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Aveva ragione Umberto Eco, Facebook ha dato diritto di parola agli imbecilli


Polizia Penitenziaria - Aveva ragione Umberto Eco, Facebook ha dato diritto di parola agli imbecilli

Notizia del 02/02/2018

in Il Pulpito

(Letto 1771 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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“Un contadino aveva due asini da utilizzare per il trasporto delle merci da vendere al mercato.

Uno dei due era sfaticato e, furbescamente, fingeva di essere sofferente e malfermo sulle gambe per evitare che il padrone gli affidasse carichi troppo pesanti.

Un giorno il contadino dovette portare al mercato un carico di sale ed uno di spugne.

Credendo che l’asino furbetto fosse mezzo infermo gli assegnò il carico di spugne, caricando quello di sale sull’altro animale.

Durante il viaggio, il povero somarello carico di sale ansimava e faticava ad andare avanti.

Il furbetto, invece, trotterellava leggero prendendo in giro lo sfortunato compagno che si ammazzava di fatica.

Ad un certo punto, però, arrivarono davanti ad un fiume molto profondo che sbarrava la strada e furono costretti ad attraversarlo.

Entrati nel fiume l’acqua sommerse i carichi sciogliendo il sale dell’uno e impregnando le spugne dell’altro.

Fu così che il primo asino nuotò leggero verso l’altra sponda e uscì senza fatica dal fiume, mentre il secondo, appesantito dalle spugne imbevute d’acqua, affondò nel fiume e morì annegato.”

Morale della favola, nella vita c’è chi porta sale e c’è chi porta spugne ma, prima o poi, arriva un fiume.

I furbi, che cercano sempre di portare le spugne per fare meno fatica, hanno tempo e modo di parlare (a vanvera) per criticare l’andatura di quelli che portano il sale.

Per fortuna, prima o poi, incontreranno un fiume sulla propria strada e allora o entreranno in acqua rischiando di affogare o se ne torneranno mogi, mogi, nella stalla dalla quale sono usciti.

Probabilmente, se ognuno portasse un po’ di sale e un po’ di spugne nessuno rischierebbe di morire affogato e nessuno avrebbe il tempo per star lì a criticare gli altri che si fanno carico di tutto il peso.

In una delle sue più belle omelie Papa Paolo VI ebbe a dire: “Bisognerebbe spiegare agli anziani che il mondo continuerà ad esistere anche dopo che loro non ci saranno più e, allo stesso tempo, bisognerebbe spiegare ai giovani che il mondo esisteva anche prima che loro nascessero.”

E Charles de Gaulle affermò che “... i cimiteri sono pieni di uomini dei quali il mondo non poteva fare a meno.”

Nessuno può salire in cattedra pretendendo di impartire lezioni di vita agli altri per “insegnare la verità”.

Senza girarci troppo intorno, mi riferisco nello specifico, a qualche fancazzista che, da qualche tempo, ha scoperto i social network e si diletta a straparlare su Facebook.

Questo, o questi, personaggi sembrano proprio quelli di cui parlava Umberto Eco quando sosteneva che i social media avevano dato diritto di parola agli imbecilli, a quelli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino.

Mi riferisco anche a quelle pagine che usano e abusano del termine Polizia Penitenziaria, arrogandosi il diritto di parlare a nome e per conto dell’Istituzione.

Mi riferisco a quelle pagine che pubblicano post come se fossero la più autorevole delle fonti, ma senza rivelare l’identità di chi scrive e, quindi, senza credenziali.

Chi sono costoro? Che titoli hanno per salire in cattedra? Cosa li legittima a parlare come se fossero docenti?

Come avrebbe detto il famoso avvocato Messina di Fiorello “...non lo sappiamo e non lo sapremo mai”.

Del resto, su internet, davanti ad una tastiera è facile pontificare e assumere toni di solenne superiorità, parlando in modo saccente e sussiegoso... altra cosa, però, è averne il titolo per farlo.

Il Papa, che parla urbi et orbi, è Dio in terra e ha il dogma dell’infallibilità.

Il bar di cui parlava Eco era pieno di commissari tecnici della nazionale di calcio, di politici illuminati e di filosofi della vita che avevano titolo a parlare grazie a un bel bicchiere di lambrusco.

Ma in quel bar conoscevamo il nostro interlocutore e ci facevamo due risate insieme a lui.

Chi sono, invece, questi pontefici del web che ci vogliono impartire lezioni di vita?

In alcuni casi circola pure il sospetto che non siano nemmeno colleghi in uniforme, che siano pseudo-intellettuali con velleità accademiche.

Non vorremmo che qualcuno, per necessità, cercasse di riciclarsi su internet sperando di riempire un vuoto comunicativo di stampo gossipparo, cimentandosi nel pettegolezzo e nel chiacchiericcio.

Per quale ragione, però, si sconfina in ambiti altrui?

Se, ad esempio, uno fa il regista e non riesce ad affermarsi nella sua professione rimanendo disoccupato, che può fare?

Dovrebbe provare a cimentarsi in ambiti limitrofi ...sceneggiatura, fotografia, scenografia, video musicali, clip pubblicitarie.

Magari la televisione o anche la radio...

Ma che c’entra fare l’opinion maker della Polizia Penitenziaria?

Per impartire lezioni agli altri ci vuole autorevolezza.

L’autorevolezza è conferita dai titoli, dall’esperienza, dai risultati raggiunti e dal carisma acquisito.

E se uno questi titoli ce li ha in cinematografia non va ad insegnare logistica e organica militare.

La vita non è una pagina Facebook. Troppo facile pensare di risolvere i problemi con un post ...

Chi scrive ricette miracolose per curare tutti i mali, chi sale in cattedra per insegnare agli altri, chi pensa di avere la soluzione a tutti i problemi dovrebbe, prima, dimostrare di avere i titoli per parlare.

Se si è sempre portato un carico di spugne non si può criticare chi si sobbarca i sacchi di sale perché ha un’andatura malferma; meglio fare attenzione, perché dietro ogni curva ci può essere un fiume.

Un asino si può anche fingere un cavallo, ma prima o poi sarà costretto a ragliare...

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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n. 9


Novità...Si spera, infine, che il testo del decreto legislativo preveda il controllo in via esclusiva della Polizia Penitenziaria, con facoltà di sub-delega in situazioni di necessità ed urgenza, e non sia un mero specchietto per le allodole.

Di  Anto  (inviato il 03/02/2018 @ 15:31:46)


n. 8


Sarebbe troppo bello nella vita non trovare asini? Il vero problema non sono gli asini! Ma le asinelle ,a quelle asinelle bisogna stare a bada,perche' altrimenti saltano molto spessi gli steccati .
Purtroppo il ragliare e' un pregio ,un Grande pregio,mentre il fatto di voler cambiare lo steccato e' sintomo di vero opportunismo,si deve pensare al fatto di quando non ci saranno steccati disponibili,e' li che cascheranno gli asini e asinelle.
Ciao Grande Giovanni,ottimo post.

Di  Il Vecchio Contadino  (inviato il 03/02/2018 @ 14:42:20)


n. 7


Un pensiero proprio no! Sempre con questa metafora!
Come voler dimostrare di essere eruditi… o forse saccenti!
Ripeto ancora una volta.
"Uno dei grandi mali del mondo contemporaneo è che chiunque ha più facilità di un tempo a rendere pubbliche le proprie idiozie".
Spero che non me ne vogliate per questo.

Di  Gianmarco  (inviato il 03/02/2018 @ 09:32:47)


n. 6


L'autorevolezza è confermata dai titoli?
Puoi anche essere Generale, ma se non hai autorevolezza, nessun grado ti permetterà MAI di essere autorevole, o lo sei o nulla da fare.
Conosco ed ho conosciuto graduati che non se li è filati mai nessuno (tranne qualche somarello disposto a trasportare sale, spugne, trattare ferro, legno ecc.). Nonostante ogni tanto ragliassero per essere ascoltati ed affermare il proprio ruolo di superiori costoro sono uomini soli e disperati.
G.B. l'articolo mi piace tanto, mi ha trasmesso perfettamente ciò che voleva dire. Buon fine settimana a voi tutti😘

Di  Dolce Gubana  (inviato il 03/02/2018 @ 06:51:40)


n. 5


De blasis si contraddistingue sempre per articoli interessanti, ed è uno dei pochi che tende a far evidenziare il ruolo di POLIZIA della penitenziaria, in mezzo a questo mare di ipocrisia , confusione rectius ... rieducazione. Grande de blasi, continua così, e come diceva qualcuno...” a chi parlo se nessuno ha i miei orecchi”

Di  Daniela S  (inviato il 02/02/2018 @ 18:01:40)


n. 4


@Catia Brozzi
Per l’amor di Dio … lungi da me pretendere che tutti si ritrovino “in questo favoletta piena di similitudini asinine”. Tantomeno intendo negare il diritto di tutti ad esprimere la propria opinione. Nessuno è più voltairiano di me … Mi dispiace di essere stato frainteso, forse anche perché il mio articolo “è tutto pieno di aneddoti e di frasi dette da altri”. Per il resto che ho scritto, però, mi sembra di essere stato abbastanza chiaro e se non Le è piaciuto me ne dispiaccio, ma me ne farò una ragione. Spero, in futuro, di scrivere qualcosa di più comprensibile e, magari, più vicino alle Sue preferenzei, anche se alla fine ad ognuno piacciono le proprie opinioni e se le tiene …

Di  GB de Blasis  (inviato il 02/02/2018 @ 14:15:59)


n. 3


sinceramente questo articolo non capisco a cosa voglia attendere, anche perchè è tutto pieno di anedoti e di frasi dette da altri. Quale sarebbe il succo? Che uno non può esprimere la propria opinione su un post di Fb dedicato ad una pagina della Polizia Penitenziaria? Io personalmente non mi ritrovo in questa favoletta piena di similitudini asinine.

Di  Catia Brozzi  (inviato il 02/02/2018 @ 12:54:55)


n. 2


Articolo che rispecchia realtà . Sarebbe opportuno maggiore attenzione sul rispetto della rotazione posti fissi . Ripeto ce gente da oltre decenni che occupa il posto fisso e questo fa supporre scarso poco interesse dei sindacati che tra l'altro non prendono le giuste iniziative. Per chi lavora all'interno e l'unico sblocco per staccare presa dall'interno. Ora la domanda e perché il sindacato non attua dovuti controlli per il tramite dei delegati sindacati e pone fine

Di  Anonimo  (inviato il 02/02/2018 @ 12:06:35)


n. 1


E' una vita che aspetto questo fiume ,ormai sara' diventato un lago.
Bellissimo post! Rispecchia le verita' della vita,gli asini furbi sono tanti comunque,aumentano in continuazione in base alle preferenze,sono cose della vita.
Aspettiamo il fiume o il lago,in attesa rivolgo un grosso saluto a te e tutta la redazione.
W il Sappe

Di  W il Sappe  (inviato il 02/02/2018 @ 10:25:22)




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