Anonimo  (inviato il 06/06/2012 @ 17:48:14)


n. 2


Condivido quanto scritto da STUFO, quando si parla della polizia penitenziaria che si parli solo della polizia penitenziaria in special modo in questi frangenti.

Di  Il deluso  (inviato il 06/06/2012 @ 17:22:51)


n. 1


Riuscissimo per una volta, dico una, almeno quando celebriammo i nostri atleti a non parlare di detenuti. Noi siamo la Polizia Penitenziaria cioè un corpo di polizia dello Stato, possiamo parlare di Polizia Penitenziaria almeno una volta senza dover sempre ricordare che "considerarlo una grande cosa proprio perché dietro di esso c’è il lavoro di tanta gente operosa che soffre della privazione della libertà personale". Sarebbe il minimo almeno per una volta.

Di  STUFO  (inviato il 06/06/2012 @ 13:52:42)




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