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Bambini in carcere e detenute madri: interrogazione parlamentare


Polizia Penitenziaria - Bambini in carcere e detenute madri: interrogazione parlamentare

Notizia del 12/04/2016

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05620
presentata da
LUIGI MANCONI 
martedì 12 aprile 2016, seduta n.606

MANCONI, FEDELI, IDEM, CASSON, PEZZOPANE, PALERMO, GAMBARO, DE PIN, LO GIUDICE, FASIOLO, FATTORINI, CONTE, VALENTINI, CIRINNA', LAI, GUERRA, GATTI, DIRINDIN, MOLINARI, LO MORO, GOTOR, AMATI, ALBANO, Elena FERRARA, CORSINI, ASTORRE, MASTRANGELI, PAGLIARI, PETRAGLIA, PADUA - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Considerato che:

sono circa 40, in Italia, i bambini che ogni anno entrano in carcere con le proprie madri;

sono passati 5 anni dall'approvazione della legge 21 aprile 2011, n. 62, che prevede l'istituzione delle case famiglia protette e consente ai destinatari della norma di evitare l'ingresso in strutture penitenziarie (comprese quelle a custodia attenuata);

la legge stabilisce che le case famiglia protette devono essere istituite dagli enti locali e da loro finanziariamente sostenute e limita fortemente la detenzione in carcere alle detenute madri di minori, come misura a tutela della relazione madre-figlio e a salvaguardia del delicato sviluppo del bambino;

il regolamento che individua le caratteristiche tipologiche delle case famiglia protette è stato emanato dal Ministro della giustizia con decreto ministeriale 8 marzo 2013;

a Roma, con deliberazione n. 145 dell'8 maggio 2015, è stata decisa la destinazione d'uso a casa famiglia protetta di un edificio (una villa nel quartiere Eur) confiscato alla criminalità organizzata, individuato dall'assessore per le politiche sociali pro tempore, Francesca Danese;

il 24 luglio 2015, il Ministro della giustizia, Andrea Orlando, e l'assessore per le politiche sociali di Roma hanno annunciato, anche grazie al contributo economico di Poste insieme onlus, fondazione di Poste italiane, l'imminente apertura, a Roma, della prima casa famiglia per detenute madri, sia in detenzione domiciliare, sia per donne destinatarie di misura cautelare senza domicilio alternativo;

il 15 ottobre 2015 il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, e l'assessore per le politiche sociali di Roma capitale hanno verificato l'idoneità dello stabile prescelto, che è risultato possedere le caratteriste tecniche adeguate per ospitare le madri con i bambini destinatarie dei provvedimenti emessi dal Tribunale di sorveglianza di Roma. Si tratta, infatti, di una villa su 3 livelli, in ottimo stato di conservazione, che non necessita di interventi strutturali e manutentivi, con spazi utilizzabili per attività trattamentali e ludoteca, circondata da ampia zona verde, già nella disponibilità del Comune, in grado di accogliere almeno 6 detenute con figli minori attualmente ristrette nella sezione nido della casa circondariale di Roma Rebibbia. Inoltre, tramite il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria del Lazio, è stato assicurato l'impiego di detenuti in art. 21 (lavoro all'esterno), in lavori di pulizia delle aree esterne e interne e di piccoli ritocchi che ne garantiscano l'attuale stato di utilizzo;

in sede di sopralluogo, il 15 ottobre 2015, l'assessore Danese e il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria hanno stabilito un cronoprogramma per completare tutte le procedure di adeguamento, al fine di assicurare l'attivazione della casa famiglia protetta entro 40 giorni,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni del ritardo nell'apertura della casa famiglia, essendo passati oltre 4 mesi dalla data indicata dall'assessore Danese e dal capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, in sede di sopralluogo, ed essendo stati stabiliti e assicurati, in quella data, tutti i passaggi necessari, affinché si procedesse in breve tempo;

quali azioni i Ministri in indirizzo intendano intraprendere affinché il prefetto Tronca, commissario straordinario di Roma capitale, dia immediatamente seguito all'apertura della casa famiglia, come stabilito dall'amministrazione di Roma capitale nei mesi precedenti, e consenta il trasferimento dal carcere di Rebibbia di circa 10 bambini, attualmente reclusi, insieme alle loro madri.

(4-05620)


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