Febbraio 2017
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Ancora fango sul Corpo. Il corriere della sera pubblica un video che sembra una fiction (con tanto di sceneggiatura e colonna sonora)


Polizia Penitenziaria - Ancora fango sul Corpo. Il corriere della sera pubblica un video che sembra una fiction (con tanto di sceneggiatura e colonna sonora)

Notizia del 11/02/2014

in Ma mi faccia il piacere ...

(Letto 4657 volte)

Scritto da: Cesare Cantelli

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Il cane che morde l’uomo non fa certo notizia e allora tutti alla ricerca dell’uomo che morde il cane!

Certi giornalisti, che fanno certo giornalismo (?), non ce la fanno proprio a percorrere la faticosa strada dell’inchiesta, quella lunga e scrupolosa che porta alla verità, e preferiscono percorrere quella più facile e veloce che porta a far parlare “testimoni”, ma solo quelli che dicono quello che si vuole sentir dire.

Nel caso di tale signor Crispino (che abbiamo già avuto modo di conoscere in uno spiacevole episodio in quel di Poggioreale) più che di giornalismo potremmo parlare di fiction.

Il tizio, infatti, si è cimentato in una sorta di video (con tanto di sceneggiatura e colonna sonora) spacciandolo per un documentario giornalistico ma che, a mio avviso, è un vero e proprio Mockumentary.

Infatti, il Mockumentary, parola inglese nata dalla fusione dai vocaboli mock, che significa fare il verso e documentary, che significa documentario,  indica quel genere cinematografico o televisivo nel quale eventi fittizi appositamente realizzati per la trama sono presentati come reali o comunque creati a scopo narrativo. Un  Mockumentary si presenta come un documentario, come se riprendesse aspetti della realtà, ma è in realtà un prodotto di fiction.

Nel Mockumentary del signor Crispino sono presenti, ovviamente, personaggi ed interpreti ingaggiati all’uopo con l’aggiunta di filmati realizzati con telecamere nascoste a danno di ignari interlocutori, ovviamente tagliati e assemblati in fase di montaggio al fine di ottenere un risultato coerente con la sceneggiatura della fiction.

Uno dei personaggi principali del Mockumentary di Crispino è un tizio qualificato come ex-poliziotto penitenziario (per renderlo più credibile) salvo, però, evitare accuratamente di specificare che si tratta di "ex" perchè decaduto dal Corpo per assenza ingiustificata e di pregiudicato condannato per gravi reati e interdetto dai pubblici uffici.

Gli altri personaggi, perlopiù videocamuffati e coperti da anonimato, sono in gran parte ex-detenuti o parenti di detenuti.

Il giornalismo, in particolare quello di inchiesta, è davvero un’altra cosa!

Se il signor Crispino avesse voluto davvero raccontare la verità, invece di nascondere telecamerine davanti ad ignari interlocutori, avrebbe dovuto mettere davvero i panni (divisa) di poliziotto penitenziario, prestare davvero servizio per almeno un mese dentro una sezione di poggioreale e – poi – raccontare davvero quello che succede là dentro.

Qualcuno molto più intelligente di me disse, una volta, che “Esistono solo tre verità: la mia, la tua e la verità.” 

Io ho tutto il diritto di dire la mia perché sono parte in causa e perché parliamo di me, il giornalista (quello vero) dovrebbe raccontare solo “la verità”, perché quello è il suo mestiere, o  tutt’al più  le dovrebbe raccontare tutte e tre. 

(Secondo me il signor Crispino sarebbe un buon regista di genere nei film d'exploitation. Chissà che non si riuscisse a rilanciare il circuito delle sale grindhouse …) 

Alla fine, insomma, ancora fango sul Corpo: il Corriere della Sera ha messo in scena una vera e propria fiction contro la Polizia Penitenziaria, con tanto di sceneggiatura e colonna sonora.

Se questo è giornalismo …

P.S. per il signor Crispino.

Forse potrebbe interessare questa notizia di agenzia giustappunto di qualche giorno fa:

 

 Carceri: a Novara detenuto morde agente" 

(AGI) - Novara, 5 feb. - Un agente scelto di Polizia Penitenziaria e' stato assalito a morsi da un detenuto nel carcere di Novara. Il fatto, a quanto si apprende, e' avvenuto ieri intorno alle 14, dopo che l'agente aveva notificato al detenuto (un nigeriano del 1979, O. A., che avrebbe dovuto essere scarcerato nell'aprile 2014) il decreto con cui il Magistrato di Sorveglianza gli aveva negato la liberazione anticipata. L'uomo, innervositosi, ha dato un forte morso alla spalla sinistra all'agente, che e' stato trasportato all'ospedale cittadino dove gli sono stati prescritti sette giorni di cure e profilassi per scongiurare il rischio di epatite.”

Che ne so … magari si potrebbe andare a verificare se fosse stata la spalla del poliziotto penitenziario ad infilarsi violentemente nella bocca del detenuto …

 

Questo il “servizio” che ci ha fatto il giornalista del corriere della sera

http://www.corriere.it/inchieste/cosi-si-muore-celle-zero-italiane/94cd432c-8eb0-11e3-afb4-50ae7364e5b3.shtml

 


Scritto da: Cesare Cantelli
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Commenti Commenti dei lettori

n. 7


prego il Dott Capece, se si ravvisano gli estremi, di denunciare quel "signore" che ci ha definiti, senza sentire la necessità di approfondire, delinquenti nazisti.E dire che si definisce garante.

Di  antonio  (inviato il 14/02/2014 @ 23:29:40)


n. 6


Ciao a tutti, sono Mario e mio malgrado sono un assassino, un delinquente e torturatore, nel video del giornalista il garante ci paragona ai Nazisti, solo che non sapevo di esserlo da ben 31 anni. Per onestà devo dirvi che essendomi arruolato nel lontano 83 e avendo girato gli Istituto dal nord -centro- e sud, ho solo e ripeto solo visto Agenti di Custodia prima e Poliziotti Penitenziari ora lavorare con tanto spirito di sacrificio e abnegazione da far invidia ai missionari. Noi che ci sostituiamo praticamente a tutte le figure civile che gravitano negli Istituti (senza offesa per nessuno) Educatori, Psicologi, Psichiatri, e spesso anche al Sanitario di turno, e abbiamo sempre una parola di conforto per tutti, ho scoperto dopo il caso Cucchi ( tra l'altro i colleghi assolti) di essere paragonato ad un delinquente.
Io che a 31 anni di servizio, sento e scusate se è poco la solidarietà (vera)proprio di quei reclusi che secondo alcuni, noi torturiamo negli Istituti, e che tutti i giorni cerchiamo di confortare per quanto ci è consentito, provo vergogna non per noi, ma per chi ci infanga ingiustamente. Noi siamo padri e madri di famiglia prima di tutto, e Poliziotti Penitenziari, anche se sempre maltrattati dalla stampa in genere, dimenticati dalle Istituzioni a noi deputate che dovrebbero tutelarci, IO SONO FIERO DI ESSERE UN POLIZIOTTO PENITENZIARIO.

Di  Mario64  (inviato il 12/02/2014 @ 17:26:03)


n. 5


buon giorno sig, Cantelli, io non cotesto ciò che lei ha giustamente voluto specificare, per giusta causa di cronaca,ma volevo solo precisare, che le mie dichiarazioni, antecedenti all' intervista, hanno portato a delle condanne penali, nei confronti di agenti.
Nell'intervista racconto solo alcuni episodi vissuti durante i miei 12 anni di servizio, 2 o 3 episodi, per i quali ci sono state delle indagini e successive condanne penali.
Non mi pare di aver mai parlato di sistematica violenza.
Di ciò che io ho parlato nelle interviste, ci sono carte processuali che confermano essere verità,purtroppo non sono prive di fondamento,come lei pensa.
Poi di come sono state contestualizzate, affiancate ad altre immagini,musiche o quant'altro, a me non interessa.
Come ha giustamente ricordato lei, le responsabilità penali, ed io aggiungo anche quelle non penali, sono personali.
Io le mie responsabilità me le sono prese, e come ha più volte ricordato, ne ho pagato,giustamente, le conseguenze.
Ora non ci sono io sotto inchiesta o sotto processo, ricordando che siamo tutti innocenti sino a quando non viene provata la colpevolezza.
grazie del piccolo confronto,che fino a quando restano civili,sono anche utili, e mi scusi se le ho fatto perdere del tempo.

Di  andrea  (inviato il 12/02/2014 @ 12:35:54)


n. 4


Solo giornalismo spazzatura.
Null'altro da dichiarare.

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 11/02/2014 @ 22:00:55)


n. 3


Signor Fruncillo, io non mi sono permesso di esprimere alcun giudizio su di Lei perché ritengo di non averne alcun diritto.
Ho ritenuto, invece, mio diritto ed anche mio dovere informare i nostri lettori su quello che il corriere della sera ha evitato accuratamente di specificare e cioè che Lei non è “soltanto” un ex collega ma un ex poliziotto penitenziario decaduto dal servizio e successivamente arrestato, sottoposto a misure cautelari, condannato per gravi reati ed interdetto dai pubblici uffici.
Questo, appunto, per dovere di cronaca e, ripeto, senza assolutamente entrare nel merito delle Sue vicende personali.
Altra cosa è quello che Lei dice nel servizio del corriere della sera, di come lo dice e di come è stato contestualizzato dal giornalista autore del video.
In questo caso, infatti, sento la necessità di dissentire fermamente nel merito e nel metodo, che ritengo entrambi strumentali e pretestuosi.
Stessa cosa dicasi del teorema costruito nel servizio circa la sistematica violenza all’interno delle carceri (e confortato dalle Sue dichiarazioni), che ritengo destituito di ogni fondamento.
Ad ogni modo, inevitabilmente, alla fine ognuno si assumerà le proprie responsabilità: siano esse derivanti da eventuali comportamenti lesivi nei confronti dei detenuti oppure da calunnie e diffamazioni.
Del resto, secondo la Costituzione italiana, la responsabilità penale è personale.
Infine, non si preoccupi per la tutela e la difesa dei nostri colleghi, perché è quello che facciamo tutti i giorni, ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno.

Di  Cesare Cantelli  (inviato il 11/02/2014 @ 20:42:28)


n. 2


quanto da lei scritto nei miei confronti, corrisponde alla realtà.
ha però dimenticato di dire, che circa 5 \ 6 prima della mia decadenza, ho dato dimissioni e dal giorno dopo non mi sono più presentato in servizio volutamente senza giustificazione, questo perchè ero consapevole di ciò che facevo all'esterno del carcere,e non volevo che per colpa mia, venisse denigrato l'operato degli agenti in servizio ad asti, che tra l'altro svolge con professionalità, in condizioni non ottimali , e non deve essere il comportamento sbagliato di 4 \ 5 agenti a distogliere l'opinione pubblica dall'operato che gli altri 180 fanno, ligi al proprio dovere, subendo spesso aggressioni fisiche e verbali che portano anche a danni fisici.
Inoltre La informo che le MIE VERITA', hanno portato a delle condanne nei confronti di alcuni agenti,prima difesi a spada tratta da associazioni e sindacati, ora abbandonati al loro destino e denigrati.
Le assicuro che le persone nei video di Crispino, quelle che si rendono anonime, sono anche agenti di polizia penitenziaria, infermieri e dottori, che hanno prestato servizio nei vari istituti.Seguendo un adeguato iter,e facendo le domande giuste alla redazione del corriere della sera, queste persone possono essere rese note,
e credo che resterà sorpreso a scoprire quanti sono agenti, anche anziani.
non basta un mese per poi raccontare ciò che accade,purtroppo per gli agenti, crispino stà portando alla luce fatti incresciosi, che accadono nei carceri,contro i detenuti, ma non c'è nessuno che racconta con fermezza ,all'opinione pubblica, i disagi che vivono tutti i giorni gli agenti.
ne parlano i sindacati, tra di loro e tutto resta dentro 4 mura.
Gli agenti non vanno difesi quando accusati, ma tutelati e difesi tutti i giorni

Di  andrea  (inviato il 11/02/2014 @ 17:15:35)


n. 1


MI PIACE!
Ho visto il pezzo in tv e ti posso dire che concordo in pieno su quanto hai scitto.

Di  ROMERO63  (inviato il 11/02/2014 @ 11:54:04)




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