Novembre 2016
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Aboliamo le Bombolette!


Polizia Penitenziaria - Aboliamo le Bombolette!

Notizia del 20/12/2011

in Houston abbiamo un problema

(Letto 3224 volte)

Scritto da: Miguel Cervantes

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Continuano i sucidi di detenuti che sniffano gas dalle bombolette.

L’Ordinamento Penitenziario prevede che i detenuti possano scaldarsi il cibo o le bevande con i fornellini alimentati da bombolette di gas.

Spesso le bombolette di gas sono usate da detenuti tossicodipendenti per sniffare e pare che ciò provochi uno sballo.

A volte dallo sballo si passa alla morte. Se muore un detenuto in carcere, in questo caso suicidio, ma spesso l’intenzione non è quella, scattano due inchieste: quella disciplinare e quella penale. Quella penale deve accertare se ci sia stata negligenza nella custodia da parte della Polizia Penitenziaria, o se il povero detenuto non sia stato seguito e curato bene dall’Area Sanitaria, e comunque la responsabilità della salute del detenuto è anche del Direttore ovvero capire se ha messo in campo tutti quegli strumenti normativi che potevano consentire di salvare il detenuto (ordini di servizio, grande sorveglianza ecc.).

Se l’inchiesta, (spesso alimentata da avvocati vampiri assetati di sangue) non va a buon fine, ovvero non ci sono colpe da parte di tutti quelli che ho elencato, ovvero il detenuto ha scelto di uccidersi come tanti altri esseri umani liberi decidono di farla finita, nel mondo, per un motivo o un altro, allora c’è l’inchiesta disciplinare.

A volte l’inchiesta disciplinare (quasi sempre) prende di mira il Direttore ed il Comandante. Talvolta, per fortuna non spesso, queste figure ci rimettono le penne.

E’ ovvio che questa regola vale per tutto quello che succede in carcere ovvero: morti naturali, aggressioni in cella, incidenti sul lavoro, sommosse, rivolte ecc.

Ma torniamo al problema iniziale. Le bombolette possono essere usate per sniffare, ma anche per essere lanciate, in caso di sommossa al personale di Polizia Penitenziaria, avvolte in uno straccio, come se si dovesse confezionare una “caramella gigante” (lo potete vedere nella foto, una bomboletta usata contro il personale in una dei numerosi tentativi di sommossa nelle carceri italiane – lì per fortuna il Comandante non è stato rimosso e nemmeno il Direttore…). E allora io mi chiedo: di cosa stiamo ancora a parlare? Proibiamo l’uso del fornello in cella ai detenuti. Capisco che questo provocherebbe ulteriori sommosse, e altri direttori e comandanti verrebbero rimossi fino ad intasare i PRAP.

Qualche mese fa, a seguito di un quesito fatto da alcune carceri, furono fatti visionare a tecnici del DAP alcuni tipi di fornellini per avere un parere tecnico relativamente alla “sicurezza”. Parere forbito, molto tecnico e che non serviva a nulla a mio parere perché si concludeva con una domanda davvero retorica ovvero su chi dovrebbe levare la molla stabilizzatrice (che potrebbe essere usata come tirapugni) che aggancia la bomboletta al fornello; il tecnico credeva che dovesse essere l’agente di sezione, oppure il Comandante…

C’è solo un piccolo particolare: se viene rimossa la molla che tiene agganciata la bomboletta, questa perde stabilità e la bomboletta può uscire dall’alloggiamento provocando degli scoppi o degli incendi, con gravissimo pericolo per i detenuti ma anche per gli agenti…

Ribadisco: ma di cosa stiamo parlando, se chi ci dovrebbe tutelare non ha nemmeno l’idea di come si lavora in carcere?


Scritto da: Miguel Cervantes
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Commenti Commenti dei lettori

n. 9


Allora si organizzino meglio le cucine dei detenuti, e si abolisca questo strumento pericoloso, nato all'origine per consentire di scaldare cibi o bevande, ma diventato poi, con l'uso nel tempo, strumento di distinzione per chi ha soldi e si può permettere di cucinare in cella e chi non ne ha.

Di  ass. capo Nicola Di Bari  (inviato il 04/01/2012 @ 11:49:25)


n. 8


Aboliamo le Bombolette

Di  ennio  (inviato il 03/01/2012 @ 22:54:00)


n. 7


Finalmente qualcuno che dice qualcosa di sensato!!! La bomboletta di gas....maledetta!!! Eh si a causa di essa ci stavo rimettendo la pelle...nel mese di Novembre '09 durante una pretestuosa protesta sfociata in una violenta sommossa all'interno di una Casa Circondariale me ne hanno lanciata una incendiaria ( una bomba ) addosso che è esplosa avanti a me. Risultato finale ve lo faccio immaginare...due operazioni agli occhi, un sibilo all'orecchio che non mi lascia dormire (acufene), disturbo psichico, insomma la mia vita totalmente stravolta!!! Aboliamo le bombolette in carcere per Dio!!!

Di  Cesare46  (inviato il 03/01/2012 @ 21:37:24)


n. 6


a me sembra che l'ipotesi della bomboletta munita di valvola di sicurezza non presenti una totale sicurezza, si tenga conto che con un normalissimo taglia unghie si può forare la bomboletta e tutto risulterebbe vano. l'ipotesi della distribuzione di bevande calde in vari orari della giornata è la migliore. i detenuti risparmierebbero soldi nell'acquisto delle bombolette, ma avrebbero un miglior trattamento, sicuramente più equo teniamo presente che ci sono detenuti privi di disponibilità economica che non si possono permettere l'acquisto delle bombolette mantenendo così un trattamento disomogeneo fra i ristretti.

Di  carmelo  (inviato il 03/01/2012 @ 12:57:55)


n. 5


C'e un tipo di bomboletta sempre della providus che incorpora una valvola di sicurezza, costa poco piu, ma non è inalabile in quando una volta smontata dal fornellino l'uscita del gas si blocca.
Mentre la bomboletta tradizionale viene utilizzata inserendola nell'inserto del fornellino ad incastro e con la pressione viene forata, se il fornellino cadesse accidentalmente a terra mentre e in uso e si sgancia la bomboletta dopo la fiammata il ritorno di fiamma puo far esplodere il guscio metallico, mentre quelli a valvola sono sicure.
La valvola e parte integrante della bomboletta che tra l'altro viene inserita per avvitamento maschio-femmina tra bomboletta e fornellino, garantendo un coefficiente di sicurezza molto maggiore rispetto a quella precedente.

Di  Antonio  (inviato il 30/12/2011 @ 21:12:22)


n. 4


all'O.P.G. di Montelupo F.no finalmente con l'avvento del nuovo comandante, un commissario fresco di corso, e "l'attenteto" ad un Vice sovrintendente è stato studiato un piano di eliminazione dei fornellini, adeguando semplicemente gli orari della cucina ad orari più plausibili per i pasti, per il caffè due/tre volte al dì ci sono le O.S.S. che lo somministrano.

Di  Mari Iuri  (inviato il 30/12/2011 @ 12:02:20)


n. 3


Giusto Miguel Cervantes chi "dovrebbe" tutelarci non lo fa, addirittura non sa come si lavora nei penitenziari, .... insomma non sa nemmeno dove sta di casa; siam prorio abbandonati .... comunque Miguel devonoeliminare dal DPR 230 del 2000 i punti 4 e 5 dell'art.13 ( .... uso di fornelli)!

Di  marco  (inviato il 27/12/2011 @ 16:39:39)


n. 2


Bravo Anonimo in parte condivido ... sai purtroppo come vedi tutti i giorni si e' costretti ad operare in strutture medievali e alle volte ci sembra proprio di capire che poco e' mutato dal 1817, dai tempi delle "Famiglie" di Giustizia, ad oggi!!!
Be' l'ideale sarebbe di vietare assolutamente l'uso di bombolette di gas, vitto dell' Amministrazione, refettori, e soprattutto Istituti dotati delle piu' moderne tecnologie esistenti, monitor e piu' telecamere, insomma dove ogni singola cella si apre e si chiude da appositi box di controllo!!

Di  Jack  (inviato il 21/12/2011 @ 09:28:06)


n. 1


...tuta arancione(all'americana)pasti preconfezionati,acquisti consentiti al sopravvitto solo sigarette e materiale per la corrispondenza epistolare e così (forse) la finiamo con celle che sembrano dei piccoli supermarket...

Di  Anonimo  (inviato il 20/12/2011 @ 22:25:46)




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