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Assegnazioni sedi ai vice commissari del terzo corso ruolo ordinario: la discriminazione fondata sulla disabilità


Polizia Penitenziaria - Assegnazioni sedi ai vice commissari del terzo corso ruolo ordinario: la discriminazione fondata sulla disabilità

Notizia del 25/09/2013

in Diritto&Diritti

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Quali sono i doveri della P.A. rispetto all'inserimento in organico dei vincitori di concorso, in osservanza dell'art. 97 della Carta costituzionale?

Può la p.a. sovvertire l’ordine della graduatoria finale di un concorso pubblico e derogare così alle regole del bando di concorso a favore di concorrenti che prestano assistenza continuativa ed esclusiva a soggetti portatori di grave handicap?

Illuminante per la risoluzione del quesito risultano le recenti sentenze del Consiglio di Stato (Cfr., in particolare, sentenza 18/10/2011, n. 5611).

All’uopo, i Giudici chiariscono: in sede di assegnazione delle sedi ai vincitori di concorso la P.A. non ha alcun potere discrezionale di “gestione” dei procedimenti e di valutazione delle diverse situazioni, in quanto l’assegnazione è l’atto conclusivo di un tipico procedimento concorsuale, che è regolato dal bando e dai principi costituzionali di cui all’art. 97 Cost. II co.

Pertanto, “l’ordine della graduatoria è principio di diritto espressione del buon andamento e imparzialità di cui all’art. 97 Cost.” 

In linea generale, continuano i Giudici di Palazzo Spada, deve rilevarsi che la regola dell'attribuzione delle sedi dei vincitori in esito alla posizione assunta da ciascuno di essi in graduatoria è espressamente sancito dall'art. 16 comma 3, dell’Ordinamento del Corpo della Polizia Penitenziaria di cui al d.lgs. 30 ottobre 1992 n. 443, il quale testualmente stabilisce che «la nomina …  è conferita... secondo l'ordine della graduatoria risultante dagli esami di fine corso».

Analogamente, l’art. 9, comma 4, del d.lgs.  n. 146 del 2000 e il bando di concorso n. 43 del 09 giugno 2006 all’art. 18 testualmente recitano: “I vice commissari penitenziari in prova che hanno superato gli esami finali del corso sono nominati vice commissari penitenziari. Essi  prestano  giuramento  e  sono  ammessi  al  ruolo direttivo ordinario  del  Corpo  di  polizia  penitenziaria secondo l'ordine di graduatoria dell'esame di fine corso”.

Tale principio è stato poi confermato, sotto il profilo generale, dall’art. 28, I° comma, del Regolamento recante norme generali per svolgimento dei concorsi e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi di cui al D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487 :“le amministrazioni e gli enti interessati procedono a nominare in prova e ad immettere in servizio i lavoratori utilmente selezionati, anche singolarmente o per scaglioni, nel rispetto dell'ordine di avviamento e di graduatoria integrata."

Il criterio dell' assegnazione delle sedi di concorso ai vincitori secondo l'ordine di graduatoria assurge dunque al rango di principio normativo generale della materia che quindi opera anche nei casi in cui non sia espressamente previsto dal bando. In conseguenza, la scelta della sede tra quelle non ancora occupate da chi lo precede, è un legittimo interesse giuridico del vincitore.

Pertanto, in ossequio alla pronuncia del C.d.S. si può senz’altro affermare:

la P.A. non ha alcun potere discrezionale di “gestione “nella assegnazione delle sedi ai vincitori di concorso, in quanto si tratta di un tipico procedimento concorsuale come tale strettamente regolato dal bando.

Deve dunque essere escluso che l’Amministrazione possa legittimamente derogare alla tassatività dell’ordine di graduatoria e modificare ad libitum i criteri di assegnazione dopo la formale indizione della procedura concorsuale.

Esemplare risulta anche l’interpretazione fornita dal C.d.S in merito alla normativa di cui all'art. 33 comma 5 l. 5 febbraio 1992 n. 104.

Al riguardo basti ricordare che il diritto di scelta della sede di lavoro, assicurato al lavoratore che assista con continuità un familiare handicappato convivente, non costituisce un titolo preferenziale o una prelazione in favore del lavoratore vincitore di concorso, e non consente mai di sovvertire l'ordine di assegnazione delle sedi secondo la graduatoria finale. La norma in esame prevede infatti che l’esercizio del relativo diritto concerna esclusivamente posti di lavoro vacanti, ulteriori rispetto a quelli assegnati ai vincitori del concorso (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 23 giugno 2008 n. 3147).

Si auspica, pertanto, la pedissequa applicazione dei principi stabiliti dal C.d.S, al  fine di evitare i disagi che all’ Amministrazione Penitenziaria potrebbero derivare dalla lesione dei diritti legittimamente maturati dai vice commissari del terzo corso RDO e dai conseguenti ricorsi giurisdizionali volti alla tutela dei diritti medesimi.

 

 


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n. 3


l'illuminante sentenza del Consiglio di Stato rende evidente a tutti che ove mai l'Amministrazione non dovesse ad essa adeguarsi si esporrà a numerosi ricorsi che altra conseguenza non avranno se non quella di rendere ancor più farraginosa la tanto attesa assegnazione presso le sedi spettanti.

Di  avvocato  (inviato il 26/09/2013 @ 12:23:23)


n. 2


L'amministrazione deve, ispirandosi ai canoni di corretta e imparzialità, rispettare ila graduatoria di un concorso. Questo ovviamente per tutti i concorsi.
Io rispetto i problemi dei colleghi, ai quali esprimo solidarietà, ma questo non deve andare a discapito degli altri.

Di  giustizia  (inviato il 26/09/2013 @ 08:55:59)


n. 1


Credo che l'assegnazione dei Commissari, come del resto dell'altro personale, deve assolutamente avvenire nella pianta organica dell'Istituto o servizio destinato, poi le 104 devono essere inserite una una P.O. che dovrà essere fatta per tutti gli istituti o servizi.

Di  COLONNELLO  (inviato il 25/09/2013 @ 10:17:09)




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