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Ancora un suicidio: Che ne sara’ di noi?


Polizia Penitenziaria - Ancora un suicidio: Che ne sara’ di noi?

Notizia del 18/06/2012

in Memoria del Corpo

(Letto 4018 volte)

Scritto da: Miguel Cervantes

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Che cosa rimane di Vincenzo Via, assistente di Polizia Penitenziaria, suicidatosi in data 14 giugno 2012 a Trapani? Una macchia di sangue sulla fertile terra di un vigneto alle pendici del Monte Erice, dove una mano pietosa ha deposto 2 rose rosse.

Vincenzo Via aveva 35 anni, moglie e due figli piccoli 4 e 2 anni, faceva servizio a Palermo, al Carcere dell’Ucciardone, un carcere tristemente famoso dove è difficile prestare servizio dignitosamente.

Enzo, così lo chiamavano gli amici, ultimamente aveva dei problemi; chi lo conosceva bene diceva che era “strano”; con la moglie erano sorti dei dissapori che lo avevano portato a separarsi, anche se non ancora legalmente. Era diventato ogni giorno sempre più fragile. Alla fine non ha retto a questa sofferenza che si portava dietro e l’ha fatta finita sparandosi un colpo di pistola al cuore.

Mi chiedo: è possibile che nessuno si sia accorto, in questi mesi, dello stato psichico di questo collega? Poteva essere salvato? E mi chiedo ancora: è possibile che ogni volta che un collega si ammazza la prima domanda che si pone il DAP è: che servizio faceva? Aveva problemi personali o familiari? Come se una risposta positiva a quest’ultima domanda mettesse al riparo il nostro caro DAP da ogni eventuale responsabilità; insomma un modo come un altro per dire: il servizio non c’entra niente. Aveva problemi familiari…. Meno male…..anche quest volta nulla può essere imputato al DAP…

Ogni volta che si uccide un poliziotto penitenziario ho l’impressione che sia solo questo il pensiero della nostra Amministrazione, evitare che si possa fare un collegamento tra evento e causa, dimenticando comunque che tantissimi poliziotti penitenziari hanno latente la sindrome del burn out, per le pessime condizioni lavorative di alcuni istituti, per il logorio continuo del front line con i carcerati sempre più malati, psicotici e problematici.

Cosa si è fatto finora per contrastare il fenomeno dei suicidi?

Hanno riempito di euro le tasche di psicologi che hanno tenuto dei corsi sul benessere organizzativo? SI.

Hanno riattivato le caserme dando ospitalità agli agenti che si separano dalle mogli e hanno difficoltà finanziarie? NO.

Hanno cercato di inserire nel contratto di lavoro la possibilità di accedere ad un anticipo della buonuscita? NO.

Hanno creato delle figure di ascolto all’interno delle carceri? NO.

Insomma, tante chiacchere ma nessun provvedimento concreto. Mi chiedo: visto che continuiamo ad essere nelle mani di “nessuno”, continuando di questo passo, che ne sarà di noi?

 

Scritto da: Miguel Cervantes
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Commenti Commenti dei lettori

n. 10


Vincenzo via vostro collega e mio unico fratello ora e diventato un angelo vi proteggera dall alto e soprattutto continura ha volervi bene cosi come faceva qua.ndo era li con voi.Adorava e credeva nel suo lavoro cosi come adorava e credeva. in tutti voi. che ne fate parte.Ringrazio tutti coloro che si sono stretti al nostro dolore.Con affetto Giusy Via

Di  Giusy  (inviato il 12/01/2013 @ 02:17:29)


n. 9


Mi dispiace tantissimo ,Come a solito a Roma non si interessano di questi casi ,non sono probblemi seri . danno poca importanza e questi sono i risultati.
Cari colleghi di ROMA voi state bene al Dap non leggete i probblemi dei colleghi vi piace stare allo spaccio a dire cazzate buon lavoro.

Di  zak  (inviato il 14/12/2012 @ 10:39:22)


n. 8


COME SEMPRE....AMMINISTRAZIONE E "UOMINI" SEMPRE LATITANTI....non si vede un spiraglio di novita'...di personale..di altro...niente!!!....

Di  BIAGIO  (inviato il 26/06/2012 @ 20:20:03)


n. 7


Onore

Di  gio'  (inviato il 22/06/2012 @ 08:45:03)


n. 6


Sono passati pochi giorni dalla morte del caro collega Vincenzo Via e sembra che per l'amministrazione penitenziaria locale nulla sia accaduto, non una parola di conforto per il personale di polizia penitenziaria operante presso l'ormai precaria struttura borbonica, non un momento di riflessione, di aggregazione, non un nota di vicinanza verso chi opera in condizioni ormai divenute insopportabilmente odiose, indecorose e offensive dell'umana dignità. Tutto tace. Nulla sembra che sia accaduto.
Ma l'aria che si respira è tesa, densa di nuvole sullo sfondo di un fantastico cielo estivo Palermitano, dentro gli occhi dei colleghi leggo lo sconforto profondo, il grido di aiuto che non riesce a tramutarsi in parole poichè ormai le parole sono terminate verso una direzione assente o incapace di rendersi conto delle dinamiche interne dell'istituto il quale lentamente, non solo metaforicamente, sprofonda. E sprofonda anche il senso di aggregazione, compatezza, unità del personale che lavora senza un senso, in assenza di una ragione, demotivati del tutto.
Da queste poche righe voglio tentare di lanciare l'ultimo grido di aiuto a tutti i colleghi d'Italia via web affinchè si voglia tenere vivo continuamente il ricordo dei i nostri caduti, sia per quelli che con la loro ligia condotta istituzionale hanno sacrificato la loro vita sfidando apertamente le varie criminalità sia per collleghi come Vincenzo Via, il quale fino all'ultimo istante ha lavorato instancabilmente e non è stato compreso, capito. Questi sono le nostri morti bianche, questi sono i nostri eroi silenziosi che muoiono consapevolmente molto lentamente senza che nessuna se ne accorga. Desidero che la nostra divisa, fin troppo già macchiata dal sangue, si unisca, si stringa in questi momenti intorno ai nostri eroi, intorno alle loro famiglie che non vanno assolutamente dimenticate. Noi non siamo carne da macello. Un caro saluto a tutti.

Di  Max  (inviato il 20/06/2012 @ 21:43:05)


n. 5


Cara Dora, da quello che scrivi pare si deduca non fai parte del Corpo di Polizia Penitenziaria ovvero dell'Amministrazione penitenziaria. stiamo purtroppo attraversando, anche se fisiologico, una sorta di attraversata del deserto nel senso che, vuoi per l'aumento della popolazione detenuta, vuoi per la scarsità di risorse economiche che ci investono a 360°, l'Amministrazione è costretta a delle scelte anche difficili, forse alla stregua di quelle fatte (per altre motivazioni) negli anni 80 dove le cose furono inversamente proporzionali a quelle attuali. spero sia cosciente (l'Amministrazione) che sta comunque operando nei confronti di persone prim'ancora che di poliziotti. negli anni 80, quelli di piombo, l'emergenza era la sicurezza chiesta a gran voce anche dal popolo Italiano e quindi non si biasimava sul personale che veniva arruolato in maniera esponenziale per far fronte appunto ai gravi problemi di ordine sia fuori che all'interno degli istituti penitenziari, noti a tutti. Ora la priorità è dicevo la razionalizzazione delle risorse anche umane. Tuttavia nel condividere questa politica vi sono dei punti su cui è impossibile prescindere, almeno nell’attuale impostazione detentiva, disciplinata ovviamente dalla Legislazione in vigore. Purtroppo nel pianeta Giustizia il carcere a volte rappresenta l’ultima ruota (anche se vi sono da gestire persone sia di qua che di là dalla sbarre, non dimentichiamolo!) poiché il mondo sovrastante, molto complesso, quello della Magistratura, ripeto molto complesso, assorbe non poche risorse. A questo proposito nei giorni scorsi -14/Maggio/2012 il nostro Ministro ha inviato l’ennesimo richiamo ai Presidenti delle Corti di Appello e ai Procuratori Generali al fine di ottemperare a disposizioni di Legge inerente la movimentazione dei detenuti ovvero dei Magistrati, norma quasi sempre disattesa: richiami che negli anni non hanno sortito effetti. Tornando alla politica penitenziaria non si può più certamente operare nelle condizioni attuali -mancano circa 7.000 Agenti, non vengono garantiti se non a fatica i diritti basilari specie ai turnisti- con questo Ordinamento. Da qui la scelta di un’Amministrazione che a parer mio deve decidersi sul da farsi, senza con questo rendere i penitenziari dei pseudo-hotel (non me ne vogliano i colleghi, il termine è usato solo per far meglio capire la Sig. Dora) in quanto comunque i detenuti devono scontare una pena e nemmeno si possono mettere fuori (come purtroppo sta accadendo) tanti detenuti agli arresti o in detenzione domiciliare, riempendo il territorio di potenziali quanto verosimili, come dire, delinquenti, con tutti gli agi a loro disposizione, per far fronte al costo di quest’ultimi, se detenuti. Non mi sembra corretto nei confronti di chi non delinque e comunque il cittadino questo percepisce. Dall’altro, con l’attuale normativa (non posso ovviamente entrare in particolari operativi) non si possono scaricare a cascata responsabilità o pretendere onerosi carichi di lavoro che nel tempo non sono sopportabili anche dalle persone più disponibili o pronte a sacrifici che a volte diventano inumani, pur all’interno di un rapporto di lavoro garantito.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 20/06/2012 @ 09:53:11)


n. 4


Caro collega,
tu ti sei fatto tante domande ma credimi che non ci sarà nessun dirigente del DAP a darti delle risposte.
Credo che il caro Vincenzo Via non sarà l'ultimo della lunga lista dei tanti colleghi che hanno deciso di togliersi la vita, di questi tristi eventi ne parleremo ancora a lungo. Certo è strano che a giungere a questi gesti estremi siano sempre solo poliziotti, cio' significa che direttori, funzionari, e dirigenti sono piu' forti, o forse, quando hanno un problema sanno da chi farselo risolvere.
Come ha detto il Ministro alla festa nazionale del Corpo,siamo dei piccoli grandi eroi silenziosi, talmente silenziosi che non si accorge mai nessuno quando uno di noi ha un grande problema e ha bisogno di essere aiutato. Funzionari e Dirigenti sono talmente presi dal loro da fare che non possono accorgersi di queste cose a meno che non sei un "amico", un poliziotto sotto la protezione della casta che ormai si sta sviluppando anche tra i nostri funzionari e dirigenti, e se non fai parte della casta ti devi arrangiare non c'è nulla da fare.
Paolo Spano - V. Segretario Provinciale Cagliari
Un caro saluto a tutti


Di  Paolo  (inviato il 19/06/2012 @ 13:20:17)


n. 3


PENSO CHE SIA MOLTO TRISTE QUALUNQUE SUICIDIO, SIA DI UN DETENUTO CHE DI AN AGENTE , LA VOSTRA AMMINISTRAZIONE NON VI TUTELA, E NON TUTELA NEMMENO LO STATO PSICHICO DEI DETENUTI, IO IN QUESTI CASI NON VEDO PIU' CARCERATI E...CARCERIERI, MA SOLO ESSERI UMANI DEGNI DI RISPETTO E DI TUTELA.

Di  DORA  (inviato il 18/06/2012 @ 21:56:48)


n. 2


Caro Collega, (premetto che con il collega Enzo, fino al giorno prima del suicidio, aveva espletato servizio "nuovi giunti", posto di servizio vicino l'Ufficio Matricola, posso solo dire un collega disponibilissimo, sempre pronto ad aiutare gli altri), l'Amministrazione si preoccupa solo dei detenuti che si suididano o che tantanto di suicidarsi, non ci interessa niente del personale di Polizia Penitenziaria, siamo soli in questa giungla, per cui ci dobbiamo sostenere da soli.

Di  Nico66  (inviato il 18/06/2012 @ 18:24:00)


n. 1


Che ne sarà di noi ?
Non lo so di cosa sarà di noi resta il fatto che siamo abbandonati a noi stessi dentro gironi infernali come la cc ucciardone, cc regina coeli ed altri simili istitui ove le condizioni lavorative sono divenute insopportabili, indecorose, offensive per la dignità umana e per chi lavora e per chi deve espiare una pena. Mi chiedo a 20 dalla riforma questi sono i risultati che l'amministrazione ha ottenuto ?

Di  Max  (inviato il 18/06/2012 @ 17:01:35)




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