Giugno 2017
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Adesso che è legge il reato di "tortura" sicuramente abbiamo risolto il problema ... quindi se facciamo una legge contro l''imbecillità la debelliamo dal Paese?


Polizia Penitenziaria - Adesso che è legge il reato di

Notizia del 12/07/2017

in Attualità

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Scritto da: Daniele Papi

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Grazie alla "vigilanza dinamica" e alla legge sulla tortura stiamo consegnando il controllo delle carceri ai clan e tutelare i più deboli sarà impossibile, certifichiamo la debolezza dello Stato e ne siamo anche soddisfatti in un clima di caccia alle streghe.

Come non bastasse, ecco che a dare forza all’aborto delle direttive operative che fanno capo all’istituto della “vigilanza dinamica” arriva la legge sulla tortura.

Al riguardo, riprendo un articolo di Marcello Veneziani, http://www.marcelloveneziani.com/articoli/torturati-leggi-ideologiche/ per cercare di far emergere una situazione che evidenzia caratteristiche che fanno venire a galla la totale mancanza di buon senso. In pratica ci troviamo al cospetto di norme generate da squallidi personaggi che sono esageratamente clementi con chi delinque ed esageratamente giustizialisti con chi rappresenta le istituzioni, pur dichiarando di voler garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza nel Paese.

Ci troviamo in questa situazione di “precariato” per ciò che riguarda la tutela di ogni singolo operatore delle Forze di Polizia, a causa di gravi colpe da imputare esclusivamente ad una classe dirigente e politica sciatta, in malafede e poco preparata giuridicamente ... una sorta di analfabeti funzionali del diritto che, indipendentemente, dal versante politico che li caratterizza, agisce esclusivamente sull’onda emotiva, per cui si presenta alla bisogna secondo l’impulso mediatico momentaneo, che fa da cassa risonanza al singolo evento, con grave colpa di alcuni giornalisti poco trasparenti.

Fatto sta che ci ritroviamo, non so se per merito o per colpa del governo in carica, del Pd “Renzista” (scrivo Renzista e non Renziano, perché Renzi è un totalitario, quindi è Fascista o Comunista a secondo di chi lo contrasta), o della “presidenta” Boldrini, ma il Parlamento si occupa solo ed esclusivamente di leggi ideologiche, che dilaniano il Paese e servono a rassicurare una sinistra che almeno ideologicamente non esiste, ovvero parliamo di una pseudo sinistra che è divenuta con il tempo eccessivamente garantista con chi delinque e “giustiziera” con chi opera a difesa della democrazia e della sicurezza del Paese, così che ci ritroviamo:

- Pluriomicidi che evadono dai permessi premio;

- Ex terroristi a capo di cooperative nate nelle maglie larghe dello Stato dove speculano economicamente e politicamente sulla buona fede del sistema;

- Carceri che con l’ausilio della “sorveglianza dinamica” e della legge sulla tortura, presto diventeranno terra di nessuno, all’interno delle quali tutelare i più deboli sarà impossibile.

Insomma, la priorità della classe politica non è più combattere la disoccupazione, garantire il servizio sanitario, far quadrare i conti pubblici combattendo la corruzione e l’evasione, fare una politica sociale introducendo tasse eque e chiare e tanto altro ancora, le priorità sono, benché vertano su temi rispettabili, lo Ius soli, il femminicidio, le unioni gay, la tortura ... solo per citarne alcune di famose e di recenti.

Per tornare nel “nostro” ambito, prendete l’ultima, la legge sulla tortura. Leggo sui giornali dopo la sua approvazione: “La tortura in Italia ora è reato”.

Scusate, ma perché prima era ammessa?

In pratica, per secoli non ci siamo accorti che si praticava la tortura in quanto non c’era una legge specifica e che ora, vivaddio “codificato” per legge ad hoc il reato, non tortureremo più nessuno?

In pratica ci volete far credere che davanti a casi veri o presunti di abusi e violenze, all’interno di un carcere non si sono aperte inchieste giudiziarie, non ci sono state condanne semplicemente applicando il codice penale in vigore.

E se a volte presunti torturatori non sono stati condannati ciò non è dovuto all’assenza di una legge ad hoc per punirli, ma alla mancanza di prove o se volete alle coperture di cui “abbiamo” goduto e al giudizio discutibile dei magistrati (intanto siamo ancora in attesa delle scuse per il caso Cucchi), scuse che sarebbero dovute arrivare da prima di subito dai vertici dipartimentali.

Invece, adesso, dopo il solito ritornello ripetuto ad oltranza per ogni minima cazzata “siamo in ritardo, ce lo chiede l’Europa, abbiamo la legge che nomina in modo esplicito la parola tortura.

Saranno contenti pure i delinquenti che ogni giorno tentano di mettere a ferro e fuoco le carceri, ma ovviamente di quello non si parla, come avvenne a Genova per il G8, di tutta quella pagina oscura e feroce ci si ricorda solo della caserma di Bolzaneto, come se l’intera città fosse passata indenne dal passaggio di quell’orda di beceri barbari antistato, dove i risarcimenti in favore dei devastatori sono stati chiesti ai soli rappresentanti delle Forze dell’Ordine mentre, poveri cittadini onesti che hanno avuto distrutti beni di proprietà lo hanno preso allegramente nel di dietro dovendo poi anche partecipare pagando le tasse alla ricostruzione “post devastazione”.

Comunque non era le legge che mancava per punire i torturatori, veri o presunti.

Vi invito a riflettere sulla menzogna ideologica, la sua falsificazione della realtà, il suo significato intimidatorio e vessatorio contro gli operatori di polizia in generale.

Scomponiamo cosa c’è dietro questa nuova legge, quale meccanismo mentale perverso e malato si cela.

Il punto di partenza è la convinzione che la realtà sia inesatta e funesta, che la giurisprudenza sia carente e arretrata e debba nascere una norma ad hoc per correggerla. Corrono sempre verso un caso-limite, una campagna ideologica, che scatena la richiesta di una legge necessaria, urgente, prioritaria a panacea di tutti i mali della società.

Allora si partoriscono le così dette leggi emozionali, codificate su misura per un singolo episodio accaduto, nate per rispondere a un singolo caso amplificato dai media e drammatizzato da teatranti politici e da organi della “disinformazione”.

Se uccidi una persona c’è già la legge che lo punisce, e poi il giudice applicherà le aggravanti o le attenuanti del caso. No, bisogna inventarsi il femminicidio (come se uccidere un uomo, un vecchio  o un bambino sia meno grave, è evidente che ci troviamo davanti a delle stronzate senza alcun senso).

E non solo: gli orfani di femminicidio” in virtù di una legge per fortuna bloccata nel suo iter, dovrebbero essere più tutelati degli altri orfani come a dire: i primi sono figli, i secondi so fiji de ‘na mignotta.

Equi e ponderati a parole, che ignorano il principio elementare della legge uguale per tutti. E ancora, se offendi o aggredisci una persona, bastano le leggi vigenti per punirlo; no, non basta, ci sono reati più reati degli altri, come l’omofobia o l’islamofobia, per esempio, perché se a uno gli dico che è un figlio di puttana, non lo offendo, lo elogio, metto in risalto una “sorta di paraculaggine”, a fatela finita di riempirvi la bocca di finta giustizia.

Queste leggi nascono sempre da un episodio-limite elevato a modello: se c’è stato un caso di “tortura”– divenuto leggendario ma ancora controverso nelle sue reali responsabilità – la legge deve essere subito modificata per adattarsi alle esigenze specifiche del momento.

In pratica si utilizza una eccezione per “devastare” la regola. Così si distrugge l’universalità dei pilastri del diritto su cui regge la giustizia. Insomma, per porre soluzione ad un caso singolo si ignora l’effetto generale, infatti per anni l’uomo ha condotto esperimenti atomici, devastando intere oasi naturali, ora ci si preoccupa degli effetti, in pratica lo stesso identico principio.

Quindi succede che per colpire un caso effettivo o presunto di tortura, si crea uno strumento giudiziario per legare le mani alle forze dell’ordine, per intimidirli a priori, anche quando dovranno interrogare o spingere alla confessione un criminale, per esempio un delinquente che a volto coperto metteva a ferro e fuoco una città o uno stadio, un assassino o un violento, magari pure clandestino, oppure per rimanere nel nostro campo cercare un pentimento o una collaborazione.

A volte mi viene il forte dubbio che lo Stato lotti al fianco dei delinquenti contro se stesso, con questa legge dimenticatevi i collaboratori di giustizia e i pentiti, quindi in futuro non saprete mai chi ha sciolto nell’acido il piccolo Di Matteo, chi ha spinto il pulsante che ha assassinato Falcone o Borsellino, chi è la mano che ha armato i killer di Livatino, chi ha tentato di uccidere Carlo Palermo facendo delle vittime innocenti e così via.

Usare le maniere forti con delinquenti non vuol dire torturare, c’è un limite, e un magistrato, in caso, dovrà cercare di stabilire se quella soglia sia stata superata o no.

Mentre una legge come quella approvata dal Parlamento serve solo a dire a priori da che parte sta lo Stato: non certo dalla parte delle Forze dell’Ordine ma dalla parte dei delinquenti e di chi li spalleggia, in pratica sembra una legge “pro mafie” in piena regola. Senza dire che gli stessi “garantisti” nei confronti dei delinquenti, in altri contesti, fanno i giustizialisti e i giustizieri, una sorta di “Charles Bronson” del diritto a cazzi loro. La legge quindi, sposta l’attenzione del magistrato dal delinquente al poliziotto che l’ha catturato o lo sta interrogando, mi sembra una grossa garanzia soprattutto per chi si aspetta di essere tutelato dallo Stato e dai suoi rappresentanti.

In pratica, da monitorare è l’uomo in uniforme, non il delinquente abituale, il mafioso, il camorrista, il rapinatore, lo stupratore, il pedofilo ecc...

Una legge come quella sulla tortura esercita una pressione psicologica sui giudici, e sugli operatori di polizia, per scoraggiarli, sapendo che appena metteranno le manette a qualcuno o lo faranno sedere per interrogarlo potranno essere accusati di averlo torturato.

Se poi a questo si aggiunge il divieto di espellere i clandestini se nel paese da cui provengono è ancora in vigore la tortura, allora siamo alla resa totale, allora altro che sovraffollamento delle carceri.

L’emergenza vera del Paese è che troppi delinquenti restano impuniti; oppure godono di diritti come i permessi premio, ora ditemi se un pluri omicida come Johnny Lo Zingaro possa godere della facoltà di uscire libero per andare a lavorare fuori dal carcere e per “premio” ci può andare da solo, ma per la setta ideologica il problema è la tortura … ora se come per il precedente “permesso premio”, oltre all’evasione commetterà un omicidio, dovremmo rassegnarci.

Infatti tra le aberrazioni giuridiche abbiamo anche quella dei “premi” per i pluri omicidi, come se togliere la vita ad un altro sia una dote da premiare.

Corollario di questa legge come delle altre è la convinzione che se finora la giustizia è stata inefficace o ingiusta, basterà una nuova legge e tutto cambierà; quando si sa che il vero problema è nell’applicazione della legge, nella sua interpretazione, nella sua tempistica.

Invece per loro tutto il problema è che prima nel codice non c’era la parolina giusta ora hanno scoperto la panacea di tutti i mali.

Ora c’è tortura, e siamo a posto con la coscienza. In realtà siamo a posto per legittimare la loro battaglia ideologica anti-polizia, pro –mafie, pro-clandestini, pro-ladri, pro-centri sociali violenti e pro-delinquenti in generale.

Mentre sul piano della realtà, della sicurezza, della giustizia e dell’efficacia normativa siamo a zero.

In pratica ricadiamo nel solito errore, rimarchiamo ciò che è già evidente, come i famosi cartelli di “divieto”, dove qualcuno pensò di inserire l’aggettivo “severamente”, E' SEVERAMENTE VIETATO, brutto idiota, se è vietato a cosa serve quel severamente, perché esistono divieti che hanno meno forza e per cui possiamo interpretarli con meno fermezza?

Ecco, questa è l’Italia.

Un grazie va a Marcello Veneziani che con il suo articolo mi ha fortemente ispirato al limite del furto di proprietà intellettuale.

(ora codificheranno una legge specifica anche per i furti di proprietà intellettuale a favore di singoli autori …)

 

 


Scritto da: Daniele Papi
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Commenti Commenti dei lettori

n. 6


@5
Perché nell'articolo c'è scritto che la legge non va rispettata?
oppure ci vorresti vietare di pensare e di manifestare che è una legge scritta con i piedi.
Oppure, velatamente ci stai dando dei "torturatori"?
Sono anni che questo sindacato per quanto gli riguarda direttamente, ma anche quelli che rappresentano le altre FF.PP. chiedono le telecamere personali da tenere sull'uniforme.
Parliamo di strumenti tecnologici che sarebbero a sostegno sia di chi svolge lavoro in uniforme e sia di chi è recluso.
Questa legge, non da tutele, anzi creerà probabili vittime incolpevoli, che è vero che il reato di tortura è da dimostrare, ma un soggetto x accusato ingiustamente dovrà giocoforza pagarsi un avvocato, non mi sembra molto equilibrato
Una legge "fascista" contro le polizie pensata da comunisti, il massimo della contraddizione
Buona vita

Di  PASQUINO  (inviato il 20/07/2017 @ 10:27:39)


n. 5


La legge è legge si osserva si rispetta si fa osservare e si fa rispettare e quindi ritengo che questa sia una buona giusta legge e che andava fatta oltre decenni prima , comunque meglio tardi che mai .

Di  Anonimo  (inviato il 19/07/2017 @ 14:17:33)


n. 4


“L’Amministrazione Penitenziaria ha nominato la responsabile della segreteria della Senatrice Chiavaroli, Annamaria Raciti, direttore della Scuola di Sulmona, che rientra nel collegio elettorale della Sottosegretaria.

Incipit dei corsi di formazione sarà "fatevi torturare";
E fatevi amico un politico, che prima o poi una posto di rilievo "salta fuori"...

E meno male che quelli che "raccomandavano" erano quelli della Prima Repubblica, questi "fischiano".....

Di  PASQUINO  (inviato il 18/07/2017 @ 16:55:20)


n. 3


Dal mio punto di vista noi cittadini onesti, non ci dovremmo piangere a dosso, ma dovremmo organizzarci e stimolare i politici a dar luogo ad una raccolta di firme per promuovere un referendum, per l’altra faccia della medaglia, in funzione del reato di "tortura”, le “Punizioni corporali” giudiziarie come parte di una condanna penale ordinata da un tribunale per far rispettare la legge.
Cordialmente Saluti Crispino da Napoli

Di  Rosario  (inviato il 12/07/2017 @ 21:39:23)


n. 2


Concordo in toto con il post. Aggiungo che mi é capitato spesso di vedere in molti centri commrciali stand di Amnesty International. Sono gli stessi che so sono battuti per avere questa legge vergognosa. Mi sono sempre chiesto chi la finanzia questa organizzazione? chi c è dietro tutto questo? La risposta è semplice si tratta di organizzazioni internazionali che mirano dichiaratamente ad "abolire" o a mettere in cattiva luce gli Stati nazionali ed avere un unico governo mondiale. Quindi noi che rappresntiamo lo Stato italiano siamo e saremo nel mirino di questi poteri extra-nazionali. Se non avete voglia di combattere tutto questo marciume non ci resta altro che rassegnarci. Sembrano problemi molto piu gandi di noi ma o ci svegliamo da questo lungo letargo o ci estingueranno.

Di  Anonimo  (inviato il 12/07/2017 @ 15:39:21)


n. 1


Condivido questo post.
In Italia non hanno mai tempo per le cose che contano,per la sicurezza,per le forze di Polizia,per tutti quelli che ogni giorno lavorano per GARANTIRE la nostra sicurezza
Mentre il tempo per altro lo trovano sempre.
Poveri noi.

Di  Anonimo  (inviato il 12/07/2017 @ 10:49:45)




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