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Cara polizia peniteziaria...


Polizia Penitenziaria - Cara polizia peniteziaria...

Notizia del 22/11/2014

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Trasparente

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Ecco l'attacco degli Anonymous: il seguente testo è stato pubblicato senza il controllo e l'approvazione della Redazione. Tuttavia riteniamo di lasciarlo pubblico (come abbiamo fatto anche nel precedente "attacco" degli anni scorsi, per puro spirito di dialogo che abbiamo sempre portato avanti e che ha contraddistinto la ventennale esperienza della rivista "Polizia Penitenziaria Società Giustizia & Sicurezza". La Redazione
 
 
Siete oggetto delle "attenzioni" di Anonymous perchè siete responsabili e complici di molti omicidi ma non è ancora stata fatta giustizia.
 
Quasi 1000, sono le morti nelle carceri italiane dal 2002 al 2012 (vedi mappa). Per la precisione 518 sono i suicidi (56%), 183 (20%) sono le morti per malattia,177 (19%) sono le morti in carcere per le quali vi sono indagini in corso.
 
Si aggiungono le 26 morti in carcere per overdose e gli 11 omicidi. Per un totale di 915 detenuti morti dal 2002 al 2012. Tale conteggio non comprende le morti in questura , C.I.E., arresti domiciliari.
 
Le sentenze a cui assistiamo in questi anni sono il fallimento della giustizia italiana. 
 
E' una continua vergogna, che consente ai potenti di autoassolversi.
 
Nelle nostre carceri, ma a volte nelle celle di sicurezza o negli ospedali  psichiatrici giudiziari, si continua a morire di morte violenta, e troppe volte aleggia il sospetto di una responsabilità attiva o passiva di chi in quei luoghi rappresenta lo Stato. Responsabilità che il  più delle volte non vengono accertate. E quando invece arrivano a configurare ipotesi di reato, i presunti colpevoli rischiano pene risibili e prescrizioni facili. L'Italia, 20 anni dopo aver ratificato  la Convenzione Onu contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti, non ha ancora introdotto nel suo ordinamento il reato di tortura. Reato chiaramente non prescrivibile.
 
Considerando quanto appena riportato, chi potrebbe davvero giurare che alcuni dei sopra indicati suicidi in carcere non siano stati in realtà omicidi provocati dagli agenti? Del resto in Italia non esiste alcuna legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine e le carceri rimangono luoghi di omertà dove carcerieri aguzzini possono operare senza alcun controllo.
 
Rilevando questa gravissima situazione richiamiamo la necessità di instaurare una videosorveglianza continua sui poliziotti che lavorano nelle carceri. Anonymous non ravvede in tale misura altro che un provvedimento emergenziale con lo scopo di frenare al violenza poliziesca nelle carceri.
 
Più precisamente Anonymous rivendica:
 
Una legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, che tuteli, al contrario di quanto avviene oggi, chi si trovi sotto la custodia degli agenti.
 
Una continua video sorveglianza nelle questure, caserme e nelle carceri al fine di garantire la tutela delle persone detenute o sotto la custodia degli agenti. E' necessario ricordare che tale richiesta è posta anche a causa del gran numero di "suicidi" nelle carceri italiane, circostanza che testimonia le condizioni disumane di reclusione e lascia dubbi sulla effettiva condotta della polizia carceraria.
 
Codice identificativo nelle uniformi e nei caschi e un sistema di  videosorveglianza totale e continuo delle forze dell'ordine in servizio.
 
Leggi che permettano di espellere dalle forze dell'ordine e di punire adeguatamente chi tra gli agenti si sia macchiato di maltrattamenti, percosse o molestie contro persone in stato di fermo, arresto o comunque sotto custodia.
 
Fatte queste considerazioni abbiamo deciso di intrometterci nei database delle forze dell'ordine (........), trafugando centinaia di dati personali e allegati. In particolare ci siamo dedicati alla famigerata Polizia Penitenziaria, principale responsabile dei soprusi, spesso mortali ai danni dei detenuti. 
 
Intendiamo così dare una parziale punizione ai fautori delle nequizie che ogni giorno avvengono nelle carceri italiane e mostrare anche l'usurpatore che più si crede sicuro e immune alla legittima ira delle vittime può esser colpito e tremare. 
 
We are Anonymous.
 
We are legion.
 
We do not forgive.
 
We do not forget.
 
Expect us.
 
VITTIME DELLO STATO:
 
Federico  Aldrovandi (2005), Stefano Cucchi (2009), Riccardo Rasman (2006),  Giuseppe Uva (2008), Niki Aprile Gatti (2008), Carlo Giuliani  (2001),Massimo Casalnuovo (2011),Gregorio Durante (2011), Aldo Bianzino  (2007), Gabriele Sandri (2007), Simone La Penna (2009), Manuel  Eliantonio(2008), Marcello Lonzi (2003), Michele Ferrulli (2011), Dino  Budroni (2011), Carmelo Castro (2009),Daniele Franceschi  (2010),Giuseppe Casu (2006), Piero Bruno (1975), Giovanni Ardizzone  (1962), Rodolfo Boschi (1975), Gabriele Sandri (2007), Giuseppe Pinelli (1969).
 
SOPRAVVISSUTI:
 
Luciano  Isidro Diaz, Stefano Gugliotta, Luigi Morneghini, Paolo Scaroni etc..  etc.. (la lista dei morti di Stato sarebbe molto più lunga).
 
 

Scritto da: Trasparente
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n. 11


Cari amici del SAPPE, credo che è stato un errore dare molto spazio e importanza a questa gente. Bastava solo un breve comunicato dicendo appunto: Degli imbecilli, Vigliacchi ci hanno oscurato per qualche ora, punto e basta. Dare troppa importanza e risalto, pubblicando anche il loro comunicato, avete fatto solo della pubblicità a questa gentaglia.

Di  Poliziotto Penitenziario.  (inviato il 24/11/2014 @ 22:41:52)


n. 10


Siamo ormai noi agenti le vittime,ci dobbiamo prendere gli insulti e aggressioni dei detenuti e non ci possiamo difendere come si deve grazie europa altro che tortura e diritti dell uomo,chi e delinquente viene piy tutelato di noi

Di  massimo  (inviato il 24/11/2014 @ 21:56:46)


n. 9


Un anonimo che rivendica trasparenza. Sono 20 minuti che rido e non riesco a scrivere

Di  Mariano Salvatore  (inviato il 24/11/2014 @ 21:43:11)


n. 8


SAREBBE BELLO POTERE INCONTRARE GLI ANONIMI SIGNORI E POTERE PARLARE DI TRASPARENZA IN CARCERE, DI COME TRATTIAMO GLI UTENTI E CIO' CHE NON VA NEGLI ISTITUI PENITENZIARI, NON INCONTRANDO RUOLI APICALI MA COLORO CHE VIVONO LA REALTA' CARCERARIA PER 8 ORE AL GIORNO NELLE SEZIONI DETENTIVE.
MAGARI POTREBBERO ESSERE LORO STESSI A VEDERE CON I LORO OCCHI COME SI VIVE IN SEZIONE, E CON QUALI PROBLEMATICHE.
ANCHE PER SOLO UN PAIO DI GIORNI.
COMUNQUE UN SALUTO AGLI ANONYMOUS.

Di  ASS.TE CAPO  (inviato il 24/11/2014 @ 18:32:11)


n. 7


mancano i nomi di tutti quei detenuti a cui abbiamo salvato la vita. Mi dispiace ma siete poco obbiettivi, e soprattutto molti non conoscono il nostro lavoro.

Di  Anonimo  (inviato il 24/11/2014 @ 18:01:34)


n. 6


Felicissimi di ospitare questa segnalazione, ribadendo che dalla nascita del SAPPE, ci siamo sempre battuti per la trsparenza.
Sono anni che chiediamo circuiti di video sorveglianza efficienti, per la tutela di tutti.
é ora che si entri nell'ottica che la presenza della Polizia penitenziaria negli Istituti di Pena debba essere residuale e limitata alla sicurezza esterna.
Sono anni che chiediamo l'attuazione vera delle pene alternative alla detenzione e la presenza nelle sezioni detentive di personale specializzato quali educatori ed assistenti sociali.
Speriamo che l'attenzione che ci viene riservata, sia anche rivolta alle "ISTITUZIONI2 colpevoli di non ascoltare mai la voce dei lavoratori onesti.

Di  PASQUINO  (inviato il 24/11/2014 @ 12:16:13)


n. 5


Speriamo che questo messaggio arrivi.

Di  Jeckoz  (inviato il 23/11/2014 @ 21:23:32)


n. 4


Respect

Di  Anonimo  (inviato il 23/11/2014 @ 20:12:11)


n. 3


Ben fatto era ora grazie .


Di  Maddalena Artucci  (inviato il 23/11/2014 @ 14:17:34)


n. 2


Tra gli uccisi manca Salvatore Marino

Di  Anonimo  (inviato il 23/11/2014 @ 08:05:05)




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