Gennaio 2017
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Belle parole, ma il Minatore di Venezia (e ora pure quello di Avellino) ancora aspettano i fatti


Polizia Penitenziaria - Belle parole, ma il Minatore di Venezia (e ora pure quello di Avellino) ancora aspettano i fatti

Notizia del 18/09/2011

in Accadde al penitenziario

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Scritto da: Redazione

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera firmata che denota (se ce ne fosse ancora bisogno) il malessere e il malumore che pervade la stragrande maggioranza dei poliziotti penitenziari. Di seguito è riportata anche la risposta di Franco Ionta al "Minatore di Venezia" che aveva posto sul blog della UIL una vana speranza. Pubblichiamo integralmente i vari interventi. Ognuno tragga le proprie considerazioni e soprattutto le proprie valutazioni su certe "operazioni d'immagine".

IL MINATORE D'AVELLINO - Al dr. IONTA FRANCO, Capo del Dap, Capo del di Corpo di Polizia Penitenziaria e Commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria. La missiva da LEI inviata al DR. CAPECE DONATO, segretario generale del SAPPE, in cui denota una grave offesa istituzionale per l'articolo a firma di ENZIMA, sicuramente ha STUPITO tutti coloro che ne hanno letto il contenuto.

LEI SCRIVE: "Tutelare il Corpo di POLIZIA PENITENZIARIA."
Io lavoro al Nucleo Operativo di Avellino, non percepisco le indennità di missione dal 31 GENNAIO 2010, esattamente da circa 20 (venti) mesi.

LEI, dr IONTA, percepisce mensilmente lauti compensi per i diversi incarichi che ricopre, di grande responsabilità...
Di compensi arretrati, utili per far quadrare il bilancio familiare, ne deve percepire sicuramente anche LEI...
Non si preoccupi, prima che il Suo mandato volgerà al termine, i suoi collaboratori Le faranno il mandato di pagamento presso la Banca D'Italia.

Si vocifera che in Campania Lei abbia inviato 1 milione e seicentomila euro per liquidare le indennità di missione.
Ad Avellino i SUOI COLLABORATORI hanno annunciato  50.000 (cinquantamila) euro.
Le  indennità arretrate non percepite assommano a poco più di 6.000 (seimila) euro, riferite al sottoscritto, quindi per i prossimi sette anni non avrò alcun problema.

Mi spiace solo per i miei sessantanove colleghi, dovranno aspettare i prossimi mandati....

Forse i suoi collaboratori in Campania hanno ritenuto opportuno anche questa volta estinguere altri debiti con i soldi diretti ai Poliziotti Penitenziari di cui Lei, DR IONTA FRANCO, è il Capo indiscusso.

I suoi collaboratori in Campania ci rasserenano perché le indennità arretrate sono un carusiello, ossia un piccolo gruzzolo custodito in un salvadanaio dell'Amministrazione Penitenziaria che in futuro servirà ai POLIZIOTTI PENITENZIARI per far quadrare il bilancio familiare o per comprare una utilitaria al primo genito.
E SI, dr. IONTA, mio figlio fra alcuni anni sarà maggiorenne e io con il gruzzolo che troverò nel carusiello gli regalerò nà bella macchinina. Il mercato delle auto, come ben sappiamo, è in crisi ed i prezzi non aumenteranno.
Tempo addietro, lessi sul blog della UIL, la lettera del MINATORE di VENEZIA. RICORDA?

Io SI, soprattutto la SUA RISPOSTA DA GRAN CAPO, Quel Capo che noi POLIZIOTTI PENITENZIARI speriamo di vedere con indosso la nostra bella divisa.
Peccato, a Venezia nulla è cambiato ed il minatore ancora è in attesa di veder cambiare qualcosina.

Riuscirà dr IONTA a cambiare qualcosa prima che il suo mandato volgerà a termine?
Riuscirà a far liquidare gli arretrati del 2010 e del 2011 (missioni e straordinari) contemporaneamente ai suoi lauti compensi?
Spero che il tenore di questa missiva non sarà  considerata da LEI di basso profilo demagogico, invio a LEI E AI SUOI COLLABORATORI cordiali saluti. (Lettera firmata).

 

EUGENIO SARNOIn data odierna (1/2/2011 ndr), abbiamo ricevuto dal Pres. Ionta la seguente nota, che pubblichiamo. Ringraziando il Capo del DAP per la cortesia e l’attenzione che ha voluto dedicare  ad un nostro lettore , ci piace sottolineare il garbo e la grande sensibilità che emergono dalla risposta del Pres. Ionta. Evidentemente, in alcune occasioni, l’irritualità, quando coniugata a nobili fini,  diminuisce le distanze e vale più di tante circolari. Siamo certi che questo gesto sarà apprezzato da tutti i “minatori” impegnati in prima linea, perché è a loro che va il nostro pensiero ma anche il pensiero del Capo del DAP.

 

FRANCO IONTA - Egregio Segretario, ho letto il commento pubblicato il 30 gennaio sul Suo Blog.  Pur non essendo firmato, ma questo non ha alcuna importanza, è facile comprendere che l’autore sia un agente in servizio nell’istituto di Venezia Santa Maria Maggiore dove mi sono recato il 29 gennaio. Attraverso  Lei, quindi, mi rivolgo all’autore  del “post”, che,  raccogliendo la metafora utilizzata, potremmo chiamare il minatore.  Il minatore, come si sa, lavora sotto terra, estrae materiali preziosi, ma grezzi, che sono altrettanto preziosi per la comunità. Il minatore lavora in situazioni difficili e condizioni molte volte pericolose e quando estrae oro, carbone, diamanti o altri materiali, forse non pensa al valore di ciò che ha estratto.  Confesso che ho trovato questa metafora un riferimento suggestivo per la “materia” che ci riguarda, che è quella del carcere, della punizione, della sicurezza ma anche della giustizia, dell’umanità, della vita. Immagino che possa apparire irrituale questo mio messaggio, fuori dagli schemi e dalle consuetudini “dipartimentali”, ma il capo dell’Amministrazione Penitenziaria non ha timore di percorrere strade solitarie e in salita. Ci sono momenti in cui anche il capo è minatore, perché deve possedere l’abilità e l’intelligenza di guardare oltre il buio della miniera e per farlo deve conoscere e approfondire con il proprio sguardo, guardando anche la stanchezza e la solitudine nel bianco degli occhi del “minatore”. Ed è per questo che sto dedicando spazio e attenzione alle visite negli istituti. Girare per le carceri, entrare nelle sezioni, ascoltare il personale, dai direttori ai comandanti, dagli agenti  al personale amministrativo, ai volontari, ai cappellani, ritengo che sia una preziosa opportunità per raccogliere commenti, riflessioni, richieste, considerazioni che valuto con la massima attenzione. Stringere la mano al personale non è un gesto banale quindi, ma una maniera diretta, autentica e sentita di vicinanza e considerazione per il loro lavoro, per un impegno quotidiano che nell’apparente separatezza degli istituti penitenziari produce sicurezza e legalità. All’amico minatore. Franco Ionta

Leggi anche: La circolare sui saluti gerarchici con stretta di mano: della serie "arrivano i Turchi, anzi no, i Bizantini"

 

IL MINATORE DI VENEZIA - Sabato, il grande capo  Franco ha visitato la miniera della Serenisima Republica . Era accompagnato dal capo locale  Felice e da uno stuolo di stelle e stellette. Non avevo mai visto  Franco. All’apparenza sembra un uomo mite e tranquillo. Ha voluto visitare tutta la miniera, perfino le gallerie dove c’è il carbone più nero e il puzzo si diffonde e si attacca addosso. La cosa mi ha stupito molto. Di carbone nella Serenisima ne abbiamo tanto, anzi troppo, e forse si stanno accorgendo che siamo un tantino fuori legge. Quindi i grandi illuminati stanno pensando di aprire una nuova galleria, dove estrarre nuovo carbone. Ma non hanno pensato ai pochi minatori e alla fatica che già fanno per estrarre quello che già c’è, che i camion per trasportare il carbone sono vecchi, logori e soprattutto insicuri e che spesso (per non dire sempre) lo si trasporta a spese dei minatori stessi.  Franco si è seduto alla tavola dei minatori, dove ha potuto gustare i precotti, stracotti, freddi che sanno di plastica prima di ogni altra cosa e che ogni giorno ci vengono serviti (tranne i festivi).  Franco ha stretto la mano ai minatori, specie quelli delle gallerie, i più sporchi e i più sudati e per un attimo ho pensato che potesse essere come noi, con il bianco degli occhi in contrasto con la faccia nera e sudata. Forse un po’ di sporco e un po’ di puzzo gli si è attaccato anche addosso, con la speranza che non si dimentichi ancora una volta di noi.

 


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n. 7


Gente, siamo stanchi di sentirci dire che le problematiche sono tutte di carattere economico e che non ci sono soldi. I nostri Dirigenti dicono che il principale problema sono le tasche che sono vuote e per questo dobbiamo lavorare in nero! ..., l'assurdo poi è che gli stessi Dirigenti sono figli della politica e per tali motivi non possono mica mettersi contro il Governo e scendere in piazza con noi? Le nostre manifestazioni di protesta ci sono state e forse non abbiamo ricevuto la massima attenzione fatta eccezione la sola salita al piano del Capo del D.A.P. Alcune problematiche di carattere generale sono state risolte, ma insufficienti per dire che abbiamo fatto centro. Allora a questo punto facciamo anche noi come fa Sarno, manifestiamo per raccogliere qualche tessera, facciamo anche noi propaganda " tesserale " giusto per avere un poco di potere in più.....SCHERZAVO!!! CHE NE DITE DI UNA MANIFESTAZIONE DI 24 ORE DINANZI A MONTECITORIO? Ciao a utti gli amici minatori, ciao a tutti i colleghi di Italia.-

Di  Attilio RUSSO  (inviato il 21/09/2011 @ 08:55:28)


n. 6


no amico mio, di certo io non sono stato..... ecco perchè certi personaggi dovrebbero smettere di far finta propaganda ( non basta indossare la nostra mimentica quando si va all'estero per voler bene ai poliziotti penitenziari) ed attivarsi realmente per risolvere i problemi odierni... poi davanti ad i nostri commenti ci si può anche risentire ma questi sono i fatti... in tutto questo c'è una sola certezza i vari giovanni, ettore, franco susseguitisi nel corso degli anni passano e vengono dimenticati (fosse così anche per gli emilii) il coraggio, l'abnegazione ed il sacrificio dei poliziotti penitenziari rimane!!!!! peppe da fossombrone

Di  peppe  (inviato il 20/09/2011 @ 21:15:31)


n. 5


Sono daccordo con te Peppe. L'unico problema è che il Capo dap a gennaio stringeva le mani e a marzo è uscita la circolare del Capo del Personale.
Secondo te chi è che può imporre al Capo del Personale di scrivere quella circolare?
Io non sono stato. Sei stato tu Peppe?

Di  ex agente scelto  (inviato il 20/09/2011 @ 15:31:38)


n. 4


i torti che subiamo quotidianamente sono talmente evidenti che non vi più la possibilita di negazione da parte dei nostri dirigenti e per questo siamo alla fase delle belle parole accondiscendenti e toccanti.... io però vorrei vedere i fatti e non sentire più solo belle e toccanti parole... certo è un fatto positivo che il nostro capo venga in miniera a stringerci la mano, soprattutto alla luce della lettera circolare GDAP 0090989 -2011 DEL 03/03/2011 in cui il Direttore Generale del personale e della formazione lamentava il fatto che troppo spesso "spudoratamente" salutavamo le autorità con una stretta di mano e senza che loro ce la concedessero .... è arrivato il momento che chi ci ha portato a questi livelli vada a casa!!!!!!

Di  peppe  (inviato il 20/09/2011 @ 15:26:42)


n. 3


Molto toccante tutto cio' , il minatore deve essere molto amareggiato e deluso , non piu' del collega di Avellino che aspetta i fondi che dignitosamente si e' guadagnato .

La speranze e che ancora una volta non ci si dimentichi di noi !!

Una frase gia' sentita , che vacilla nella mente dei Poliziotti Penitenziari Italiani da decenni , questa e' proprio la frase che ogni giorno ci diciamo nelle carceri , siamo abbandonati , nessuno interviene per risovere i problemi che abbiamo , e intanto regna l'amarezza , la rassegnazione , perhce' forse non ci si rende conto , ma i problemi sono davvero gravissimi , le carceri stanno diventando strutture dove solo con il servizio dinamico si puo' andare avanti , per la nota carenza di organico , e poi bisogna scongiurare ogni sacrosanto minuto che non succeda nulla .
La sicurezza , una frase che spesso ci sfugge , per garantire sicurezza ci vogliono uomini mezzi , fondi adeguati , i reparti sono saturi , le strutture fatiscenti , umide , antigieniche , i vecchi fortini adeguati in carceri sono a pezzi .
Siamo davvero stanchi , stanchi di subire , di arrangiarsi continuamente ,
di lavorare in condizioni disumane , di vivere uno stress indescrivibile , che si ripercuote immancabbilmente sulle nostre famiglie .

Quindi Carissimi Dirigenti del DAP , quando dobbiamo ancora attendere per far si che qualcuno si ricordi di noi ??


Di  sappone  (inviato il 19/09/2011 @ 20:35:30)




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