Gennaio 2017
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Benessere del Personale: un bluff che va avanti dal 2008


Polizia Penitenziaria - Benessere del Personale: un bluff che va avanti dal 2008

Notizia del 21/10/2011

in Ma mi faccia il piacere ...

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Scritto da: Enzima

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Il seguente articolo è apparso per la prima volta nel numero di luglio/agosto 2009 della rivista “Polizia Penitenziaria S.G.&S.”. Da allora non è cambiato nulla, anzi, sono “solo” aumentati i fatti drammatici.

Lo riproponiamo senza cambiare una virgola. In due anni il DAP non è stato in grado di muovere un passo nella direzione del benessere del personale. Solo inutili iniziative di facciata e generiche frasi demagogiche (queste sì, altro che le nostre…).
 
Aprile 2008, Capo del DAP: “Da un primo sommario esame dei dati così esposti sembrerebbe dunque potersi concludere che i suicidi di personale della Polizia Penitenziaria sono espressione di una situazione di disagio, che però, pur presentando connotazioni certamente particolari in varia misura dipendenti dalla specificità dei compiti d’istituto assegnati a questo Corpo, è comune alle altre Forze di Polizia; un disagio peraltro di origine prevalentemente personale, sociale, più che connesso a problematiche organizzative o comunque in stretto rapporto con il servizio.
 
Con queste parole il Capo della Polizia Penitenziaria arrivava alla conclusione (come si possa “concludere” “da un primo sommario esame dei dati” non è facile da capire) che sì, effettivamente c’erano stati 13 casi di suicidio tra gli appartenenti al Corpo negli ultimi mesi, ma era un male comune (mezzo gaudio?) alle altre Forze di Polizia e siccome solo uno su tredici aveva compiuto il gesto estremo all’interno di un Istituto, allora le cause dovevano essere ricercate nella sfera personale.
 
A queste “conclusioni” si era frettolosamente arrivati dopo che tredici famiglie, in poche settimane, erano state colpite da un evento tragico determinato dal suicidio di un loro caro e nostro collega.
 
Il Sappe invece, da subito, aveva lanciato l’allarme che le estreme condizioni di lavoro dei nostri colleghi costituivano una larga parte delle motivazioni di quei gesti e che dovevano essere immediatamente attivate delle contromisure di ascolto e sostegno psicologico per tutto il personale che ne avesse fatta richiesta.
 
Per i primi tragici eventi siamo stati inascoltati, poi il DAP e altri Sindacati hanno timidamente iniziato a considerare l’eventualità che forse le condizioni di lavoro potevano influire sulle cause.
 
In fretta e furia allora il DAP si è profuso in pagine e pagine di Circolari e comunicati sull’importanza della comunicazione e partecipazione tra i Ruoli del Corpo, sulla valorizzazione della comunicazione esterna per abbattere la “scarsa valorizzazione sociale” del proprio lavoro, favorire la partecipazione, l’ascolto e il dialogo.
 
Tutte parole facilmente copiabili da svariati manuali universitari e puntualmente proposte ogni anno dal Piano per la Formazione e altre lodevoli P.E.A. (Piano Esecutivo d’Azione).
 
In fretta e furia si erano trovate anche le soluzioni:

1)  Gruppo di lavoro presso il DAP per un’approfondita analisi del problema (e ti pareva... ovviamente missing in action); leggi anche Per fortuna che il Guppo di Lavoro c'è!

2)  Call Center di ascolto presso il DAP da istituirsi a breve (mai istituito);

3)  Forum sulla rete Intranet per comunicazioni tra centro e periferia (mai realizzato);

4)  Piano della Comunicazione (se ne era iniziato a parlare nel 2004 ed ancora manca);

5)  Archiviazione e gestione informatica delle informazioni di maggiore importanza (le Circolari erano già in linea e non si è aggiunto nulla);

6)  Portale della Formazione G.O.L.F. (era già stato pagato fior di quattrini anni prima e non è ancora mai stato utilizzato);

7)  Istituzione del “Gestore della Comunicazione” per la diffusione delle comunicazioni al Personale (forse istituito, ma di sicuro non operante);

8)  Diffusione delle risposte ai quesiti sollevati dalla periferia (mai divulgati);

9)  Condivisione delle “Best Practices” relative al trattamento dei detenuti, vivibilità negli Istituti (mai condivise, ammesso che ce ne siano).

Giugno 2009: il Capo del DAP intanto è cambiato, i suicidi sono diminuiti, un altro bluff è stato portato a termine.
 
Ottobre 2011: i fatti drammatici si sommano, il Capo del DAP prima o poi cambierà di nuovo: il bluff ormai non regge più…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Scritto da: Enzima
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n. 6


Sono davvero stupito per l'enorme problematica che si pone per trasferire i 700 neo Agenti dell'ultimo corso .
Solo nel nostro corpo si vedono queste cose .
In altri corpi di Polizia in 2 giorni vengono assegnati , e in 24 ore raggiungono le sedi , noi sino mesi che si parla di queste assegnazioni , e dopo dIversi incontri , rinvii , con il DAP , ora saranno i PRAP , per l'ennesima volta con le O.S. regionali a fare il punto della situazione su dove assegnare i neo Agenti ....
V E R G O G N A.
NELLE CARCERI SI SCOPPIA , IL PERSONALE E' STREMATO , STANCO , DI VEDERE QUESTI TEATRINI . sSTANCO DI FARE 4 - O- 5 POSTI DI SERVIZIO - IL NUCLEO E' STANCO DI LAVORARE CON MEZZI DA ROTTAMAZIONE - SEMPRE SOTTO SCORTA - SIAMO STANCHI DI SUBIRE - NE AGGIORNAMENTI , NE DIGNITA' .
MANDATE IL PERSONALE NELLE CARCERI - E RIDATECI I NOSTRI SACROSANTI DIRITTI .

Di  sappone  (inviato il 26/10/2011 @ 10:24:15)


n. 5


ma certo che stiamo bene.. ora che ci hanno ricordato di salutare con il saluto militare.. di non porgere la mano ai superiori se non in risposta... di prendere l'arma ogni volta che entriamo ed usciamo dalle caserme.. era quello che ci mancava per raggiungere l'optimum..

Di  aaaa  (inviato il 26/10/2011 @ 08:09:02)


n. 4


Per il benesere organizzativo sono stati organizzati corsi di formazione per "formare" i comandanti di reparto e chiedere a loro - attraverso stupidi e sterili questionari da somministrare al personale- di risolvere questo delicato problema. Praticamente, un modo come un altro per dire "abbiamo fatto qualcosa", scaricando le responsabilità, stavolta, sui comandanti.
Ah, dimenticavo, un'altra mastodontica iniziativa volta a porre finalmente fine a queste tragiche morti (e ci voleva proprio), il capo del DAP l'ha presa diramando una circolare nella quale ci ricorda come depositare l'arma di ordinanza ed in quali casi portarla con sè: ora si che i decessi diminuiranno!
La lezione che traggo da queste perle di saggezza amministrativo-gestionali è la seguente: meglio un poliziotto vivo che un poliziotto morto

Di  CATALANO  (inviato il 23/10/2011 @ 10:37:44)


n. 3


Avete dimenticato di menzionare l'ultima circolare, il saluto ai superiori,
sicuramente giusto per mcarita di dio, vi racconto cosa me successo ieri, smontante dalla notte, durante il controllo notturno la sorveglianza mi richiamava in quanto non salutavo con saluto militare l'ispettore sostituto commissario, erano le tre di notte 2 detenuti tagliati uno che aveva mal di denti e gridava nonostante i farmaci somministratogli, 6 a grande sorveglianza con pericolo d'impiccagione, e la sorveglianza si preoccupava di farmi notare che ionta a fatto una circolare che farei bene a leggere, non voglio usare i termini che mi sono stati rivolti, non è giusto e poi mi ritengo un signore, con 18 anni di servizio, morale della favola alle sei di mattino smonto nel piazzale del carcere vedo arrivare l'ispettore della notte subito lo salutavo, con saluto militare, il bello era venuto a chiedermi se potevo fare il pomeriggio di 18.00 24.00 perchè il collega stava poco bene e aveva marcato malattia, mi riferiva che ero l'unico che poteva garantire il servizio in quanto gli altri smontanti andavano tutti a casa fuori provincia, io lo salutavo, con il saluto militare e facevo notare che l'accordo quadro non ammette e non prevede 2 turni nello stesso giorno, chiarendo che visto che al dap si preoccupano di fare una circolare per il saluto ai superiori mentre il sistema carcere sta crollando mentre i colleghi si ammazzano mentre altri sono al nord lontano dai loro famigliari, IL CARCERE NON ERA UN PROBLEMA MIO e da oggi non lìho e più basta doppi turni basta straordinario nel mio piccolo creero tanti probblemi cosi come spero facciano tantissimi altri colleghi non possiamo scioperare ma possiamo mettere in atto le normative blocchiamo i carceri,
saluto.

Di  Saluto  (inviato il 23/10/2011 @ 01:08:34)


n. 2


Sai Enzima...
Dopo il corso di formazione a Parma ,venni trasferito al nuovo complesso di San Gimignano.
In quel tempo si usava che ...
Dopo una notte di lavoro svolta con il continuo controllo dei superiori ,
con minaccie di rapporti da parte di qualche Ispettore che veniva di prima mattina correndo per le scale accusandoti di dormire perchè ti trovava con una faccia cadaverica....senza sapere che tu quella notte avevi consumato le suole perchè in sala regia c'era l'altro suo collega come un'avvoltoio.... prendendoti pure qualche "s*****o" dai detenuti che non riuscivano a dormire .... mentre uscivi dall'Istituto tutto contento ,con il cuore e la mente rivolta a casa, ai figli ,alla moglie, sentivi il telefono del Block house e ti gelava l'anima.
Era il solito collega dell'ufficio servizi che per far quadrare i numeri ti toglieva l'ennesimo riposo.
Pensavo.. che faccio? vado a casa ? o forse vado la prossima settimana ?
Via a casa...
Ti dico questo perchè vorrei ricordare tutti gli altri....i miei Amici...i tanti colleghi...
Quelli che come me, dopo una notte insonne , via a casa..... per abbracciare i figli o baciare le fidanzate o le mogli... e.. non sono mai arrivati .
Caro Enzima ... ma al Dap...queste morti come le chiamano ? Disgrazie?

Gruppi di lavoro...contrastare il disagio lavorativo del personale...
Comunicazione...gestione della comunicazione ,ma!!!
di che parlano ?
E quei colleghi che forse non hanno sopportato quell'ennesimo riposo tolto all'ultimo momento ? .... a San Gimignano come in tanti altri istituti del Nord Italia.
Un buon inizio sarebbe quello di chiedere perdono alle famiglie.
Battlestar

Di  battlestar  (inviato il 21/10/2011 @ 20:56:27)




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