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Addio mondo crudele ... La lettera che potrebbe lasciare un poliziotto penitenziario suicida.


Polizia Penitenziaria - Addio mondo crudele ... La lettera che potrebbe lasciare un poliziotto penitenziario suicida.

Notizia del 26/04/2012

in Houston abbiamo un problema

(Letto 5465 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Scusate colleghi, forse mi ricorderete come il 6° o 7° collega che si è suicidato quest’anno, forse farò statistica penitenziaria e mi indicheranno come il 100° o il 101° poliziotto penitenziario che si è suicidato da dieci anni a questa parte….non lo so; fatto sta che farò scalpore per alcuni giorni (una volta lo scalpore durava qualche mese), dopo qualche articolo e qualche riunione della Commissione sul Benessere Organizzativo, nessuno più si ricorderà di me, dei miei guai, delle mie sofferenze.

Voglio raccontarvi la mia storia e come sono arrivato in fondo al baratro. Sono stato uno dei tanti, un assistente capo come tanti, uno di quelli che lavora a turno, logorandosi giorno dopo giorno a contatto con la sofferenza umana, a contatto con i delinquenti. Per tirare avanti ho fatto tanti debiti: il matrimonio, la casa, l’auto, i figli e alla fine dopo 15 anni di matrimonio mia moglie mi ha lasciato. E’ stata una separazione cattiva, con l’avvocato di mia moglie che sembra il mio principale nemico che consiglia mia moglie di levarmi tutto, pure la dignità. E così dopo una vita di sacrifici, tanti debiti mi sono ritrovato senza casa….eh già la casa è rimasta a lei, abbiamo due figli minori…..ma il mutuo da pagare è rimasto a me. Così mi sono ritrovato solo, con un mutuo e il mantenimento da passare a mia moglie. Ho mendicato un posto in caserma ma mi hanno detto che ormai le caserme sono in disuso, non ci sono posti in caserma, grazie a Monti e alle sue leggi adesso le uniche stanze decenti che ci sono nelle caserme devono essere messe a disposizione di chi si reca in missione. Non ci sono più soldi per mandare i colleghi a dormire in albergo. E così inizia il mio calvario. Mia moglie mi ha lasciato perché ha scoperto che giocavo ai cavalli, scommettevo sulle partite e in poco tempo dilapidavo il mio stipendio. Mia moglie ha fatto bene a lasciarmi, ma adesso mi vuole rovinare. Non mi fa vedere i figli. Sono disperato, non posso pagarmi nemmeno un avvocato per contrastare la sua arroganza. Non c’è stato nessuno finora che si è interessato a me e alla dipendenza dal gioco d’azzardo. A volte andavo in servizio senza un euro in tasca e anzi li chiedevo in prestito ai colleghi. Quando non si sapeva quello che facevo qualcuno me li ha dati; quando poi qualcuno mi ha visto giocare è iniziato un altro calvario: i colleghi mi deridevano, mi umiliavano, e per me ogni giorno era più difficile recarmi al lavoro. Allora chiesi aiuto ad un sindacalista che credevo un amico, per un prestito e questi mi portò in una finanziaria che mi fece un prestito ad un tasso altissimo e adesso io non posso più pagare le rate e mi hanno pignorato lo stipendio. Scopriì dopo che il collega prendeva la percentuale sui prestiti e non gliene fregava niente se io ero nella merda. Avevo bisogno di soldi ma non potevo nemmeno attingere ad una parte della mia buonuscita, quella che avevo maturato fino a quel momento, perché questa possibilità non è mai stata inserita nel contratto di lavoro mi hanno spiegato. Speravo in un aumento di contratto che non ci sarà, nell’assegno di funzione promesso ma mai arrivato, qualche euro in più sulla busta paga ma, invece, niente da fare. Speravo ancora in qualche centinaio di euro di missioni da riscuotere ma mi hanno detto che non c’erano i fondi e non potevano pagare. Ma allora che devo fare? Mi hanno sottoposto un questionario, dicono che è per il benessere organizzativo: un questionario? Ma che tipo di benessere potrà portarmi un questionario a me che ho tutti questi problemi e che mi sento abbandonato nel momento del bisogno? Anche se ho sbagliato non è giusto che qualcuno faccia un tentativo per aiutarmi ad uscire da questo baratro? Che paradosso: noi aiutiamo i detenuti, gente che ha commesso reati orribili e poi non riusciamo ad aiutare un collega che ha sbagliato!

Allora ho iniziato a trafficare con i detenuti. All’inizio piccole cose, oggetti. Poi sono passato alla droga, hashish e poi cocaina. Fino ad ora mi è andata bene, non mi hanno scoperto ed io sono riuscito ad andare avanti con qualche centinaio di euro con cui i detenuti mi hanno ricompensato. Ma non ho più dignità. Ho tradito i valori per i quali avevo abbracciato questo lavoro. Ho paura, non ce la faccio più a recitare questa parte. Già i colleghi mi guardano con sospetto. Il Comandante mi ha fatto montare di sentinella fisso poiché sospetta di me.

Sono sprofondato, infine, all’inferno. Non ce la faccio più a vivere. Addio mondo crudele.

BANG!


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 8


LA SPERANZA DELLE FEDE OLTRE IL "BANG"

quello che ho letto è molto realistico e chissà quanti pur non arrivando al colpo finale hanno veleggiato questa folle idea pervasi da un totale sconforto. Non voglio fare il predicatore ed il moralista o colui che si pone sudi un poggio per elargire consigli e soluzioni...voglio solo dire a chiunque si trovi in quelle condizioni di non perdere la fiducia e di avere fede in Cristo noi popolo cattolico per tradizione spesso presi da mille preoccupazioni da mille inganni ci dimentichiamo che siamo stati battezzati e che Cristo fà parte della nostra vita, è nelle nostre vite è nella nsotra storia. Quando ci allontaniamo da Lui il male è alle porte, quando non parliamo più con Lui la disperazione si insinua nei nostri cuori e nelle nostre menti, spesso inginocchiarsi dinanzi a Lui Crocifisso morto e RISORTO per noi, ci dà la forza per andare avanti....è un qualcosa che non si può descrivere si deve provare.....è inutile fare sedute da psicologi da falsi consiglieri....entriamo in chiesa anche in una piccola e sperduta cappella e rimettiamoci alla sua misericordia....LUI non può abbandonarci.. e non lo farà credetemi....lasciate fuori da voi stessi la disperazione le frustrazioni le umiliazioni gli insulti e vi sarà data una consolazione che non vi immaginate....ragazzi non lasciatevi andare non permettete che la disperazione prenda il sopravvento su di voi....sulle vostre famiglie....sulle vostre vite...la luce vince sempre sul buio l'amore sempre sull'odio!
Matteo da Reggio Emilia

Di  Matteo  (inviato il 04/05/2012 @ 21:20:24)


n. 7


per sollevare il problema dei suicidi e discutere su eventuali provvedimenti che ancora il DAP non ha messo in cantiere se non un fantomatico questionario che i colleghi nemmeno vogliono compilare.
E aggiungo io a ragione nessuno lo vuol compilare compreso il sottoscritto, il questionario è una grande cag@#[] ma chi caz@#@[ li paga questi fenomeni per partorire queste boiate, mio figlio di 10 anni avrebbe fatto di meglio.

Di  mario64  (inviato il 02/05/2012 @ 08:10:49)


n. 6


E' del tutto evidente che la lettera è una provocazione fatta apposta per sollevare il problema dei suicidi e discutere su eventuali provvedimenti che ancora il DAP non ha messo in cantiere se non un fantomatico questionario che i colleghi nemmeno vogliono compilare.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 01/05/2012 @ 14:50:53)


n. 5


Credo che con un' amministrazione assente come la nostra sia davvero difficile prevenire queste sciagure. L'unico modo è aiutarci fra di noi!


Amministrazione indegna.....non ci meriti.

Di  ASSISTENTE1975  (inviato il 01/05/2012 @ 02:57:56)


n. 4


nel mio istituto hanno organizzato, alla modica cifra di 500 euro a lezione (spese alberghiere a parte), un corso con uno sciamano fidanzato con una "civile" che si faceva 700 km per fregarsi i ns soldi (perchè i soldi del benessere del personale sono NOSTRI) ... non mi sento di concordare sulla parte della lettera riguardante le collusioni ... in quanto tanti fratelli che se ne sono andati in maniera così drammatica l'hanno fatto per lacerazioni interiori molto più gravi ... i delinquenti che trafficano con i camosci non si fanno grossi esami di coscienza e continuano a vivere (se beccati) alle spalle nostre con il 50% dello stipendio senza fare un kaiser.... troppi fratelli hanno compiuto questo gesto estremo semplicemente perchè oppressi da delle M**** DIRIGENZIALI che hanno creato un clima di totale impunità ed ormai non provano neanche più a giustificare i loro gesti...se ne sbattono semplicemente.....ormai è ora di far sentire la nostra voce anche per rispetto di chi non c'è più. peppe

Di  peppeoper  (inviato il 27/04/2012 @ 23:16:40)


n. 3


A me sembra la storia di un (ormai) comune "povero Cristo"...che poi sia una guardia giudiziaria non mi sembra qualcosa di peculiare nel racconto. Sembra la storia di Gino il bidello, o Giuseppe l'operaio...questo per dire che la situazione descritta è ormai (purtroppo) comune a tanti...E anche il finale tragico!
Che proprio non mi piace è che sembra che tutto sia accaduto in un colpo solo. I problemi nascono piano piano e il vero dramma è tentare di nasconderli e non parlarne, per non affrontarli.
In sintesi: non mendicare una seconda possibilità (che coi tempi che corrono è sempre più difficile che arrivi); cerca di giocarti bene la prima. E se le cose cominciano ad andare male parlane prima che sia troppo tardi.

Di  Lele  (inviato il 27/04/2012 @ 17:24:49)


n. 2


Hai ragione Mario, forse tutti coloro che l'hanno letto sono rimasti impressionati perchè nel tempo ognuno di noi ha avuto esperienza anche indiretta di colleghi che sono precipitati nel baratro. Ma l'articolo mi è piaciuto perchè tra le righe fa alcune puntualizzazioni su problemi che, se risolti, aiuterebbero molti colleghi a vivere meglio le loro disgrazie e mi riferisco alle caserme, all'acconto sulla buonuscita ecc. Il problema dei suicidi è serio e non si può certo risolvere con un questionario!!!

Di  Leo Pardì  (inviato il 27/04/2012 @ 16:10:52)


n. 1


Nessuno commenta questo articolo (tra l'altro molto bello) forse perchè ogniuno di noi leggendolo ha visto più di qualche collega che si trova in difficoltà, e purtroppo sono tanti, mettiamoci pure che il nostro lavoro non ci aiuta e la frittata è fatta. Cosa si puo fare??????
Magari in ogni Istituto si potrebbe creare un fondo di solidarietà, un versamento mensile e volontario magari di 5.00 euro, forse se alle famose chiacchiere del benessere del personale si facessero seguire i fatti(colloqui con gli specialisti) forse se ognuno di noi dicesse una parola buona a chi è in difficoltà, forse, forse, forse.
Ricordandoci che tutti noi possiamo cadere nel tunnel della disperazione per tanti motivi.
Un saluto Mario64

Di  mario64  (inviato il 27/04/2012 @ 14:22:38)




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