Febbraio 2017
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Aggressione collega di Spoleto: quali adozioni sono state prese? Interrogazione parlamentare


Polizia Penitenziaria - Aggressione collega di Spoleto: quali adozioni sono state prese? Interrogazione parlamentare

Notizia del 25/07/2012

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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All’on.le Ministro della Giustizia PER SAPERE Il sottoscritto Senatore della Repubblica PREMESSO che
 
ha suscitato viva impressione e deprecazione nell’opinione pubblica, oltre che comprensibile riprovazione e preoccupazione nel personale della Polizia Penitenziaria, il grave episodio avvenuto nei giorni scorsi all’interno del grande Carcere di Maiano di Spoleto, dove un Assistente capo di turno nella Sezione di massima sicurezza è stato brutalmente aggredito da un detenuto, condannato per associazione mafiosa, venendo selvaggiamente percosso e leso, tanto da riportare più fratture al volto con una prognosi di ben 75 giorni e necessità di delicato intervento chirurgico, mentre vittima di aggressione è risultato anche altro collega rimasto meno gravemente ferito; 
 
l’episodio non è peraltro che l’ultimo e più grave di una serie analoga, che si è dovuto lamentare nell’importante Istituto penale di Spoleto, con proteste più che giustificate del personale della Polizia Penitenziaria, già costretto a turni di lavoro massacranti di fronte alla conclamata carenza di organico; 
 
non può essere invocata alcuna generica giustificazione o minimizzazione o spiegazione tortuosa delle condizioni propizianti di fatti tanto indegni e intollerabili, posto che il Carcere di Maiano di Spoleto si caratterizza per modernità e salubrità di locali, trattamento strutturalmente tra i migliori in Italia, impegno massimo del personale riconosciuto a tutti i livelli nell’assicurare il rispetto degli standars più garantisti, sia verso i detenuti a massima sicurezza, sia verso quelli di rango penale minore; 
 
risulta che il titolare del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, dopo una doverosa esternazione di solidarietà al quarantacinquenne Assistente capo massacrato e al suo collega, abbia emesso comunicati in cui fa risalire episodi gravissimi come quello di cui sopra, come al solito, al sovraffollamento e coglie piuttosto l’occasione per avvalorare le proprie strategie che chiama di “sorveglianza dinamica” e di “patto di responsabilità”, laddove, essendo il violento detenuto un ristretto nei reparti di massima sicurezza e non in quelli per detenuti a minore pericolosità, siffatte analisi sommarie e suggestive espressioni, peraltro tutte da spiegare in termini pratici, appaiono completamente fuori tema;
 
INTERROGA
 
l’on Ministro della Giustizia, chiedendo ravvicinata risposta orale in Aula,
 
PER SAPERE
 
1) quali notizie precise, dettagliate e provate è in grado di fornire all’interrogante e al Parlamento su questo ennesimo e grave episodio di violenza patito da un operatore del Corpo della Polizia Penitenziaria.
 
2) se e quali misure punitive siano state decise e applicate nei confronti del detenuto resosi responsabile della grave violenza, sia perché vengano fatte rispettare le civili ma cogenti regole della detenzione, sia perché risultino esemplari verso tutta la popolazione carceraria, sia perché non risulti paradossalmente penalizzata quella parte dei detenuti che osserva con il connesso disciplinato sacrificio l’ordinamento detentivo, sia perché sia salvaguardato il personale di custodia nella sua sicurezza e nella sua dignità.
 
3) quale seguito penale sia stato dato al fatto delittuoso dalla competente Procura della Repubblica di Spoleto e, per quanto di competenza, quali determinazioni abbia adottato l’Ufficio del Giudice di Sorveglianza di Spoleto. 
 
4) quali iniziative, sedi e livelli di verifica abbia attuato lo stesso Dipartimento del Ministero circa le misure vigenti nell’importante Istituto penale di Maiano di Spoleto a maggior presidio della incolumità fisica e morale degli operatori di Polizia Penitenziaria e corrispondentemente della civile disciplina della popolazione detenuta.
 
5) se non ritiene anche alla luce di questo ennesimo eccesso verificatosi, per un verso di incrementare finalmente i ranghi della Polizia Penitenziaria nella Casa di Reclusione di Maiano, per altro verso di favorire, anche eventualmente con potenziamento dell’organico magistratuale ed ausiliario, l’azione della Procura della Repubblica e dell’ufficio di Sorveglianza di Spoleto a tutela dell’ordine, con rispetto dei ruoli e dei diritti all’interno dell’Istituto, che, oltre tutto, non è priva di riflessi nella comunità civile e territoriale esterna.
 
Sen. Domenico Benedetti Valentini

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n. 4


Continuo a non capire perchè i nostri sindacati anzichè continuare a perder tempo litigando fra loro per ottenere una tessera in più, non organizzino una manifestazione unitaria a livello nazionale. Dovremmo andare a Roma, accamparci davanti al parlamento a costo, a turno, di rimanerci un mese e farci sentire finchè qualcuni non prende seri provvedimenti. E' inutile denunciare queste aggressioni nei siti dei sindacati ( che leggiamo solo noi) e continuare a prendere colpi dai detenuti subendo senza reagire. Ma stiamo veramente aspettando che ci piscino addosso e che ci prendano a calci in culo ogni volta che ci incontrano? Io onestamente sono stanco di leggere di colleghi pestati senza che nessuno muova un dito, ma le palle le abbiamo ancora o siamo diventati veramente dei fantocci ad uso e consumo dei nostri dirigenti, direttori, educatori e adesso anche detenuti? Ma scherziamo per davvero? Io a Roma ci vado anche domani, come me ci sono migliaia di colleghi, stanchi, avviliti, umiliati che ne hanno le scatole veramente piene, i sindacati li paghiamo perchè ci tutelino non perchè litighino fra loro. E ora di finirla di porgere l'altra guancia. BASTA !!!!!

Di  cairo 74°  (inviato il 26/07/2012 @ 00:30:30)


n. 3


Più giro il mondo, sopr attutto i paesi europei e più mi deludo del trattamnto abbribuito alle forze di Polizia italiane.
Condivido in pieno i commenti ironici dei colleghi che negli interventi precedenti illustrano i in maniera più che chiara il paradosso tutto italiano.
Cara ministra non si commuva a vedere i "poveri cammorristi " nelle carceri napolitane, dove anch'io mi emozionavo tantissimo quando ho prestato servizio a Poggioreale e quei bravi ragazzi sparavano dalle "bocche di lupo" -finestre- mentre i colleghi agenti di questo Stato dovevano ripararsi per non essere uccisi.
Inoltre, c'è il caso che prima o poi in breve tempo quando questi deliquenti usciranno dal carcere sarà opportuno , vista la sua generosità, assisterli poichè forse sono le vittime di questa società e non avendo denaro sufficiente per sopravvivere le consiglio di aiutarli pure in maniera economica visto i lauti guadagni del suo stipendio pagato dagli italiani.
Per quanto riguarda il collega di Spoleto che è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico con una prognosi di 70 giorni, pazienza continuerà a vivere forse della solidarietà dei colleghi e d'altronde si dovrà verificare che il suo comportamento non è stato di provocazione per il povero detenuto che ha reagire per pura esasperazione.
A parte l'ironia, bisogna che chi dirige (a tutti i livelli) si nasconda per la VERGOGNA!!!!!!!

Di  maurizio giovannoni  (inviato il 25/07/2012 @ 23:54:55)


n. 2


E' vero il povero detenuto...scusate utente! si è lacerato una mano per massacrare un' agente che faceva il suo lavoro...Gli è stata comminata una sanzione DURISSIMA! 2 gg di esclusioni dal campo sportivo! peggio di un ergastolo! Ragà famo ride! In sezione bisogna metterci h24, tutti i nostri dirigenti a cominciare dal capo del Dap, anche diversi comandanti, in più metterei fisso 8-16 Pannella e compari in sezione tossicodipendenti..Che bello risvegliarsi domattina e vedere un Italia al contrario (o forse nel senso giusto) dove i delinquenti non vengono chiamati utenti ma feccia e vengano trattati come nel resto d'Europa, sti' garantisti pannellini qua vederli nei campi a raccogliere patate, e le persone oneste non considerate fessi ma Signori! io preghero stasera...

Di  max75  (inviato il 25/07/2012 @ 21:34:29)


n. 1


...esclusione dalle attività in comune per gg.3...perchè poverino non è colpa sua se la società non lo capisce...al collega(al quale va tutta la mia solidarietà) va combinata la deplorazione in quanto con la sua faccia ha provocato delle escoriazioni alle mani al povero utente depresso a causa del sovraffollamento e per questo non potrà partecipare al corso di ceramica,pittura o mandolino per svariati giorni...PS queste guardiacce le dovrebbero levare dalle carceri e mettere solamente educatori, psicologi,volontari e tutta sta categoria che veramente capisce e potrebbe risolvere i problemi di queste povere vittime di questa errata giustizia...

Di  Ciccio Mannone  (inviato il 25/07/2012 @ 15:13:10)




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