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Architettura penitenziaria e partite di calcetto: inutili allarmismi per inesistenti allusioni


Polizia Penitenziaria - Architettura penitenziaria e partite di calcetto: inutili allarmismi per inesistenti allusioni

Notizia del 14/04/2017

in Architettura penitenziaria

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Scritto da: Domenico Alessandro De Rossi

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L’amico architetto Cesare Burdese, mai chiamato in questione nella mia intervista e ignorato nei miei precedenti articoli, ha richiesto alla Redazione che venissero pubblicati tutti i suoi interessi in materia di architettura penitenziaria, confidando nell’attenzione dei lettori nel leggere il suo curriculum.

Intervista all'Architetto De Rossi: la replica dell'Architetto Burdese

Per quanto riguarda le supposte allusioni che, secondo l’illustre professionista, avrei espresso all’intervistatore ritengo di non dover rettificare alcunché, nella certezza che le procedure del “calcetto”, a cui erroneamente si alluderebbe, non riguardano la persona dell’architetto, né altre in modo particolare.

Semmai le mie affermazioni sono segnatamente da riferire al pronunciato del ministro Poletti ed al criticabile costume di una parte della burocrazia italiana, che troppo spesso privilegia sistemi di relazioni ed amicizie rispetto agli effettivi meriti. Quanto poi alla valutazione delle personali esperienze non è questo né il luogo, né l’interesse della rubrica, approfondire e confrontare. Meno che mai la certificazione curriculare quale prova “muscolare” delle diverse capacità professionali.

Certo è che laddove possono essere affidati importanti incarichi professionali da parte della PA, i migliori strumenti di trasparenza quando passanti per i concorsi pubblici sono o dovrebbero diventare il luogo più idoneo e chiaro per non dare adito a sospetti, recriminazioni, amarezze, di chi nonostante i titoli, oggi, risulti escluso. In proposito il dubbio aumenta in presenza di consulenze quando vengono affidate a titolo gratuito. Ciò che non si paga non vale e se vale allora deve essere opportunamente pagato: “tertium non datur”.

In Italia oggi ci si può lamentare di tutto, per diversi motivi che possono intervenire prima, durante e dopo, nel relativo tempo della nostra esistenza. Per esempio l’apparire e non apparire ma in altro modo esserci, pubblicare e non pubblicare articoli e libri. Ci si può irritare anche per le varie quanto odiose tipologie di “conventio ad escludendum”: procedure odiose che naturalmente che possono capitare a tutti. Me compreso.

Una riflessione aggiuntiva, storica e di carattere generale comunque è d’obbligo.

Mi risulta che prima del contestato disegno messo a gara in questi giorni per Nola, al tempo del Commissario straordinario Angelo Sinesio, fosse stato redatto un altro progetto soprannominato dai più critici addetti ai lavori a schema di “farfalla”. Schema ben lontano dai principi di un corretto modo di concepire l’architettura penitenziaria. Sarebbe interessante capire per quale motivo, all’epoca, non si sia verificata alcuna pubblica critica, né una vigorosa e pubblica protesta in difesa dei principi di un modo diverso di concepire l’architettura penitenziaria.

Inspiegabilmente assistiamo oggi che si è ritenuto utile invece scomodare l’università, promuovere convegni e manifestazioni per criticare il progetto messo a gara per Nola, comunque di molto migliore rispetto alla “farfalla”. E’ comunque evidente che nel corso del tempo il leggere libri aumenta motivazioni e più acute sensibilità culturali, sensibilizza a visioni sistemiche più aperte aprendo a scenari talvolta nascosti ai più. Fermo rimane un fatto: scrivere testi e corposi manuali, soprattutto a futura memoria, è cosa che riteniamo essere giusta per l’allargamento dell’orizzonte professionale.

Soprattutto in Italia.

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Scritto da: Domenico Alessandro De Rossi
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n. 5


Sull'isola di Favignana in cima alla montagna c'è il castello di Santa Caterina si dice che fosse stato utilizzato come prigione consiglio al geometra all'architetto all'ingegnere di visitarlo perché sicuramente farà comprendere e capire ciò che va bene e ciò che non va bene in materia edilizia penitenziaria

Di  Anonimo  (inviato il 18/04/2017 @ 22:12:23)


n. 4


Desidero ringraziare GB DE BLASIS. spero segua comunicato indirizzato al DAP per spronare a velocizzare la scelta della nuova costruzione… per la gioia dei Colleghi che possono così tornare in sede, per la gioia dei 17 Colleghi che hanno fatto interpello per l’istituto camerte (e altri ne seguiranno)…ma soprattutto per la gioia di tutti i cittadini del Comune di Camerino

Di  nexuno  (inviato il 18/04/2017 @ 19:52:16)


n. 3


Condivido con GB de Blasis , costruire nuovi istituti permettono di lavorare in condizioni migliori , ci sono istituti penali vecchi e costosi che in altri paesi civili non esisterebbero più da decenni , tenere in funzione istituti penali sulle isole minori e una totale dispersione di risorse economiche e di personale di polizia si immagini il costo di tradurre un ospite da Favignana Porto Azzurro Pianosa presso l'ospedale il tribunale oppure in permesso con scorta sono costi non indifferenti e comunque ci sono le condizioni del mare che non sempre consentono la navigazione.

Di  Anonimo  (inviato il 15/04/2017 @ 23:32:26)


n. 2


@nexuno
non esistono argomenti fuori tema su questo sito, quando si riferiscono alla Polizia Penitenziaria.
Il Sappe non può che essere favorevole alla costruzione di un nuovo istituto a Camerino, perché il Sappe è sempre e comunque favorevole alla costruzione di nuovi istituti penitenziari per dare più dignità all'esecuzione penale e, soprattutto, per dare migliori condizioni di lavoro ai poliziotti penitenziari.
Ben venga, quindi, il nuovo istituto di Camerino.

Di  GB de Blasis  (inviato il 15/04/2017 @ 18:04:01)


n. 1


Forse sono in off-topic, apprendo la notizia sulla possibile costruzione di un nuovo istituto penitenziario nel Comune di Camerino. Spero che il nostro Sindacato faccia un comunicato a favore, sarebbe finalmente una gioia per i Colleghi che vogliono tornare nell'istituto da dove sono stati "strappati" e dopo tanta sofferenza passata e che continuano a passare dopo le note tragedie. Sarebbe utilissimo anche per l'economia del luogo, messa davvero a dura prova.

Di  nexuno  (inviato il 15/04/2017 @ 17:49:35)




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