Gennaio 2017
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Avanzamenti regalati: io ho ormai ho perso la fiducia, ma non la voglia di combattere per le regole uguali per tutti


Polizia Penitenziaria - Avanzamenti regalati: io ho ormai ho perso la fiducia, ma non la voglia di combattere per le regole uguali per tutti

Notizia del 20/05/2016

in Dalle Segreterie

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Scritto da: Interventi ricevuti

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Cara Redazione, ti scrivo perché dopo 27 anni di servizio non so più cosa pensare e soprattutto a cosa credere.

Ti scrivo affinché possa raccogliere il mio sfogo, la mia voce, e farla tua, in nome della rettitudine, della onestà e della professionalità di tanti altri colleghi come me.

Dopo l’ennesima disarmante notizia degli “avanzamenti regalati ai furbetti”, che non hanno compiuto nulla di eroico o di memorabile, bensì svolgono ordinariamente le loro funzioni come la massa, ma a differenza di quest’ultima, si trovano vicini ai gruppi di potere, ho deciso di dare voce alla mia amarezza ...

Questo è lo sfogo di chi come me, in tanti anni, ha cercato sempre di credere nei propri sogni e negli ideali che gli venivano insegnati, per ritrovarsi, ora, con un pugno di mosche in mano, disilluso e sconfortato, senza più sogni né ideali.

Questo è lo sfogo di chi ha sempre ritenuto che la parola premialità dovesse coniugarsi con impegno, con rendimento e con risultato, concetto peraltro molto sostenuto nella recente legislazione.

Peccato che le regole, anche le più sostenute, valgano solo per le persone più "sfigate", condannate a restare nella polvere e non sull’altare, perché ritenute scomode, senza protezione né raccomandazione.

Questa è la mia storia, una storia tra tante, forse banale rispetto a quella di altri colleghi, che, con il loro profondo impegno, la loro sentita dedizione e spirito di sacrificio, hanno contribuito alla realizzazione di quegli ideali (nei quali io ormai non credo più) mettendo a disposizione la loro immagine e la loro professionalità in modo assolutamente gratuito, senza ricevere nulla in cambio.

Mi sono trovato spesso di fronte al pericolo vero e proprio, fronteggiando situazioni estremamente rischiose, e ritrovandomi alla fine di tutto sempre danneggiato e beffato nello spirito. Eppure ho sempre continuato a crederci.

Ho avuto la fortuna, più di una volta, di salvare la vita ai detenuti, sia in istituto e anche in tribunale, quando ancora le traduzioni venivano effettuate dai Carabinieri.

Paradossale fu che, in questa occasione, di tutta risposta dall’Amministrazione, non arrivò alcun encomio né null’altro. Ma solo l’obbligo di sottopormi al test dell’HIV al fine di scongiurare il pericolo di eventuali denunce da parte del detenuto.

Ho subito anche minacce da esponenti della criminalità organizzata e dalle loro famiglie e sono rimasto solo, senza che nessuno si facesse carico del pericolo che correva la mia persona. Mentre ho assistito personalmente alle famose buste anonime con dentro un bossolo, indirizzate ai dirigenti all'approssimarsi dello scadere del loro "programma di protezione" che gli facevano prolungare il periodo di tutela e addirittura la scorta; utili solo per placare i loro complessi di inferiorità.

Nel mio peregrinare da una sede all’altra, da un istituto all’altro, dal G.O.M., alla sede centrale, sono stato fautore, solo e insieme ad altri colleghi, di numerose iniziative volte ad accrescere il prestigio dell’Amministrazione, realizzando spesso risparmi di spesa nell’ottica della “spending rewiev”.

E tutto questo passando sempre inosservato nonostante la pubblicità e la risonanza che certi eventi hanno comunque procurato.

Tutto ciò fa parte dei rischi del mestiere? Tutto ciò rientra nel tipo di lavoro che mi sono scelto? Sì, certo.

Ma allora, per l’ennesima volta, all’ennesima beffa, mi domando di nuovo: perché ciò che per molti è ordinarietà che passa inosservata per altri diventa sinonimo di premialità e di riconoscimento?

Perché le azioni, le più quotidiane, svolte solo da determinati personaggi, vengono fatte passare come le più eroiche e le più meritevoli, quando nulla hanno di eroico né di meritevole?

Cara Redazione, è ora di farla finita. Di farla finita sul serio. Di rendere merito solo a chi vada veramente reso merito. Solo a chi, al di fuori del servizio, ha compiuto o ha sventato chissà quale pericolo per spirito di mera abnegazione e non per ottenere una contropartita in cambio.

E’ora di farla finita. Almeno noi, che ancora abbiamo una dignità da difendere, non arrendiamoci! Non diventiamo schiavi del servilismo più subdolo. Non diventiamo complici di questi sporchi giochi.

Combattiamo affinché le regole siano per tutti uguali. Affinché vi sia ancora un briciolo di speranza che quegli ideali tanto osannati nei comunicati, nelle ministeriali, nei corsi di formazione, abbiano ragione di esistere.

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 15


Furbetti.... CU CU'

Di  Anonimo  (inviato il 26/05/2016 @ 21:23:41)


n. 14


Bravo PASQUINO, emozionante la storia di Nicola.
Peccato che la storia dei FURBETTI non sia di eroismo MA di LECCHINAGGIO

Di  Anonimo  (inviato il 26/05/2016 @ 16:46:42)


n. 13


leggete l'articolo e noterete le differenze....

http://www.leggo.it/news/italia/nicola_barbato_video_facebook_ferito_napoli-1755785.html

Di  PASQUINO  (inviato il 26/05/2016 @ 08:09:02)


n. 12


Buon giorno redazione.
Un'articolo per ricordare il dott. Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta?
GRAZIE di cuore

Di  anonimo  (inviato il 23/05/2016 @ 08:43:47)


n. 11


Purtroppo, questo assioma è divenuto metastatico all'interno dell'amministrazione, gli amici, parenti,figli e figli dei figli, dei papabili del DAP, hanno avuto ed avranno sempre una corsia privilegiata. Chi sta in periferia e opera in prima linea, ha l'odore della galera addosso, pochi ne conoscono l'essenza, pertanto vengono percepiti come persone di basso livello a cui nulla è concesso. Credo che ognuno di noi, conosca persone e personaggi che celandosi dietro una sigla sindacale ed animati da un egoismo irrefrenabile continuano a soddisfare i propri interessi personali. Sappiamo tutti, chi occupa i posti non istituzionali e tutti conosciamo i loro nomi e nonostante ciò in perfetto stile" meridiomertoso", taciamo e spesso non vediamo,salvo poi piangerci addosso. Siamo tutti noi che permettiamo tutto questo, usciamo dall'omertà e denunciano fatti e circostanze, rompiamo il c..., a questi corrotti, facciamo sentire la nostra voce. Io il mio contributo, seppur modesto, lo sto dando e per contro come da copione,sto subendo diversi atti vessatori, questo mi da ancora più forza per reagire e lottare contro questo sistema clientelare fermo alle calende greche. Ovviamente la strada impervia è quella più pericolosa e piena di imprevisti, ma la gratificazione che si ha quando si arriva al traguardo ha sapore e sensazioni ben diverse. Mi ripeto quindi, usciamo dal buio e dall'omertà e facciamo rispettare le regole in fondo questo è il nostro compito, non aspettiamo che altri facciano per noi.

Di  luca  (inviato il 21/05/2016 @ 17:00:45)


n. 10


Ma, la segreteria come vuole difenderci?
Una manifestazione il 2 giugno???

Di  Anonimo  (inviato il 21/05/2016 @ 13:58:33)


n. 9


Caro sindacato, se pensate di essere corretti nel solo denunciare i fatti accaduti MA poi, li accettate... di questo sistema corrotto, FATEVI UNA DOMANDA ??? la risposta sta dentro ognuno di VOI.

Di  Anonimo  (inviato il 21/05/2016 @ 13:42:37)


n. 8


Anche io l'ho persa.....la SPERANZA PER LA MERITOCRAZIA !!!
Vedete cari colleghi, ci indigniamo e purtroppo arrabbiamo, ma non sarà mai abbastanza per far cambiare qualcosa in questo mer....di paese.
Sono sempre andati avanti i leccapiedi, esseri viscidi e striscianti del dirigente di turno. Capii sin dal lontano 1991 che andavano così le cose.
MAI!
NON LO FARO' MAI.........meglio morto che LECCHINO!!!

Di  anonimo  (inviato il 20/05/2016 @ 16:55:52)


n. 7


Ha perfettamente ragione e complimenti per la nota. E' ora di farla veramente finita. La cosa più assurda e che nessun sindacato intervenga in merito; forse perché "sono amici degli amici?". Perché i "furbetti" hanno contribuito ad alimentare le tessere nel corso degli anni oppure hanno aiutato qualche sindacalista ad imboscarsi (tutt'oggi ancora imboscati e che dice che lavora in sezione in realtà è sempre in permesso sindacale). E' ora di farla finire. State distruggendo la parola sindacato. Vergogna all'amministrazione e vergogna anche a voi sindacalisti.

Di  peppe  (inviato il 20/05/2016 @ 15:13:26)


n. 6


http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/lavoro-famiglia/repubblica-raccomandati/repubblica-raccomandati.html

Di  Anonimo  (inviato il 20/05/2016 @ 11:47:42)


n. 5


sono d'accordissimo con informatico 007....
e comunque mi unisco al grido: FACCIAMOLA FINITA!!!!!
SINDACATO FAI QUALCOSA!!! MA CONCRETAMENTE PERO'!!!!!!!

Di  Anonimo  (inviato il 20/05/2016 @ 11:27:22)


n. 4


Purtroppo la logica del potere è inesorabile e quanto denunciato dal collega, non mi sorprende. Troppe divisioni e troppe identità incerte, dirigenti passeggeri ed incapaci, ed anche impossibilitati, ad identificarsi con le problematiche del personale che "governano", dai quali hanno solo interesse a spremerne il succo del loro lavoro per raggiungere gli obiettivi annuali cui è legata la relativa - corposa - remunerazione aggiuntiva. Senza vergogna poi le motivazioni per le promozioni, esercizi di retorica burocratica per sostenere l'insostenibile, ovvero le grandi capacità ed i meriti straordinari degli yesmen del potente di turno, mentre vengono dimenticati i veri eroi del quotidiano impegno. Comunque benvenuti al DAP, dove l'EROISMO è normalità e lo STRAORDINARIO è abitudine.

Di  Giovanni  (inviato il 20/05/2016 @ 11:15:04)


n. 3


Hai la mia completa solidarietà ma voglio ricordare che insieme al personale di polizia penitenziaria, collabora personale del comparto ministeri che spesso e volentieri viene semplicemente "ignorato" per qualunque avanzamento/promozione, anzi spesso accade esattamente l'opposto : - \

Di  informatico007  (inviato il 20/05/2016 @ 10:04:29)


n. 2


L'unico modo per uscirne è che l'Amministrazione inizi a comprendere le proprie vicende interne e diventi veramente meritocratica.

Di  Anonimo  (inviato il 20/05/2016 @ 09:12:02)


n. 1


Che dire... è la sacrosanta verità !!! allora non ci lamentiamo quando ci dicono che siamo diversi dalle altre forze di polizia perchè LO SIAMO !!! nessuno premierebbe un carabiniere o un finanziaere per aver compiuto meramente il proprio dovere, perchè di questo si tratta, di COMPIERE IL NOSTRO DOVERE !!!
Premiare chi "piscia" dentro il water solo perchè è "amico" del potente è davvero imbarazzante per la nostra amministrazione.
Vi dico la verità...ormai ho perso la speranza nelle MERITOCRAZIA !!!

Di  Anonimo  (inviato il 20/05/2016 @ 09:10:02)




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