Gennaio 2017
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Aveva ragione Gratteri, il Dap va abolito


Polizia Penitenziaria - Aveva ragione Gratteri, il Dap va abolito

Notizia del 22/07/2016

in Il Pulpito

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Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Poco tempo dopo aver assunto l’incarico di Capo del Governo, Matteo Renzi chiamò il Procuratore Aggiunto di Catanzaro Nicola Gratteri affidandogli l’incarico di buttar giù una bozza di proposta di riforma della giustizia. Era il mese di giugno del 2014 e soltanto a gennaio del 2015 Renzi ricevette quella bozza accuratamente e dettagliatamente elaborata. 

Tra le tante articolazioni della giustizia, Gratteri si occupò anche dell’esecuzione penale e, a tal riguardo, ebbe modo di dire che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è un carrozzone inutile, buono solo per elargire stipendi esagerati a una dirigenza della quale il sistema penitenziario italiano potrebbe benissimo fare a meno. Insomma, secondo Gratteri il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria andrebbe abolito. 

Com’è molto facile immaginare, Nicola Gratteri non è molto popolare a Largo Luigi Daga. Purtroppo per noi, Nicola Gratteri non è simpatico nemmeno a via Arenula, dove sia il Ministro Orlando che il Capo di Gabinetto Melillo non hanno affatto gradito l’invasione di campo del magistrato calabrese in una materia, la riforma della giustizia, che ritengono loro esclusiva competenza. 

Per questa ragione, la sua proposta di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria, da trasformare in Polizia di Giustizia, è stata osteggiata fin dall’inizio. Del resto, non potevamo certo pretendere che la pletora di dirigenti e magistrati che dirigono il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si togliessero soldi e potere da soli... 

In effetti, l’unica speranza per noi poteva (e potrebbe) essere proprio quella di demandare ad una autorità esterna la facoltà di predisporre una riforma. L’occasione poteva anche essere quella del riordino delle carriere delle forze di polizia ma anche qui, purtroppo, al tavolo delle trattative siedono - sempre e comunque - i dirigenti del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. 

Il Corpo di Polizia Penitenziaria, pur non essendo forza armata con le stellette, è (o dovrebbe essere) un’organizzazione militarmente organizzata. Tuttavia, per avere strutture e gerarchie militarmente organizzate la catena di comando deve essere composta interamente da personale in uniforme. 

Le nostre gerarchie, invece, sono ibride laddove le nostre responsabilità di comando arrivano solo fino a dove cominciano quelle dei dirigenti penitenziari e dei magistrati. Insomma, come dire che la Polizia Penitenziaria è buona solo per eseguire gli ordini di altri. Questo Nicola Gratteri l’aveva capito bene, ed è perciò che aveva dedotto che la dirigenza penitenziaria e l’intero dipartimento dell’amministrazione penitenziaria erano “inutili” nell’economia dell’amministrazione dell’esecuzione penale italiana. 

Più o meno quello che noi del Sappe andiamo dicendo da venticinque anni a questa parte. 

A comprovare questo teorema basta citare la vicenda della Legge Meduri con la quale la dirigenza penitenziaria ha riformato se stessa, auto concedendosi benefici economici e di carriera. Così come la stessa dirigenza penitenziaria ha riorganizzato il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria col D.M. 2 marzo 2016, appropriandosi anche di quei pochissimi posti di funzione che erano rimasti – per residualità – alla Polizia Penitenziaria. Insomma, ce ne dobbiamo fare una ragione ...fino a quando al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria il potere sarà in mano ai dirigenti penitenziari non ci può essere alcuna speranza di riorganizzazione in termini di efficienza, efficacia e funzionalità per il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Quindi, più che sprecare i nostri sforzi nel cercare di cambiare dall’interno un sistema che ci sta stretto e ci mortifica, dobbiamo concentrarci all’esterno del carrozzone, ad esempio al tavolo del riordino, rinnovando il nostro impegno su progetti come quello del passaggio al Ministero dell’Interno o, meglio ancora, su riforme come quella di Nicola Gratteri che ci voleva trasformare in Polizia di Giustizia. 

L’obiettivo finale, ad ogni modo, deve essere proprio quello di abolire il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria senza il quale – ne siamo convinti – la gestione e l’amministrazione delle carceri italiane sarà sicuramente migliore e più efficace.

 

Nicola Gratteri: stanno rimettendo mano all''ordinamento penitenziario ma nel modo esattamente opposto alle mie proposte

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 8


Condivido quanto scritto da de blasis. Mauro Palma è dalla parte della Polizia Penitenziaria. Questo perché, e credo di non sbagliarmi, la polizia penitenziaria da un lato ed il prof.palma unitamente all'associazione antigone, dall'altra, rincorrono obiettivi diversi realizzabili attraverso una strada comune ossia lasciare alla polpen funzioni di controllo di polizia sul l'esecuzione penale (polpen fare in modo di esercitare più funzioni di polizia e meno di custodia, in quanto anche a livello europeo tale ultima attività viene bene svolta anche da corpi privati; e l'associazione antogone quello di rendere il carcere più conforme ai principi europeo tramite tale smilitarizzazione) Purtroppo questa visione non piace ai nostri dirigenti, che avrebbero continuato a svolgere le loro funzioni di vertice perdendo il controllo di una forza di polizia nazionale. Purtroppo anche il progetto gratteri mi ha deluso, in quanto per acquisire le nuove funzioni all'esterno non era necessario perdere funzioni di pg generali e soprattutto l'appellativo polizia. Sono convinto che tutte le belle promesse dell'esecuzione e dei controlli all'esterno, era solo un modo per confondere le acque su una riforma che affossava definitivamente le funzioni di polizia del corpo. Noi attualmente siamo carenti solo di immegine, ma abbiamo tutti i poteri delle altre ffpp. Se fosse passata la riforma avremmo svolto in concorso le funzioni degli US Marshall, che in realtà sono assai limitate, riguardando solo attività di scorta.... Potevamo riempirci la bozza solo con il nome... E neanche visto che saremmo entrati a far parte del CORPO e non nella polizia della giustizia

Di  Alfonso  (inviato il 22/07/2016 @ 16:01:56)


n. 7


@ anonimo
Credo tu ricordi male …
Noi abbiamo criticato la bozza che è uscita dal tavolo 15 degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, non il progetto iniziale di Gratteri, che era un’altra cosa.
Non abbiamo mai “sponsorizzato con forza” il prof. Mauro Palma come Capo Dipartimento, anche se non abbiamo accolto male la sua nomina a vice capo (quella che poi non è stata mai perfezionata).
Ad ogni modo, per sgombrare il campo da ogni equivoco ti posso dire che a me personalmente piaceva molto la riforma immaginata da Gratteri perché ambiva a creare un nuovo Corpo di Polizia Penitenziaria (la Polizia di Giustizia) altamente qualificato, ad immagine e somiglianza degli US Marshals.
Non mi piace per nulla, invece, il guazzabuglio che è uscito dal tavolo 15 degli stati generali perché, usando il progetto di Gratteri come pretesto, mi sembra solo un maldestro tentativo di utilizzare il pessimo nome di Corpo di Giustizia per includere tutti i profili professionali penitenziari nel comparto sicurezza, al solo fine – a mio avviso – di estendergli i benefici contrattuali senza chiedergli, però, di assolvere agli obblighi e ai doveri di un poliziotto (un po’ come hanno fatto fino ad ora i direttori).
Per quanto riguarda il Prof. Palma, infine, conoscendolo personalmente, ti posso dire soltanto che sarebbe stato davvero un ottimo capo Dap … fidati. Ovviamente, si tratta della mia opinione personale che, purtroppo, non avremo mai modo di verificare.



Di  GB de Blasis  (inviato il 22/07/2016 @ 15:41:09)


n. 6


Ma scusa a Gianni se non ricordo male non eravate voi del sappe a criticare la bozza Gratteri e sponsorizzare con forza come capo dipartimento l'attuale garante dei detenuti dott, Mauro Palma o ricordo male ?

Di  Anonimo  (inviato il 22/07/2016 @ 15:05:19)


n. 5


Ritengo che Gratteri e soprattutto Ardita abbiano fatto un grande errore politico e se avessero presentato una riforma che
Avesse mantenuto la denominazione di Polizia e soprattutto le attuali funzioni generali di polizia giudiziaria generale in aggiunta alle nuove all'esterno avrebbe avuto il consenso di tutti i sindacati e dei 40000 poliziotti penitenziari e delle loro famiglie. Hanno perso una occasione. Peccato. Infatti prima di vedere la bozza del progetto, tutti avevamo osannato gratteri e la sua presentazione del progetto. Fortunatamente i sindacati e la polpen sanno leggere, e soprattutto discernere le riforme utili dai meri specchietti per le allodole. Penso che in futuro ci penseranno due volte prima di proporre la perdita della denominazione polizia e delle sue funzioni di pg generali, vista la reazione unanime che ha suscitato

Di  Alfonso  (inviato il 22/07/2016 @ 10:20:09)


n. 4


La riforma Gratteri andava nella direzione giusta. Quella di Ardita no per le ragioni già espresse nel commento precedente. Probabilmente il fatto che i due si siano spesso presentati insieme a diverse presentazioni di libri, ha generato un po' di confusione.

Di  Anonimo  (inviato il 22/07/2016 @ 10:05:21)


n. 3


Condivido il testo dell'acuto De blasis. Tuttavia volevo sottolineare come non sia tutto oro ciò che luccica. Purtroppo, senza voler dubitare nelle sue buone originarie intenzioni, occorre dire che anche la riforma Gratteri, per colpa della nefasta influenza dei membri, uno in particolare, della nota commissione, la bozza si è rivelata un flop contrario e pericoloso per il futuro della polpen. Basti pensare che :
volevano eliminare anche il termine Polizia, guadagnato col sangue( corpo di giustizia anziché polizia della giustizia! );
Ed inoltre, mentre le nuove funzioni all'esterno sarebbero state funzioni eventuali, esercitate in CONCORSO con le altre ffpp ed infatti senza implemento di personale vi mediatamente attuativa era la parte del progetto che cancellando la possibilità di continuare ad essere forza di polizia dello stato con funzioni di pg generali, avrebbe conservato le stesse alla polpen SOLO durante il servizio! In tal modo saremmo stati estromessi anche dal novero del comparto di sicurezza, e dall'unica speranza che ormai rimane, ossia il riordino, in quanto non più forza di polizia con funzioni generali. Pertanto condivido lo scritto dell'ottimo dirigente del Sappe , Deblasis, ma non esalterei la riforma ARDITA-gratteri, che oggettivamente avrebbe peggiorato il nostro status di poliziotti.condivido che L'unica soluzione sia il passaggio al ministero dell'interno. Grazie

Di  Alfonso  (inviato il 22/07/2016 @ 09:51:06)


n. 2


Quanti soldi al vento, Gratteri attento la tua politica, non piace alla dirigenza del D.A.P. in quel palazzo si decidono tanti progetti, per far si che nulla cambi. Noi della Polizia Penitenziaria, non abbiamo bisogno dei dirigenti strapagati del D.A.P. noi abbiamo il bisogno di persone, che stiano dalla nostra parte, che indossino la divisa con onore.

Di  Piermattia  (inviato il 22/07/2016 @ 09:33:43)




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