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Alla Signoria Vostra Illustrissima, la mia faccia sotto i vostri piedi


Polizia Penitenziaria - Alla Signoria Vostra Illustrissima, la mia faccia sotto i vostri piedi

Notizia del 12/03/2010

in Enzima

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Scritto da: Enzima

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Nel nostro lavoro le formalità conservano ancora un loro peso.

In una complessa macchina burocratica, è indispensabile ricorrere ancora al supporto cartaceo che certifichi, mediante l’indicazione delle proprie generalità e firma in calce, l’esistenza stessa di una richiesta, di una ricevuta, di un qualsiasi scambio di informazioni o documenti ufficiali tra l’Amministrazione e il dipendente.

Tutto questo si traduce in pratica, in una serie vastissima di moduli di domande, di autocertificazioni etc. che sono a garanzia del dipendente e obbligatorie per l’Amministrazione senza le quali si navigherebbe nell’arbitrio e quindi nell’illegalità.

Se le formalità sono necessarie, in certe forme e in certi casi però sono anche dannose.

Per esempio non tutte le regole sono state formalizzate e, mentre è chiaro ed evidente che in una domanda di ferie bisogna indicare le generalità del richiedente e i giorni richiesti, per quanto riguarda tutte le regole accessorie, non esistono regole ufficiali e ci si adagia sulla prassi.

Proprio ieri ho avuto la necessità di presentare una domanda di congedo ordinario (ferie) e ho preso uno dei moduli già pronti disponibili in Segreteria. Tra una riga e l’altra, soffermandomi a leggere tutte le parole, ho provato un senso di nausea a leggere formule del tipo “alla Signoria Vostra Illustrissima” oppure “Con Osservanza” e anche il più subdolo: “Al Signor Direttore”.

In effetti tutti i moduli presenti in tutte le Segreterie delle Direzioni in cui ho prestato servizio fino ad ora, sono pieni zeppi di moduli da compilare che riportano formalità simili a queste che lentamente si sono impossessate di tutta la modulistica già pronta che abbiamo a disposizione.

Mi sorge il dubbio che in passato, quando la maggior parte dei nostri colleghi aveva ancora qualche problema con la lingua italiana, ci sia stato un Direttore che con pazienza e metodo abbia compilato personalmente tutti i moduli prestampati che abbiamo a diaposizione oggi, riempiendoli di formule di pura sottomissione che potevano essere giustificate nel tardo medioevo, ma che oggi, un appartenente alla Polizia Penitenziaria potrebbe tranquillamente evitare, per la sua dignità e per quella dell’intero Corpo.

Personalmente d’ora in poi perderò un po’ di tempo a riscrivermi tutta la modulistica che via via mi sarà necessario utilizzare, “purgandola” di quelle formule bizantine ed inutili.

Vi saluto con una formula che ho visto usare da un Ispettore Superiore alla fine di una relazione di servizio indirizzata al proprio Direttore: “Si coglie l’occasione per porgerLe i miei deferenti ossequi”. Praticamente una formula di saluto degna della lettera che Massimo Troisi e Roberto Benigni scrivevano a Savonarola nel film “Non ci resta che piangere”.

P.S. Segnalate (attraverso i commenti all’articolo) altre formule medioevali in uso presso la vostra modulistica del vostro Istituto.

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 16


Caro roberto perchè non rispondi più al mio commento???
Difficolta?????????

Di  Pantaleone del Regno  (inviato il 23/03/2010 @ 13:42:49)


n. 15


Salve a tutti volevo solo dire di non fare confusione tra educazione, rispetto verso gli altri ( tutti) e il rispetto della gerarchia che esiste in tutti gli ambienti anche senza indossare ( gradi o insegne di qualifiche). Non perdiamoci troppo nella forma cechiamo di modificare la sostanza .

Di  francesco 59  (inviato il 15/03/2010 @ 17:03:43)


n. 14


desidero segnalare che il signor commissario comANDANTE per farmi rapporto disciplinare usa ancora scrivere "elevo rapporto " , penso che questo soggetto HA UNA LAUREA E UN MASTER E PENSO SIA ISCRITTO ALL'ALBO DEGLI AVVOCATI .

COSA VOGLIAMO DI PIU' .

Di  LUIGI  (inviato il 14/03/2010 @ 19:31:46)


n. 13


non si può più accettare questo modo di fare comando è assurdo inconcepibile e inaccettabile che i commissari usano rapporti disciplinari per intimorire il personale e che ti sbattono in faccia" IO SONO" questi comandanti che di gavete e di trincea non sanno niente la smeteessero di lavorare con autorità e che imparino a lavorare con AUTOREVOLEZZA.

Di  ANTONIO  (inviato il 14/03/2010 @ 18:46:32)


n. 12


Caro roberto, volevo informarti che sono maestro di scuola elementare e conosco benissimo l'etimologia e significato delle parole:"rispetto e educazione", inoltre volevo informarti che sono gerarchicamente educato, ma se mi si presenta di fronte una persona che pretende di essere rispettata per il grado che riveste e non per i comportamenti che assume allora la mia educazione và un'attimino sciamandosi(non sò se ho reso l'idea).La tragedia più grande sai qual'è? e che nel nostro corpo, come in tante altre amministrazioni, non vi è meritocrazia.Es: se ad un detenuto alta sicurezza piantonato all'ospedale tu non permetti che gli venga preparato un pranzetto particolare(lasagne al forno e scaloppine ai funghi porcini) redigendo regolare relazione di servizio, anche contro il parere del prepposto,il quale con un'ascolasticità unica di dice:" Collega hai visto che schifo? e in tanto che vuoi fare!!!! funziona così!!!! " dovresti essere elogiato per come hai svolto il tuo servizio e invece a me nell'anno in cui e accaduta questa cosa la classifia mi fu portata da 15 a 14!!!!Non sò se ho reso l'idea?Ecco perchè questi comportamenti mediocri mi infastidiscono!
Enzima ti ringrazio infinitamente per la tua solidarietà e sappi che la stima di pochi COLLEGHI aiuta tanto!!! Grazie ancora!!!!

Di  Pantaleone del Regno  (inviato il 14/03/2010 @ 10:18:00)


n. 11


Egreggio collega Enzima,
io non mi stò attacando a nessuna virgola, e non sto ricamando nessuna bandiera sulla parola "signor", ma bensì ho espresso un mio parere sul tuo articolo, ma sicome viaggiamo su due binari diversi è meglio chiudere quì il dialogo.
Per quanto riguarda la tua domanda ti ripeto che ognuno è libero di scrivere quello che vuole nel modo che vuole (questo naturalmente vale anche per te).
Ti auguro una buona serata

Di  roberto  (inviato il 13/03/2010 @ 21:09:35)


n. 10


Roberto, caro, vedo che continui ad aggrapparti ad una virgola del mio intervento ricamando la tua bandiera sull'uso o meno di quel "Signor" nelle intestazioni delle proprie lettere. Oppure ho capito male io e stai contestando anche tutte le altre "virgole"?
Gradirei anche una risposta alla domanda che t'ho fatto prima che per comodità ti ripeto: ...quindi se scrivo "Al Direttore" sto mancando di rispetto, giusto?

Di  Enzima  (inviato il 13/03/2010 @ 19:49:02)


n. 9


Carissimi Pantaleone del regno (mi spiace ma non ho mai sentito parlare di te) ed Enzima, mi sà che voi siete un pò confusi, visto che confondete "l'educazione ed il rispetto" ( per il grado superiore s'intende) con il calarsi i pantaloni davanti ai superiori, che a ragione di Pantaleone molti colleghi hanno fatto, nei miei venti anni di " ONORATO SERVIZIO " in mezzo ai carcerati, ripeto in mezzo ai carcerati, ho sempre lottato per le mie ragioni ma usando rispetto ed educazione per il grado superiore ( non sempre verso la persona ).

Di  roberto  (inviato il 13/03/2010 @ 18:41:23)


n. 8


...quindi se scrivo "Al Direttore" sto mancando di rispetto, giusto?

Di  Enzima  (inviato il 13/03/2010 @ 18:38:01)


n. 7


Caro Enzima,
a prescindere che ognuno è libero di scrivere quello che vuole, a mio parere e, come ha detto Paolo, usare la formula "al Signor Direttore" è solo una questione di rispetto (questo non vuol dire calarsi le braghe), anche per il fatto che il Direttore (a prescindere che non faccia parte del Corpo) è comunque un nostro superiore, io personalmente su questo punto sono sempre stato contrario, però purtroppo è così.

Di  roberto  (inviato il 13/03/2010 @ 18:22:50)


n. 6


Pantaleone hai tutta la mia solidarietà! (per quel che possa servire...)
Ma non dolerti della tua qualifica: meglio "Agente Libero Scelto" che "Commissario Schiavo Capo".

Di  Enzima  (inviato il 13/03/2010 @ 18:11:47)


n. 5


Caro Robero, mi chiamo Pantaleone del Regno, non sò se hai mai sentito parlare di me visto chè ormai sono diventato così popolare, grazie ai numerosissimi rapporti disciplinari (una 50ina in dieci anni di onorato servizio) ed anche grazie al mio mediocre in classifica che porto dietro da 6 anni, tutto questo semplicemente per essermi comportato sempre e dico sempre da persona perbene e da uomo libero(per uomo libero intendo non cortigiano). Un pò mi vergogno, ma a volte mi pongo questa domanda :" Ma se mi fossi comportato da schiavo, come la stragrande maggioranza dei nostri colleghi forse oggi non avrei perso quattro anni di grado(sono ancora agente scelto) e magari avrei potuto partecipare a tutti i concorsi ed interpelli indetti dall'amministrazione?"
Un abbraccio forte e ti saluto con la loro faccia sotto i miei piedi!!!!!!!!!!!!!!!!!

Di  Pantaleone del Regno  (inviato il 13/03/2010 @ 15:36:21)


n. 4


Caro Roberto, quando scivo al Direttore indirizzo la mia lettera "Al Direttore".
In questo modo sono convinto di non ledere la dignità di alcuno, né di mancare di rispetto a qualcun altro.

Di  Enzima  (inviato il 13/03/2010 @ 10:47:04)


n. 3


Carissimo collega,
sono venti anni che scrivo lettere di lamentela e faccio domande personali con la formula che hai presentato tu ( senza illustrissimo naturalmente ), eppure non mi sento ne antico ne sottomesso, anzi visto e considerato che la direzione usa la stessa formula nei nostri confronti credo che sia solamente una questione di cortesia e di educazione.
Scusa ma tu, se devi mandare una lettera al direttore come la intesti? illuminaci...
ciao


Di  roberto  (inviato il 12/03/2010 @ 17:50:59)


n. 2


Sono pienamente daccordo. Certe formule medioevali hanno una rilevanza di sottomissione e in un certo senso ledono la dignità personale, non serve assolutamente a nulla sottomettersi all'autorità (direttore) che deve concedere magari un diritto previsto dalla legge.
Il rispetto verso una autorità puo' essere espresso nel contenuto della richiesta che, scritta in una forma di correttezza e di legittimità, è piu' che sufficiente.
Usare la formula "Al Signor" non la ritengo una sottomissione, semmai solo questa puo' essere considerata una forma di rispetto e considerazione verso la persona a cui si scrive.
Sconsiglio di evitare tutte le altre forme indicate nell'articolo, nei saluti è sufficciente esprimere solo distinti saluti, altre forme di saluto ossequiose vanno usate solo per alte cariche dello Stato, ad esempio il Presidente della Repubblica.
Paolo Spano

Di  Paolo  (inviato il 12/03/2010 @ 15:59:15)




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