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Amnistia o Indulto. Il perchè di un qualcosa che non ci appartiene.


Polizia Penitenziaria - Amnistia o Indulto. Il perchè di un qualcosa che non ci appartiene.

Notizia del 27/08/2011

in Il caso.

(Letto 3173 volte)

Scritto da: Luca Frongia

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Negli ultimi giorni i media hanno dato molto rilievo ad un tema centrale nella vita del nostro paese: l’amnistia e/o l’indulto.

Molte forze politiche, capeggiate dai "secolari Radicali", hanno pensato bene di marciare il giorno di ferragosto rivendicando un atto di clemenza nei confronti dei detenuti ammassati nelle carceri italiane.

A tal proposito è stato divertente, ma anche preoccupante, notare come alcune sigle sindacali autonome e federate del Corpo, non abbiano esitato neanche un microsecondo a far proprie espressioni usate da trent’anni di lotta al sistema carceri da parte della pattuglia radicale che non vengono riscontrate per la maggiore tra il personale di polizia penitenziaria.

Gli autorevoli manifestanti, evocando lo spirito del perdono tipico del ferragosto, hanno chiesto un gesto di “buon governo” e di “clemenza”; noi invece sosteniamo con forza, nel giorno non solo di ferragosto così come tutti gli altri giorni dell’anno, che l’interesse primario dei cittadini è la sicurezza e che, chi ha commesso un reato, provocando gravi sofferenze ad altri, deve Pagare.

Questa non è assolutamente crudeltà nè tantomeno sete di vendetta, ma è puro e semplice rispetto nei confronti di chi ha subito furti, truffe, violenze e crimini ancor più gravi.

Aprendo le porte delle carceri otterremo solo problemi di gran lunga maggiori rispetto al sovraffollamento degli istituti: provocheremo sconforto nelle forze dell’ordine e nei magistrati che tanto si sono impegnati in nome della giustizia; faremo soffrire migliaia di persone che dopo il danno di aver subito reati, avranno anche la beffa di vedere i criminali passeggiare tranquillamente al loro fianco; ma cosa ancor più grave, manderemo il messaggio chiaro e limpido che in Italia l’unica certezza che c’è, non è quella della pena, ma quella dell’impunità.

Altro fattore, quello piu’ sconcertante che ci riguarda da vicino, come puo’ un organismo sindacale della polizia penitenziaria per di piu’ Autonomo (non giustifichiamo i federati, ma capiamo che seguono una linea guida della propria federazione)  scendere al fianco di una componente extraparlamentare che ha fatto della sua ragion di vita la lotta al sistema carceri e tutto quello che ruota attorno?...Secondo il nostro umile pensiero, è uno schiaffo a tutti quei colleghi aggrediti in modo vile e vigliacco da detenuti che non aspettano altro che sfogare la loro rabbia nei confronti degli operatori di polizia.

E’ senza dubbio condivisibile la constatazione delle non ottime condizioni dei nostri istituti carcerari, ma siamo sicuri che la soluzione a questo problema sia svuotare gli stessi istituti e ancora, perché dovremo schierarci per difendere le condizioni dei detenuti e non fare una vera iniziativa in favore degli operatori di polizia?...magari anche lo sciopero della fame e della sete ma almeno solo per le condizioni che vivono quotidianamente i poliziotti penitenziari? Ricordiamo, non molto tempo fa, che alcune donne e uomini della polizia penitenziaria attuarono uno sciopero del sonno altri della fame e altri ancora della sete. Ci chiediamo dov’erano questi signori che oggi appoggiano le misere condizioni dei detenuti?....compresi quelle OO.SS. che si sono schierate in favore dell’iniziativa dei radicali?

Cari amici e colleghi prima di scendere al fianco di chi lotta per un proprio e solo interesse, ragioniamo nell’interesse della collettività colpita da queste persone detenute, dalla collettività in genere e nell’interesse dell’immagine della polizia penitenziaria. Perché riteniamo e lo facciamo con fermezza che in alcun modo non debba essere associato la lotta di questa componente politica al corpo e agli operatori della polizia penitenziaria. Purtroppo con l’adesione di questi giorni da parte di alcune sigle sindacali quest’associazione è stata inevitabile! Infine noi siamo per le pene che siano inderogabili. Ovvero siano, come diceva Beccaria, quei sensibili motivi in grado di impedire agli uomini di compiere illeciti. L'amnistia No. Nessuno puo’ chiederla. Non lo si puo’ fare per giunta attraverso una forma di ricatto come quella che è stato attuato a ferragosto.

Perché qui non si parla di un bene che riguarda pochi. Qui si parla di un bene che riguarda tutti quanti: si chiama vita, e ha un valore immenso. Ha un prezzo, possiamo dire in una società civile come la nostra che paga tutto. Quel prezzo si chiama libertà! Va pagato fino all'ultimo minuto anche e soprattutto per chi è ha sbagliato e deve scontare la sua pena! , a favore della legalità e della sicurezza, contro ogni atto di finto moralismo e di falso buonismo.


Scritto da: Luca Frongia
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n. 3


sono pienamente d'accordo sulla certezza della pena, quando la stessa è data con la piena evidenza della prova...
i reati con queste prospettive sono una minima percentuale, la maggiorparte dei detenuti si trovano dentro per congetture e supposizioni e vengono condannati dalla giustizia con logica di convincimento; ciò si chiama ingiustizia, tra l'altro questi detenuti danno il vivere a voi e ad altri. un atto di clemenza è dovuto non solo per i detenuti ma anche per quei giudi e inquirenti che hanno commesso il reato di condannare un innocente.

Di  pietro  (inviato il 03/09/2011 @ 18:42:25)


n. 2


Caro @ "ex agente scelto" dov'è scritto che "la tolleranza zero" non paga? cita alcuni esempi? In italia ad onor del vero non c'è mai stata e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma a parte questo Frongia non parla affatto di intransigenza ne di tolleranza zero, bensi di tutt'altra cosa, di "GIUSTIZIA", un valore forse a te sconosciuto, Giustizia per le tante vittime, per tutte quelle persone che sono state truffate, derubate, violentate, stuprate e chi più ne ha più ne metta, che magari devono aspettare anni perchè questa arrivi per poi essere beffata da provvedimenti come l'indulto. Giustizia anche per tutti gli operatori di polizia e magistrati che quotidiamente lottano e rischiano la vita per veder poi vanificato il loro lavoro. Quello che credo di aver capito , ma che penso i più abbiano compreso, e che condivido in pieno del discorso di Luca Frongia è che il problema del sovraffollamento va affrontato con serietà, con vere riforme strutturali del sistema compreso il maggior ricorso a misure alternative alla detenzione per reati di scarso allrme sociale, ma MAI e poi mai con PERDONI generalizzati, che altro non sono che un fallimento per il nostro paese. Ultimo indulto "docet".

Di  Massimo Ceppi  (inviato il 28/08/2011 @ 13:10:27)


n. 1


Il tuo discorso mi sembra un po' semplicistico ed affrettato, non tanto per quanto riguarda la critica al comportamento degli altri sindacati, ma per l'intransigenza che mostri. La "tolleranza zero" non paga. E' un fatto storico ormai.

Di  ex agente scelto  (inviato il 27/08/2011 @ 15:47:06)




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