Gennaio 2017
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Bacco, Tabacco e meno male che non c’e’ …. Venere


Polizia Penitenziaria - Bacco, Tabacco e meno male che non c’e’ …. Venere

Notizia del 28/12/2012

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Nuvola Rossa

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Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria – non passerà mai Commissario Capo) dopo aver appreso della maxi rissa successa a Bologna, causata dall’alcool ingurgitato da un gruppo di extracomunitari, ha fatto delle interessanti riflessioni. Il vino per i detenuti non è un diritto come lo è il colloquio con la famiglia, la telefonata o l’ora d’aria. Il vino è un pericolosissimo alimento venduto al sopravvitto, in quantità modiche a dire il vero ma, se un detenuto ad esempio si vuole ubriacare, basta che lo “marchi” agli altri 5 componenti la sua cella che subito abbiamo un litro e mezzo al giorno, (nelle celle a 4 un litro al giorno, 250 cl a testa) e ubriacarsi con un litro e mezzo di vino è cosa molto facile. Ci sono poi detenuti che al vino aggiungono medicinali formando un mix esplosivo; altri che lo comprano dagli stessi compagni di cella, dando in cambio pacchetti di sigarette, per accumularlo poi e berlo tutto in un sol colpo. E dire che l’acquisto del vino pare sia giustificato perché serve ad insaporire gli alimenti………..

Dopo l’ennesimo episodio di violenza successo in carcere a causa del vino o comunque indirettamente causato dal vino, il mio amico Commissario decise che era l’ora di finirla con questo vino. Bacco non avrebbe più albergato in quel carcere e con un provvedimento coraggioso emanò una disposizione, avallata immediatamente dal suo direttore ed eliminò il vino dal Mod.72, d’altronde il vino non è un diritto ed il suo uso improprio mette a repentaglio la sicurezza e l’ordine dell’Istituto. Già abbiamo tanti problemi con il Tabacco, con detenuti sempre pronti a tagliarsi o ad aggredire per una sola sigaretta,….e meno male che non abbiamo Venere….poichè come dice un antico detto trasposto ai giorni nostri: Bacco, Tabacco e Venere riducono la Polizia Penitenziaria in cenere.

In quel carcere, pare che siano diminuiti drasticamente gli episodi di violenza e i traffici legati all’acquisto o baratto con altri generi, del vino. Allora io mi chiedo: ma se l’ha fatto il Commissario Ultimo, il più scarso dei Commissari d’Italia, perché gli altri non seguono il suo esempio e forzano la mano eliminando il vino dal mod.72 del sopravvitto? Motivi di sicurezza. Nessuno vi potrà mai criticare per questo. State tranquilli che qualche detenuto si lamenterà per qualche giorno con la scusa che non può mettere il vino sulla fettina di carne o sulla salsiccia, ma nel giro di una settimana nessuno più si ricorderà che esisteva il vino nel mod.72

E’ un abuso anche questo? Non credo. Credo invece che bisogna nuovamente uscire gli attributi, specie i direttori e se a qualcuno manca il coraggio, rivolgo un appello al nostro flemmatico Presidente Tamburino, un po’ come fece Nanni Moretti con D’Alema quando gli disse: D’Alema reagisci… dì qualcosa di sinistra…. Allo stesso modo dico al Presidente: reagisci fai qualcosa per i poliziotti penitenziari, come ad esempio emanare una circolare con la quale autorizzi fin da subito quei direttori non proprio cuor di leone, a fare eliminare il vino dal Mod.72 in caso di episodi di violenza legati all’abuso di alcool, o quanto meno a sospendere l’acquisto del vino a tempo determinato.

Io credo che sia un primo passo per rendersi simpatico alla Polizia Penitenziaria, e poi magari parleremo di Vigilanza Dinamica; intanto diamo un segnale forte alla popolazione detenuta che questa Amministrazione è capace di offrire opportunità trattamentali ma è anche altrettanto capace di irrigidirsi di fronte a questi avvenimenti di violenza gratuita e inaudita. 

 
 

Scritto da: Nuvola Rossa
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Commenti Commenti dei lettori

n. 14


Ma perchè il presidente Tamburino non si esprime chiaramente su un fatto così grave come l'abuso di alcool che crea disordine e problemi per la sicurezza? Ma a lui sta a cuore la sicurezza della Polizia Penitenziaria della quale è il capo e percepisce cifre da capogiro?

Di  Baldo degli Ubaldi  (inviato il 03/01/2013 @ 21:35:42)


n. 13


Rispondo al punto num 1 uno dei tanti allora è proprio il regolamento che glielo permette aggiungo che non c' è bisogno di nessuna rivisitazione del regolamento, devono assolutamente abolire l'uso di bombolette, fornelli e alcolici !

Di  Vincenzo  (inviato il 02/01/2013 @ 15:12:56)


n. 12


noi a cagliari abbiamo aggirato la normativa come? abbiamo divso il carcere in due blocchi costituite da tre sezioni per ogni blocco, in un blocco si beve nell'altro no, chi fa casino con l' alcool lo spediamo nel blocco astemi chi prende psicofarmaci e metadone va nel blocco astemi, prima di questa disposizione, nel 2005 un detenuto ubriaco uccise a c***otti un altro detenuto ai passeggi. si al diritto ma non accettare un omicidio dettato dal alcool. nb a cagliari siamo 200 agenti per 550 detenuti ora tutto e ok prima era un inferno

Di  paolo  (inviato il 01/01/2013 @ 15:14:52)


n. 11


Io lavoro nella C.R. Sulmona, dove da più di un anno è stato vietato l'acquisto di vino e birra nel Reparto penale e internato. L'effetto di questo divieto è stato la diminuzione del 90% delle criticità dovute all'assunzione di alcool e psicofarmaci. L'esperienza di Sulmona dovrebbe essere di esempio a tutti i Dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria. V.S.E.G.

Di  Enzo  (inviato il 01/01/2013 @ 00:49:02)


n. 10


Sig. Nuvola Rossa
Nell'Istituto dove lavoro io da 30 anni fino a poco tempo fa ogni sera era una guerra con i detenuti ubriachi di vino e farmaci, un giorno arrivò in missione un Direttore , di altri tempi, e tolse il vino dagli acquisti dal sopravvitto.
Risultato, sono finiti quasi tutti i casini che i detenuti provocavano con la scusa di essere ubriachi.
Dovrebbero vietare l'uso dell'alcool in tutte le carceri d'Italia molti istituti non lo fanno penso perchè non arriva nessuna direttiva da parte del dap.
Buon Anno a tutti

Di  Nik car 61  (inviato il 29/12/2012 @ 19:04:49)


n. 9


prendo atto che questa volta è stato un bell' articolo che non è polemico nei confronti di nessuno ,pertanto diamo a cesare quello che è di cesare almeno stavolta .
uno nessuno e centomila.

Di  Anonimo  (inviato il 29/12/2012 @ 18:27:33)


n. 8


Sig. nuvola Rossa non credo di aver fatto chiacchiere garantiste anzi fosse x me toglierei vino bombolette e anche le sigarette negli spazi chiusi.
il problema è che le cose vanno fatte senza aver bisogno di ricorrere ad interpretazioni fantasiose delle norme
se ne ha tempo e voglia si legga pure questa ordinanza

http://taglia-riti.diritto.it/docs/23551-pene-ed-ordinamento-penitenziario-trattamento-dei-detenuti-reclamo-collettivo-ex-art-35-

di cui naturalmente il Dipartimento è a conoscenza: credo converrà che le riforme vanno fatte dall'alto con motivazioni attendibili e non con iniziative sicuramente lodevoli ma che possono venire facilmente affossate

Di  uno dei tanti  (inviato il 29/12/2012 @ 11:43:55)


n. 7


A uno dei tanti vorrei dire che il regolamento di esecuzione dice che è consentito acquistare vino, ma io non lo intenderei come un diritto assoluto, ma una cosa che è consentita acquistare, come tanti altri generi alimentari, ma il regolamento dice anche che per motivate esigenze di sicurezza possono esserci delle limitazioni e queste limitazioni io non le intendo solo per i detenuti al 41 bis o che hanno commesso particolari reati. Infatti a chi fa uso di psicofarmaci viene vietato l'alcool, che se fosse invece un diritto come dici tu non glielo potremmo negare; inoltre se il vino è oggetto di traffici, come in tante carceri si è appurato e se da questi traffici nasce la prevaricazione o gestii di violenza allora secondo me le esigenze di sicurezza assolutamente prevalgono sul pseudo diritto di acquistare il vino. E in effetti gli uffici dipartimentali non hanno mai eccepito nulla, benchè regolarmente informati di tali limitazioni. Ribelliamoci invece tutti e pretendiamo che il vino e le bevande alcoliche come la birra scompaiano dal mod.71, anzi di fare sempre chiacchere garantiste.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 28/12/2012 @ 20:38:02)


n. 6


Ridurre alla metà la possibilità di acquisto delle bevande alcoliche (oltre gli esonerati totali per questioni sanitarie) con un provvediemto motivato del direttore (spero che i comandnati faranno adeguate proposte in tal senso) ha dato un buon esito nell'istituto ove ho svolto servizio. In questo modo si riducono drasticamente gli abusi, non si penalizzano i detneuti che bevono correttamnete, si evitano possibili rimostranze da parte dei ristretti, si rispetta il regolamento penitenziario

Di  giovanni carmine  (inviato il 28/12/2012 @ 18:58:32)


n. 5


da molto tempo in alcuni istituti è stato "bandito" il vino e la birra. Anzi non pensavo che ad oggi alcuni istituti permettevano ancora quest'acquisto.

Di  nik  (inviato il 28/12/2012 @ 18:32:03)


n. 4


guardate che al NCP civitavecchia la diretrice a tolto l'alcol hai prigionieri ed al personale da circa un anno nessun problema solo questione di saper svolgere il servizio che si è chiamato a fare ................. o più comunemente ha tolto le palle fuori il resto sono solo chiachere ciaux!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Di  raffaele  (inviato il 28/12/2012 @ 17:48:58)


n. 3


Nell'istituto dove faccio servizio tutte le sera era una guerra con i detenuti che si ubriacavano, e non per essere razzista ma il 90 per cento degli episodi erano (forniti) da detenuti extracomunitari in particolare nord africa. Ora con l'ingresso della Romania gli stessi stanno soppiantando gli africani unitamente ai Bulgari e in genere ai cittadini dell'Est Europeo.
Semplicemente noi abbiamo risolto abolendo l'acquisto di vino e birra dal mod 72, le fettine e quant'altro vengono cotte senza, e la popolazione reclusa ha accettato la cosa di buon grado, a parte il solito alcolista che dopo qualche tempo ha smesso. Quindi queste abolizioni sono state messe in pratica anche in altri istituti tra cui Regina Coeli. Ora da noi l'alcolista si è ingegnato, e nonostante il divieto incredibile a dirsi si ubriacavano peggio di prima, come???
semplicemente mettendo la frutta in un secchio con il lievito di birra e lasciandola macerare, nemmeno dire che il lievito è stato tolto dal mod 72. Fino alla prossima trovata devo dire che stiamo molto, ma molto meglio in servizio, senza contare che sono diminuiti gli atti di autolesionismo spesso dovuti proprio allo stato di ebbrezza alcolica.
Quindi a mio modesto parere non penso che ci voglia il permesso del capo Dipartimento, semplicemente si applica come regolamento interno dell'istituto.
Buon Anno a tutti.

Di  mario64  (inviato il 28/12/2012 @ 15:50:49)


n. 2


Le imprese di mantenimento sono diventate una macchina mangia soldi, con tutti gli interessi connessi. Io personalmente le abolirei, se non altro perchè in italia vi è una sorta di galera di serie A, per chi ha denaro da spendere, ed una galera di serie B per gli "sf**ati" senza un soldo. Purtroppo anche in galera si evidenzia il "rango sociale del delinquente". Questo modo di gestire le carceri non mi appartiene, ne come poliziotto penitenziario, ne tanto meno come cittadino.

Di  nato scoglio  (inviato il 28/12/2012 @ 13:03:19)


n. 1


credo non si tratti di tirare fuori gli attributi o di essere cuor di leone...l'acquisto di vino è previsto dall'art.14 dl regolamento di esecuzione e quindi sarebbe impossibile intervenire con disposizioni interne o anche con circolari che dispongono il contrario.
ricordo che in piemonte intorno al 2006 -2007 di fronte a disposizioni delle direzioni che vietavano l'acquisto di alcolici, i detenuti fecero reclamo al magistrato di sorveglianza che lo accolse, imponendo alle Direzioni il rispetto del regolamento penitenziario.
credo quindi sia necessario una rivisitazione complessiva della normativa e non lasciare il tutto alla piu o meno maggiore intrapendenza di Comandanti e Direttori che poi rischiano di pagare sulla propria pelle queste iniziative.

Di  uno dei tanti  (inviato il 28/12/2012 @ 11:30:02)




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