Novembre 2016
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Carcere ai privati, soppressione del DAP e Polizia Penitenziaria all’Interno come specialità della Polizia di Stato


Polizia Penitenziaria - Carcere ai privati, soppressione del DAP e Polizia Penitenziaria  all’Interno come specialità della Polizia di Stato

Notizia del 30/01/2012

in Il Pulpito

(Letto 18854 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Come è ormai noto a tutti l’art. 43 del Decreto Legge sulle privatizzazioni (Leggi notizia sul project financing delle carceri) ha introdotto il project financing per la realizzazione delle infrastrutture carcerarie.

A norma di tale articolo è prevista una concessione ai privati, per una durata non superiore a venti anni, della gestione dell’infrastruttura (carcere) e dei servizi ad essa connessi, con esclusione della custodia.

In altre parole, ad eccezione della Polizia Penitenziaria, verrebbero privatizzate tutte le figure professionali che operano nei penitenziari a partire dal direttore dell’istituto.

In effetti, a rifletterci bene, l’ipotesi della privatizzazione delle carceri, che una volta ci faceva tanta paura, se interpretata in un certo modo ed applicata correttamente, non è affatto una cattiva idea.

In buona sostanza si tratterebbe di far costruire un nuovo carcere ad una società privata che, una volta completata l’opera, assumerebbe anche la gestione della struttura sotto ogni aspetto (direzione, amministrazione, vitto, sopravvitto, rieducazione, istruzione, socialità, ecc. ecc.) ad eccezione dell’ordine e della sicurezza che rimarrebbe funzione esclusiva della Polizia Penitenziaria organizzata autonomamente e senza alcun rapporto gerarchico e funzionale con il direttore dell’istituto.

Peraltro, questo tipo di gestione, se applicata a tutti gli istituti penitenziari, potrebbe comportare la possibilità di sopprimere tutti i provveditorati regionali e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per come sono attualmente concepiti.

In alternativa, il DAP potrebbe essere trasformato in Dipartimento Sicurezza Penitenziaria rimanendovi in forza soltanto il Corpo.

Oppure, sicuramente ancor meglio, la Polizia Penitenziaria potrebbe passare alle dipendenze del Ministero dell’Interno diventando una specialità della Polizia di Stato, alla stregua della polizia stradale o della polizia ferroviaria, peraltro, in tal modo, si risolverebbe anche la diatriba sulla custodia preventiva nelle camere di sicurezza delle quali ci andremmo ad occupare noi; come potremmo anche occuparci dei CIO per gli immigrati clandestini.

Francamente sono convinto che una riforma del genere dell’esecuzione penale non potrebbe che portare benefici per tutti, a partire dalle condizioni di vita dei detenuti e fino alle condizioni di lavoro di tutti gli operatori, privati o pubblici che siano.

Per altro verso, non mi sembra in alcun modo condivisibile l’allarmismo di chi intravede rischi di illegalità o di illegittimità costituzionale nella privatizzazione delle carceri o, almeno, in questo tipo di privatizzazione.

Infatti, a mio avviso, mantenendo il Corpo della Polizia Penitenziaria la responsabilità dell’ordine e della sicurezza degli istituti di pena e ferma restando la competenza della  Magistratura di Sorveglianza sul controllo della corretta esecuzione delle condanne, lo Stato, pur con l’ausilio dei privati, continuerebbe comunque ad esercitare la propria funzione costituzionale sulla esecuzione della pena.

E pur tuttavia, lo stesso Stato risparmierebbe miliardi di euro l’anno con la soppressione del DAP e di tutte le sue appendici.

Ne vogliamo almeno parlare ?


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 78


la polizia penitenziaria ha la qualifica di polizia giudiziaria, e de giusto che una forza di polizia che fino ad oggi neanche si puo far vedere per le strade, se si fa un intervento o un arresto il giudice neanche ti pensa, facendo parte della polizia di stato le cose cambiano, perché chi ci comanda sara il nostro comandante del reparto e via i direttori che ci comandano persone civili che comandano un corpo di polizia,a noi ci deve comandare il nostro commissario, non ci dimentichiamo che i direttori si sono rifiutati di indosaare la divisa perché secondo loro una vergogna, bisogna cambiare bene cosi

Di  simone  (inviato il 16/09/2015 @ 08:29:49)


n. 77


finalmente fanno ll'acorpameto con la polizia di

Di  simone  (inviato il 19/08/2015 @ 17:45:37)


n. 76


Ci siamo quasi per l'accorpamento alla ps
Raf

Di  Raffaele  (inviato il 18/01/2015 @ 17:23:24)


n. 75


Ora anche i cantanti attaccano i poliziotti.......

Di  Angelo C.  (inviato il 05/11/2014 @ 09:27:28)


n. 74


Voglio commentare il commento n 73 scritto da Giovanni facendovi una domanda :

ma di cosa parliamo , se tra di noi , c'è chi denigra i suoi colleghi , solo e perché si iscrivono a un'altra associazione che rappresenta un'altro Corpo di Polizia ?

Di  Giovanni Raffaele La Magra  (inviato il 07/10/2014 @ 12:13:37)


n. 73


E se i nostri politici italiani hanno gli attributi si, altrimenti prima o poi ci penserà l'Europa. L’Italia, dai partner europei é definita la nazione dalle mille polizie e delle mille uniformi. Cinque Forze di Polizia che non camminano insieme e non dialogano fra di loro, non possono fare il massimo per i cittadini. Alcune normative già da molti anni avevano previsto delle sale operative comuni ma, di fatto quasi niente. Pensate ad un’unica sala operativa quanti vantaggi potrebbe sviluppare. Pensate a tutti i vertici di tutte e cinque le forze, Ministri, Capo della Polizia, Comandante Generale della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria, dei Carabinieri, del Corpo Forestale e via scendendo sino a livello Provinciale.

Di  Giovanni  (inviato il 06/10/2014 @ 16:27:55)


n. 72


Se il procuratore aggiunto di reggio Calabria Nicola Gratteri diventera' ministro della giustizia, forse si puo'??
voi che ne pensate??

Di  Rita  (inviato il 17/09/2014 @ 10:55:52)


n. 71


MA COME SI FA AD AVALLARE LA PRIVATIZZAZIONE DI "PRINCIPI" SANCITI DALLA COSTITUZIONE? COMPRENDO I TEMPI CHE VIVAMO, CAPISCO CHE CI SIANO INTERESSI DI PARTE DA SALVAGUARDARE, MA PONIAMO UN LIMITE ALL'INDECENZA.

Di  Anselmo  (inviato il 17/06/2014 @ 08:43:39)


n. 70


L'accorpamento tra polizie ci sarà, non si sa quando ma ci sarà

Di  Luisa  (inviato il 16/06/2014 @ 19:15:54)


n. 69


Non sbagli Lombardo 67 è la realtà, siamo abbandonati
da un'Amministrazione penitenziaria sorda e indifferente ai nostri
problemi e sarebbe quasi ora di gridare BASTA non accettiamo più offese, insulti, aggressioni da parte dei detenuti ma neppure questa indifferenza di CHI CI COMANDA (?) e della politica ai nostri tanti problemi. Il trattamento che ci viene riservato è un trattamento indegno per degli appartenenti ad un Corpo di POLIZIA dello Stato
chiamato a svolgere quotidianamente un duro e difficile lavoro,costantemente sotto organico!

Di  Vittorio  (inviato il 11/04/2014 @ 12:03:59)


n. 68


Concordo con te Raffaele commento 66 ma dov'é finito lo spirito di Corpo?. Saluti

Di  Maria  (inviato il 21/02/2014 @ 15:12:56)


n. 67


secondo me a quelli li' al dap non gliene frega un tubo della polizia penitenziaria, non indossano la divisa o sbaglio?

Di  A. Lombardo  (inviato il 27/08/2013 @ 17:39:18)


n. 66


Concordo con Sandro , ma non entrando nel merito di tale scelta , in quando essendo un pensionato del Corpo e non appartenendo più non facendo parte dell'ANPPe alla Polizia Penitenziaria visto che il Ministero della Giustizia ha rapporti istituzionali solo con essa , voglio fare , se mi è concessa , una riflessione da rimbambito pensionato , questo invece , e al contrario delle mie polemiche , è quello che risulta essere , LINEARE ai principi e all'etica , addirittura del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e dunque visto che lui lo dirige anche degli appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria , che però se volevano e liberi dal servizio glielo avrebbero potuto fare lo stesso , che gli sarebbe successo , prendevano rapporto disciplinare e quale era il problema , dopo si discolpavano e poi si vedeva , questo si che sarebbe stato veramente lo spirito di Corpo che ci dovrebbe essere tra gli appartenenti a un Corpo di Polizia .

Di  Giovanni Raffaele La Magra  (inviato il 20/08/2013 @ 08:00:46)


n. 65


NEGARE IL PICCHETTO D'ONORE AI FUNERALI DI UN COLLEGA-POLIZIOTTO; - VERGOGNA QUESTO DAP SI DOVREBBE SOLO VERGOGNARE HANNO PIU' UMANITA' I DETENUTI CHE LORO .......... VIA DA QUESTO DAP CHE E' CONTRO I POLIZIOTTI !!!!!

Di  Sandro  (inviato il 19/08/2013 @ 22:35:45)


n. 64


e....perché non pensare....all'autogestione

Di  Giovanni Raffaele  (inviato il 03/08/2013 @ 02:36:58)


n. 63


Evvaiiiii marta ------ òòòòç@))
K.

Di  katty  (inviato il 02/08/2013 @ 17:15:47)


n. 62


e così hanno escluso la polizia penitenziaria anche dalla commissione per elaborazione delle proposte di interventi in materia penitenziaria ....; bravi bravi meglio così la polizia sta con la polizia e non abbiamo nessuna intenzione di mischiarci con educatori assistenti sociali dipendenti di cooperative ed ex detenuti....; meglio così.

Di  Marta  (inviato il 31/07/2013 @ 19:31:16)


n. 61


niente direttori grazie

Di  zoe  (inviato il 23/07/2013 @ 22:47:17)


n. 60


dal 2014 quindi ci sarà l'accorpamento tanto atteso??

Se così fosse, sarei orgoglioso di chiamarmi poliziotto e non anonimo della giustizia.

Di  Kyo  (inviato il 23/07/2013 @ 19:11:55)


n. 59


Vogliamo Questori e PREFETTI ..uomini in divisa che si prendano davvero cura della Polizia Penitenziaria!!

Di  Anna  (inviato il 23/07/2013 @ 11:45:14)


n. 58


"MEDURIANO: ...... MA MI FACCIA IL PIACERE!!!!!!! "

Di  Dario  (inviato il 19/07/2013 @ 12:57:19)


n. 57


Non vedo l'ora.........................

Di  Simona V  (inviato il 01/07/2013 @ 15:32:31)


n. 56


Il COISP (Sindacato della Polizia di Stato) sempre dalla parte della Polizia Penitenziaria: Cucchi Ilaria e' stata denunciata per le sue affermazioni dopo la sentenza.

Di  Giovanni  (inviato il 14/06/2013 @ 23:19:13)


n. 55


La vergogna del laboratorio del DNA ............via dal dap !!!

Di  Mario  (inviato il 23/05/2013 @ 13:15:07)


n. 54


ACCORPARE LE FORZE DI POLIZIA
La crisi economico-finanziaria che il nostro Paese sta vivendo, non risparmia nemmeno i settori strategici e vitali della nostra Nazione, quali per esempio quello delle forze armate e delle forze di polizia!
Sono 21 mila le unita in meno di cui le forze dell’ordine dispongono, per poter fronteggiare il fabbisogno di sicurezza di cui la popolazione ha bisogno! A queste vanno aggiunte le 2000 unità in meno di agenti di polizia penitenziaria presenti nelle nostre carceri!
E le stime del Viminale, prevedono un ulteriore diminuzione fino al 2016 di ulteriori 12 mila unità.
Per far fronte a questa gravissima situazione, la fiamma tricolore propone una cura shock:
Accorpare le forze dell’ordine tutte, (carabinieri, guardia di finanza, polizia di stato, polizia penitenziaria, forestale e le varie polizie marittime) sotto una unica forza di polizia alle dirette dipendenze del presidente della repubblica che a sua volta nominerebbe un suo vice, un tecnico, quindi che con lo stesso incarico di un capo di stato maggiore della difesa guiderebbe i circa 330.000 uomini!
Questa nuova forza di polizia eliminerebbe innanzitutto quei doppioni di incarichi che vede attualmente presente su un territorio diverse figure di polizie, che però non sempre producono sicurezza ed efficienza! Ed inoltre vedrebbe una drastica riduzione delle spese correnti per la gestione delle forze dell’ordine!
Parallelamente
La costituzione della “polizia militare” formata dal personale
delle tre forze armate (esercito-marina-aeronautica) alle
dipendenze del ministero della difesa.
in questo modo i circa 10.000 carabinieri impiegati negli uffici o a
piantonare gli ingressi del ministero della difesa e dei relativi
stati maggiori delle sopracitate forze armate, tornerebbero a
pattugliare le strade e a svolgere i compiti per i quali sono stati
arruolati. l’unificazione delle tante “polizie marittime” in un unico corpo
della guardia costiera alle dipendenze dello stato maggiore
della difesa.
Auspicabile è inoltre, a prescindere dalla crisi e dall’impiego del personale, assicurare la certezza della pena.
Giovanni DE MARCO

Di  Giovanni  (inviato il 18/05/2013 @ 14:35:02)


n. 53


Auguri al Dott. Capece Donato eletto Vice Presidente del Consiglio di categoria Giustizia della Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti CESI !!!!

Di  Luigi  (inviato il 17/05/2013 @ 15:36:50)


n. 52


Vogliamo ritornare alle dipendenze del Ministero dell’Interno

Di  Anonimo  (inviato il 14/05/2013 @ 01:34:42)


n. 51


Tutto arriva a chi sa attendere.

Di  Anonimo  (inviato il 08/05/2013 @ 21:45:56)


n. 50


Benvenuta tra noi Prefetto Cancellieri !!!!!

Di  Anna vfp  (inviato il 07/05/2013 @ 23:44:40)


n. 49


La Cancellieri è nata a Roma il 22 ottobre del 1943, è il nuovo Ministro della Polizia Penitenziaria. Laureata in Scienze politiche, inizia la carriera direttiva al ministero dell'Interno partendo da Milano, nel 1972, ex Prefetto negli ultimi mesi ha continuato a dirigere il Viminale. Non ci resta che fare gli auguri di buon lavoro al nuovo Ministro!

Di  Anonimo  (inviato il 29/04/2013 @ 01:45:45)


n. 48


FUGA DAL DAP.

Di  Antonino  (inviato il 30/03/2013 @ 20:27:24)


n. 47


"A nome mio personale e di tutti i
colleghi senatori, esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di
Antonio Manganelli, al quale mi hanno legato affetto e amicizia
per tanta parte della mia vita. Attraverso la sua carriera,
giunta fino al massimo grado, e il suo incessante e proficuo
impegno ha saputo mostrare, con serena semplicità, il significato
del senso del dovere, della responsabilità e della lealtà nei
confronti degli uomini da lui diretti". Così il presidente del
Senato, Pietro Grasso, ricorda il capo della Polizia, Antonio
Manganelli, deceduto ieri.

Di  Giovanni  (inviato il 21/03/2013 @ 14:37:18)


n. 46


se si vuole si fa tutto in un giorno , vedi cosa sta facendo il nuovo presidente della Regione Siciliana Crocetta .

Di  Giovanni Raffaele La Magra  (inviato il 07/03/2013 @ 12:26:33)


n. 45


Può darsi che si farà l'accorpamento delle polizie ma chissà se ce la faranno per il 2014 con i governi che abbiamo poi ...............

Di  Giampiero  (inviato il 06/03/2013 @ 20:39:18)


n. 44


Nel 2014 ci sarà l'accorpamento dei 5 corpi di polizia, almeno così dicono!!!!

Di  Stefano  (inviato il 02/03/2013 @ 21:55:10)


n. 43


Quando non si sa

Di  lorenzo  (inviato il 01/03/2013 @ 13:41:33)


n. 42


Speriamo presto ...... : - ))

Di  Rosaria  (inviato il 23/02/2013 @ 23:18:27)


n. 41


Auguri Walter di buone feste anche a te e ai tuoi cari

Di  Anna  (inviato il 26/12/2012 @ 23:07:05)


n. 40


TANTI AUGURI A TUTTI DI BUON NATALE *

Di  Walter  (inviato il 25/12/2012 @ 15:06:53)


n. 39


meglio dipendere dal ministero dell'interno dipartimento di pubblica sicurezza!

Di  francesco  (inviato il 03/11/2012 @ 09:47:45)


n. 38


sono d'accordissimo con Moiram al 30° commento basta fare gli inservienti a tanti dirigenti cialtroni !!!!!

Di  Giovanni  (inviato il 07/10/2012 @ 15:52:39)


n. 37


via anche i carabinieri che ormai e' storia .......... un unica polizia europea !!!!!!

Di  Antonella G.  (inviato il 18/09/2012 @ 09:58:09)


n. 36


D'accordo con il commento 13 un unica divisa di polizia e da un po' che l'Unione Europea ha imposto la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato!

Di  Anna  (inviato il 06/09/2012 @ 14:18:55)


n. 35


sarebbe quasi ora

Di  Mimi'  (inviato il 23/06/2012 @ 23:39:08)


n. 34


L'argomento non è tanto semplice come si crede. La polizia penitenziaria non è una comune forza di polizia, maun corpo altamente specializzato che purtroppo. però, la classe dirigente ha sempe soffocato attribuendosi i meriti del successo dell'intera struttura e delegando agli egenti solo la parte più brutta. Sono stato quasi quarant'anni nelle file del Corpo e tanto e tanti sono gli episodi che ho vissuto, anche personalmente, che confermano queste mie convinzioni. Premsso che l'unificazione dei Corpi di Polizia è un provvedimento di sana amministrazione, che toglierebbe privilengi e differenze spesso create più da "superiori" imtossiccati da personali valorizzazioni che frutto di veri e propri successi dei propri dipendenti e dei propri reparti. Comunque penso che sia un argomento molto complesso per cui mi limito solo a segnalare che l'unificazione sarebbe un cosa ottima se fatta con le dovute regole senza perdere patrimonio culturale e professionale che appartiene al Corpo e così come ha fatto la polizia stradale nell'ambito della Polizia di Stato, conservare la propria autonomia funzionale e gerarchica darendere tale una specializzazione una vera "famiglia" come auspicata da sempre da quasi tutti i colleghi.

Di  una vecchia guardia  (inviato il 11/02/2012 @ 16:16:41)


n. 33


Sulla base della discussione - provocazione, innescata - dal collega sindacalista (Sig. DE BLASIS G.B.) che per senso di appartenenza ad un Corpo di Polizia (Pol.Pen.), io considero anche amico (Visto che non lo conosco di persona), proporrei, in riferimento al mio commento da Voi numerato (31) un sondaggio sponsorizzato dal S.A.P.Pe. da eseguirsi tra la gente comune (in strada) su i punti da me messi in evidenza e cioé se la gente comune è effettivamente edotta su quanti corpi di Polizia ci sono in Italia e a cosa servono e se condividono, nell'ottica della razionalizzazione del risparmio e dell'efficienza che deriverebbero da avere un unico corpo di polizia in Italia, la proposta, appunto, di un unica Polizia. Collega DE BLASIS prenda in seria considerazione questo mio suggerimento, poiché Io credo che solo con il consenso del popolo sovrano si possano smuovere posizioni di interessi e di comodo di alcuni che fanno il gioco per tutti, ovviamente a loro vantaggio.
Forza SAPPE

Di  VINCCENZO VARONE  (inviato il 10/02/2012 @ 23:25:34)


n. 32


Ottimo intervento, condivido con V. Varone.

Di  Ciro G.  (inviato il 10/02/2012 @ 22:20:15)


n. 31


Le carceri ai privati!!!!. Sono pure d'accordo, ma io credo che non è proprio un problema della Pol. Pen. Quello che è veramente interessante è l'argomento, appena sfiorato, di avere un giorno un unico corpo di Polizia e non cinque corpi che si occupano dell'ordine e della sicurezza e prevenzione nel paese. Secondo il mio modesto parere tutto ciò non ha senso, viceversa un unico corpo di polizia con le varie specializzazioni e rispondente ad un unica struttura gerarchica, sarebbe qualcosa di formidabile ed efficientissimo. Quindi anche per quanto attiene alla spesa per il mantenimento si risparmierebbero fior di quattrini, con tutto vantaggio per i cittadini che vedrebbero realizzati due punti veramente interessanti da un punto di vista pratico. Un risparmio in denaro (tasse) e una Polizia veramente efficiente. Lo stato delle cose attuali crea confusione tra la gente, se si chiede alle persone normali quanti sono i corpi di polizia in Italia nemmeno lo sà e a cosa servono, figuriamoci la risposta. Io mi auguro che il nostro sindacato faccia sua questa idea, perchè a mio giudizio non è male sostenerla anche sè credo che sia arduo, poiché gli interessi, di qualsiasi genere sono forti.
Forza SAPPE

Di  VINCENZO VARONE  (inviato il 10/02/2012 @ 15:39:07)


n. 30


Una soluzione la si deve pur trovare, sicuramente l'attuale sistema dei Penitenziari gestito dai politici di turno per il tramite degli illustri Dirigenti Penitenziari del D.A.P. e di tutte le strutture decentrate dell'Amminstrazione ,è stato e sarà un fallimento totale della funzione di risocializzante del cittadino detenuto che secondo per legge viene trattenuto in carcere,infatti il popolo degli Italiani poco o nulla sà di come funziona realmente un Istituto Penitenziario, quindi è auspicabile un cambiamento, anche la pivatizzazione potrebbe essere una soluzione purchè la Polizia Penitenziaria sia sganciata dal calderone D.A.P. e operi per lla sicurezza e la legalità del sistema carcere come Polizia con o senza l'accorpamento alla Polizia di Stato, anzichè essere usata come corpo di inservienti sempre sucubi rispetto alle altre figure presenti all'interno dell'Amministrazione Penitenziaria.

Di  moiram64  (inviato il 09/02/2012 @ 20:47:33)


n. 29


magari fosse

Di  marco  (inviato il 09/02/2012 @ 17:38:58)


n. 28


si bravo G.B. De Blasis viaaa
Dipartimento di pubblica sicurezza.

Di  marco  (inviato il 09/02/2012 @ 16:34:33)


n. 27


Si, forse sarebbe una giusta strada quella di privatizzare le strutture carcerarie, sicurezza esclusa ovviamente.Ma da ex detenuto e quindi conoscendo il contesto avendolo vissuto dall'altra parte del campo posso dare una altra chiave di lettura. Sicuramente gli agenti della polpen ne trarranno beneficio se il loro compito si limitasse ad amministrare la sicurezza, sgravandoli da quei compiti tipo contabilita del soppravvitto e altre incombenze non proprie della sicurezza e l'idea di assegnare a degli educatori il compito della presenza nelle sezioni detentive la trovo davvero positiva, sia per il clima distensivo che si verra a creare dentro di esse e sia perche il detenuto si potra confrontare quotidianamente con un civile e non con un suo "nemico" in divisa ( obbiettivamente anche se spesso è immotivata, c'è rivalita tra il detenuto e qualsiasi tutore della legge in divisa). Quello che mi lascia un po perplesso e che ho letto anche in altri commenti è di come il privato amministrera il tutto trovando il giusto equilibrio tra interesse economico e il servizio dato. alcuni esempi: i prezzi del sopravitto, oppure, il servizio sanitario interno, con medicinali che mancano e visite specialistiche rimandate di mesi. (Personalmente dopo due mesi di mal di denti mi sono dovuto asportare un premolare in cella con conseguente infezione e ricovero all policlinico) Ancora: il problema sopravitto con un rotolo di carta igenica data ogni 2 o 3 mesi. O peggio nel carcere di Regina Coeli non so ora ma sino alla primavera 2011 non cera mai, e dico mai acqua calda nelle docce. E chi ci lavora o ci è recluso sa quanto e fredda e umida Regina Coeli. Credo che i problemi della privitazzazione non riguardino solo i detenuti ma anche la polpen; il problema delle gerarchie non credo sia di poco conto. E sempre un problema quando interessi di privato e pubblico si intrecciano. Credo che il privato cerchera di risparmiare anche sui servizi dovuti agli agenti.

Di  un ex detenuto  (inviato il 07/02/2012 @ 17:24:00)


n. 26


Mi congratulo con il collega De Blasis per la provocazione è per l'interesse suscitato per questa notizia, ma il problema vero è che non esiste al momento un corpo di Polizia Penitenziaria, dove sono i vertici. Siamo sempre pronti a fare opinione e a piangerci addosso, aspettando che qualcuno ci venga in aiuto,lo spirito scettico inteso nel vero senso del termine, esistente in altre organizzazioni militari da noi è quasi nullo, non vi è mai una proposta concreta che merita confronto serio, siamo come dei figli adottivi, dove il nostro padrino ci quasi detesta e pone mille paletti e veti. Ma pare ovvio non abbiamo lo stesso suo D.N.A.
PRIVATIZZIAMO I DIRIGENTI, COME LE ALTRE AZIENDE PUBBLICHE,

Di  GIANLUCA  (inviato il 07/02/2012 @ 13:09:35)


n. 25


E' inutile,
la storia non insegna niente!

Il tutto non merita risposta od osservazione alcuna.

Si qualifica da sè e del resto l'importanto e prendere...qualche cento euri in più di qualche altra categoria

L'apologo: la rivolta della plebe del 494 a.C..

Agrippa spiegò l'ordinamento sociale romano metaforicamente, paragonandolo (come in Esopo) ad un corpo umano nel quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, se collaborano insieme sopravvivono, se discordano insieme periscono. E che, effettivamente, se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo. Ma ribatté che, dove lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e non lavorando tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento. La situazione fu ricomposta ed i plebei fecero ritorno alle loro occupazioni, dimenticando che nel corpo umano la distribuzione del nutrimento dallo stomaco alle membra è inevitabile, mentre nella società ciò non sempre accade (wiki).

Di  dantibes  (inviato il 06/02/2012 @ 13:25:44)


n. 24


Proprio perché comporterà risparmio elevato non se ne farà nulla...
Come per l'abolizione delle Province.......
Immaginatevi poi i Dirigenti Penitenziari dipendenti privati... Cioè nel privato i manager devono portare risultati concreti mica chiacchiere, da noi salvati pochi soggetti gli altri quantomeno sarebbero rivedibili se non addirittura da riformare come alle vecchie visite di leva.
Senza contare che; siamo veramente sicuri che si voglia una Polizia Penitenziaria che eserciti il controllo?
Siamo sicuri che si voglia una Polizia Penitenziaria che garantisca l'esecuzione della pena come è previsto dalle norme in vigore?
Al momento con questa classe politica mi sembra UTOPIA...

Di  Daniele PAPI  (inviato il 06/02/2012 @ 11:08:19)


n. 23


A Gianni De Blasis ,
appunto , ed è , a mio parere , proprio questo il motivo per cui noi Italiani , dato che siamo stati da sempre bravissimi a far diventare le cose semplici complicate , in maniera quasi irreversibile , ci troviamo in questa situazione .
Inoltre la politica , sia di maggioranza che di opposizione , per ovvi motivi di consensi , non poteva , appunto , se non con un governo tecnico , prendersi la responsabilità di mettere in atto dei provvedimenti semplici di tagli a tutti gli sprechi che i vari governi hanno fatto in passato e che adesso dobbiamo necessariamente risanare . Io la penso cosi .

Di  Pecos  (inviato il 05/02/2012 @ 18:29:24)


n. 22


@ 12
Non c'è dubbio che la trattazione della problematica è semplicistica.
Trattare un argomento così importante in maniera così semplice è stata una mia scelta consapevole.
Lo è stata per due motivi: il primo per collegare la proposta di unificazione di Polizia di Stato e Penitenziaria con l'argomento della privatizzazione delle carceri in questo momento di grande attualità; il secondo perché ritengo che lanciare una provocazione del genere come fosse uno spot aveva molte più possibilità di aprire un dibattito rispetto ad un intervento molto più articolato e supportato da relazioni tecnico-giuridiche.
Peraltro,lo stesso articolo è pubblicato anche sul numero 191 della nostra Rivista mensile.
Spero di raggiungere lo scopo e mi riservo in seguito di riprendere l'argomento in maniera molto più dettagliata (anche perché alla necessità di unificare le forze di polizia civili ci credo davvero).

Di  Giovanni Battista de Blasis  (inviato il 05/02/2012 @ 16:16:44)


n. 21


leggo i vostri commenti e non posso che associarmi al cambiamento radicale di questa amministrazione che come gli istituti fanno acqua da tutte le parti......rimpiango l'arma dei carabinieri.....mi sentivo in famiglia ..mi spiace ma e' cosi....

Di  lorenzo  (inviato il 03/02/2012 @ 20:28:29)


n. 20


Ceeeee e tutti gli imboscati al Dap che fine fanno????

Di  Per le cose giuste  (inviato il 03/02/2012 @ 15:16:14)


n. 19


io ho un'idea migliore.... affidiamo la custodia alle guardie giurate. con 1.200 euro una guardia giurata farebbe il lavoro di almeno 2 P.P. a 2.000 euro a testa....
SI PRIVATIZZIAMO TUTTO!!

Di  :)  (inviato il 03/02/2012 @ 09:40:14)


n. 18


Sono d'accordo all'unificazione dei corpi di polizia e la polizia penitenziaria per salvarsi dalla morsa dei direttori e del DAP, deve necessariamente divenire specialità della polizia di stato, lasciate che privatizzino i carceri e più compiti di polizia alla polizia penitenziaria.

Di  BRUNO  (inviato il 02/02/2012 @ 21:21:57)


n. 17


Sono perfettamente d'accordo, a patto che la privatizzazione delle carceri non ci renda, ancora meno considerati di quaanto siamo adesso. Ricordo a proposito che per un lasso di tempo, i nostri " progenitori" i mitici AACC, nel periodo a cavallo tra gli anni 30/40, già erano alle dipendenze del Ministero dell'Interno. Sarebbe un ritorno al passato non un utopia futura!!

Di  gianluca  (inviato il 02/02/2012 @ 02:30:16)


n. 16


Condivido l'analisi effettuata dall'amico Giovanni Battista De Blasis, in ordine alle possibili svolte positive, non solo per il personale appartenente alla polizia penitenziaria ma soprattutto per la società nel suo complesso, derivanti dalle novità introdotte dal decreto legge del 24 gennaio 2012, n. 1 , che prevede la possibilità di affidare in concessione ai privati la gestione degli istituti penitenziari, ad eccezione della sicurezza.
Infatti la Polizia Penitenziaria potrebbe costituire opportunamente una ulteriore specializzazione della Polizia di Stato, cui affidare tutti i servizi di sicurezza, in senso stretto, delle strutture penitenziarie, ivi compreso i servizi di traduzioni dei detenuti. Ovviamente la nuova specialità della Polizia penitenziaria non dovrebbe limitarsi ad una mera vigilanza passiva delle strutture, ma anche ad una sicurezza "dinamica", attraverso controlli, esclusivamente di sicurezza, interni alle strutture con finalità di prevenzione e repressione di eventuali reati. Una sicurezza dinamica finalizzata soprattutto al rispetto della legalità e dei diritti delle persone all'interno delle strutture penitenziarie.
Una simile soluzione non determinare solo un notevole risparmio di risorse finanziarie derivanti dall'abbattimento dei costi fissi attualmente necessari per il funzionamento del D.A.P., dei P.R.A.P.e degli Uffici e Scuole dell'Amministrazione. Un ulteriore risparmio, e non di poca importanza deriverebbe anche dal minor costo del personale. Infatti, se si considera che una elevata percentuale delle attività che quotidianamente vengono svolte dal personale in ambito penitenziario, pur non rientrando nelle funzioni di di polizia, quali ad esempio la mera apertura e chiusura delle stanze, tuttavia vengono svolte, con enormi sacrifici, dal personale di polizia penitenziaria il quale deve comunque assolvere alle imprescindibili funzioni tipiche di polizia, quali i controlli del rispetto della legalità, nonchè la prevenzione e repressione degli eventuali illeciti. Pertanto, nel momento in cui le anzidette attività, che non rientrano nelle naturali funzioni di polizia venissero affidate ad altre figure professionali, da un lato si ridurrebbero i costi, dall'altro il personale di Polizia Penitenziaria potrebbe svolgere più agevolmente e, talvolta anche con maggiore efficacia, le proprie e tipiche funzioni connaturali alle Forze di Polizia. Non si può sottacere, inoltre, che nel momento in cui si va a liberare la polizia penitenziaria da tutte quelle funzioni che hanno poco o niente a che fare con il proprio status, verrebbe sgombrato per sempre il campo a quella parte dell'opinione pubblica e di quella parte dei media, i quali con buona o mala fede, talvolta non ha esitato a equivocare contro i poliziotti penitenziari, che sono stati sovente identificati con una terminologia offensiva o comunque impropria, quali ad esempio "commessi penitenziari". Fenomeno questo che ha contribuito indubbiamente ad alimentare l'origine del grave Fenomeno del "Burnout", verso il quale, negli ultimi periodi l'Amministrazione Penitenziaria dedica particolare attenzione.
Alla luce di tali considerazioni, ma anche per molte altre degne di adeguata considerazione, da affrontarsi nelle sedi opportune, ben venga e presto la "liberazione" della Polizia Penitenziaria, attraverso la sua riconversione in specialità della Polizia di Stato, da affiancarsi agli ulteriori Reparti Speciali della Polizia di Sato, attualmente esistenti.
In tal modo si darebbe, tra l'altro, attuazione al fondamentale precetto di un illustre giurista romano che affermava: "suum cuique tribuere", o per restare più ai nostri giorni, basta ispirarsi al valido brocardo coniato da un autorevole dirigente generale, il quale sostiene che "l'indistinto teorico, porta spesso al confusionismo pratico".

Di  Costanzo Sacco  (inviato il 01/02/2012 @ 19:58:22)


n. 15


Project financing nell’interpretazione estesa che ne fa, del concetto, l’articolo di De Blasis, rappresenterebbe, a mio avviso, la soluzione del malessere carceri nel nostro paese e la drastica riduzione dei costi di bilancio dello Stato. Tuttavia appare utopico realizzarla, non tanto per il fatto dell’eliminazione della dipendenza gerarchica dal Direttore (dipendente statale non in uniforme), che rappresenta solamente lo specchio per le allodole di coloro che intendono riscuotere consensi, ben sapendo, che tali innovazioni non si realizzeranno mai, ma bensì per altre essenziali motivazioni.
In primo luogo proprio perché i privati sono già ampiamente inseriti nel contesto penitenziari, ed in secondo luogo perché intorno all’universo penitenziari lucrano in maniera esponenziale. Una siffatta organizzazione sarebbe solo funzionale allo Stato (nel senso di maggioranza di cittadini), alla popolazione detenuta ed al personale della polizia penitenziaria. I privati, più che le banche, come qualcuno sostiene, ci rimetterebbero, la classe dirigente ci rimetterebbe, alcuni movimenti politici e, comunque, chiunque, ad oggi, gestisce il potere che ruota intorno all’esecuzione penale ci rimetterebbe.
Fra l’altro i penitenziari già sono costruiti da imprese private che se li fanno pagare profumatamente dallo Stato, nella veste del Ministero delle Infrastrutture. Ceduti al Ministero della Giustizia vengono riadattati alle esigenze “specifiche” dell’amministrazione penitenziaria con ulteriori costi di cui i beneficiari sempre privati sono.
Poi ci sono gli acquisti che fanno i detenuti al sopravvitto e mediante modello 72, i prezzi non sono concorrenziali, sapete bene il perché, li fornisce un privato, li paga il carcerato. Il privato di solito si avvale di detenuti stipendiati dallo Stato e di poliziotti penitenziari distolti dai compiti di polizia. (ritirano il foglietto della spesa nelle celle, scaricano i soldi dai conti correnti postali, provvedono alle consegne per conto dell’impresa).
Poi c’è il vitto per i detenuti, lo paga quasi sempre lo Stato ad un privato (quasi sempre la stessa impresa del sopravvitto).
Dulcis in fundo, ma forse proprio per questo più importante c’è il capitolo rieducazione. Progetti con imprese che formano a loro spese i detenuti e si impegnano ad assumerli in cambio “solo” di ettari ed ettari di terreni da sfruttare, attrezzi (anche molto costosi) da utilizzare, prodotti riacquistati dall’amministrazione penitenziaria, sovvenzioni a fondo perduto degli enti locali e grazie alla legge “smuraglia” sconti sulle tasse. Poi ci sono le associazioni di volontariato a favore della popolazione detenuta che gestiscono una marea di soldi pubblici con risultati alquanto deludenti se teniamo conto dei dati sulla recidiva, cosa c’entri il termine volontariato con questi organismi non l’ho mai compreso.
Pure la chiesa ha un suo piccolo tornaconto, i cappellani delle carceri, infatti, “offrono” la loro assistenza spirituale ai carcerati, percependo lo stipendio mensile dall’amministrazione penitenziaria.
Attorno a tutto ciò, che ho miseramente riassunto, mi collocate l’articolo 43 del decreto legge sulle privatizzazioni, illudendomi su uno scenario futuro che non si realizzerà.
Voi sarete tacciati di pressapochismo, vi diranno che destabilizzate e rappresentate un serio pericolo per la sicurezza. Pecos bill, che a quasi quaranta anni dalla riforma delle carceri, ne mette in risalto l’aspetto fondamentale, “i detenuti devono vedere la polizia penitenziaria solo se con il loro comportamento turbano la sicurezza” sarà perseguitato affinché le sue teorie rivoluzionarie non ostacolino il processo di crescita del paese, ed io, come diceva il maestro D’Orta, speriamo che me la cavo……

Di  blue cloud  (inviato il 01/02/2012 @ 19:10:47)


n. 14


Personalmente sono d'accodo con un solo corpo unificato di polizia...per tanti motivi...non ultimo quello di direzione ed economico. La cosa che mi lascia perplesso è solo la gestione ai privati (nella fattispecie BANCHE). Sono sicuro che tra qualche hanno la PolPen sui troverà a operare per conto dei privati che avranno l'interesse primario di guadagnare più possibile...la sicurezza e la dignità dei poliziotti sarà l'ultima cosa di cui si preoccuperanno...ne riparliamo tra qualche tempo. Poi oltre che da poliziotti bisogna pensare alle conseguenze anche come cittadini...e da esperienze passate...si capisce benissimo che le spese per lo stato aumenteranno a dismisura, come sempre quando il privato si innesta nel pubblico...ma vedo che in Italia le esperienze fatte non contano niente purtroppo. Poi il fatto che il Dap non funzioni, non significa che dalla padella si sta meglio nella brace...

Di  massimo  (inviato il 01/02/2012 @ 13:18:19)


n. 13


SECONDO ME DOBBIAMO ADEGUARCI ALL'EUROPA ED ALTRI STATI, UN UNICO CORPO DI POLIZIA E UNO MILITARE BASTA.
SAREBBE TUTTO A FAVORE DELL'ITALIA .
TROPPE POLIZIE E CORPI BASTA!!! DOBBIAMO MODERNIZZARCI IN ALTRI PAESI LO FANNO DA TEMPO SOLO IN ITALIA C'E' TUTTO QUESTO,A DIRE DEGLI STRANIERI ABBIAMO TROPPE DIVISE E POCHA GIUSTIZIA.

Di  PER LA DIVISA SEMPRE  (inviato il 01/02/2012 @ 12:02:05)


n. 12


Appare forse semplicistica come trattazione della problematica,ma coglie in pieno di certo le tante (ormai troppe) contraddizioni che il sistema penitenziaroi pone in essere ad ogni suo respiro. Il dap, nel corso degli anni, si è via via tramutato in una struttura a se stante, sovente scordinata con il resto delle strutture ministeriali,dando sempre più l'impressoine (tangibile) di una propria e probabilmente "dspotica" atodeterminazione di potere.La proposta di legge appare se non altro una possibilità, una diversa visione del sistema rispetta ad abitudini obsolete consolidate che, a parer mio, non rappresntano più un sano e modrno modo di gestire. Il dap è arroccato dietro abitudini decennali che l'inerzia, la poca iniziativa e la noia sembrano non scalfire.Raguon questa che mi porta a pensare che non esiste, nella condizione attuale del dap, un cambiamento che può definirsi negativo; cio in uanto di positivo, adesso, vi è davvero ben poco. La speranza è che non ci si cimenti dietro a lotte di classe o di lobbyes, determinando o inseguendo "apartenenze" ormai inesistenti, ma confidando esclusivamente in una amministrazione futura moderna, trasparente e meritocratica, condizioni attualmente del tutto latitatnti.

Di  Anonimo  (inviato il 01/02/2012 @ 10:36:35)


n. 11


perfettamente d'accordo. La pol pen è un corpo di polizia come gli altri già citati, sarebbe una cosa fattibbilissima, il nostro dipartimento ci ha abbandonato già da tempo, e pure noi vogliamo più libertà di agire e più controllo sul territorio. Io personalmente sarei pronto subito a questo tipo di cambio,lasciamo ai privati tutti i problemi e problematiche del mondo penitenziario. Colleghi dobbiamo unirci per ottenere la nostra "libertà" !!!

Di  kyo82  (inviato il 31/01/2012 @ 22:55:17)


n. 10


Per conquistare la credibilità e fiducia, non bastano le belle parole, tutto dipende dalla concretezza dei fatti, perche nella vita si dicono molte cose che non si fanno, e si fanno cose che non si dicono mai.

Di  IL PROFF.  (inviato il 31/01/2012 @ 18:38:40)


n. 9


per Massimo ,
lasciali stare i paragoni con le strutture esterne che a mio parere non hanno niente a che vedere con la sicurezza dei poliziotti penitenziari , a cui sicuramente non interessa , a questo punto ne il pubblico o il privato , ma sicuramente di più , assicurare una vita migliore a tutti coloro che operano nei nostri istituti penitenziari , il resto si vedrà .

Di  pecos bill  (inviato il 31/01/2012 @ 15:25:25)


n. 8


Attenzione, non è così semplice, avte presente le autostrade? PIù di 50 anni fa sono state date ai privati per un massimo di vent'anni per poi farle ritornare allo stato, risultato? : è sotto gli occhi di tutti abbiamo le autostrade più care al mondo, e non ritorneranno mai allo stato italiano perchè la gallina dalle uova d'oro se la terranno i privati con artefici contabili "vedi aumento delle spese di manutenzione e di stipendi miliardari ai dirigenti e manager " che non permettono il pareggio del "progetto finanziario"....sveglia! è gia tutto successo !

Di  massimo  (inviato il 31/01/2012 @ 14:06:54)


n. 7


Condivido il commento di pecos bill ', bravo complimenti ... !!!
Il passaggio della Polizia Penitenziaria come quello dei Carabinieri alle dipendenze del Ministero degli Interni risolverebbe poi al 90 per cento i problemi del coordinamento (e non solo ...) tra le forze dell'ordine. Ma c'e' anche da dire che non c' e' bisogno di una nuova legge per coordinare o unificare le Forze di Polizia sul territorio, quello che e' sempre mancata, e' la volonta' politica. Per farla breve la colpa della "cronica " mancanza di coordinamento o della mancata unificazione non e' ne' dei vari poliziotti, ne' dei carabinieri o dei finanzieri, ma dei meccanismi burocratici.
Occorre avviare tutto un iter di Unificazione delle Forze dell’Ordine, con la creazione di un’unica Polizia Nazionale, che ponga fine alle "duplicazioni" di competenze tra Carabinieri e Polizia (Ps e Pp).

Di  giò  (inviato il 31/01/2012 @ 13:35:15)


n. 6


non si potrebbe prevedere che nelle sezioni detentive ci stessero gli educatori cosi da lasciare alla polpen i veri compiti di polizia e cioè quelli di intervenire solo per ripristinare l'ordine pubblico ?

Di  pecos bill  (inviato il 31/01/2012 @ 12:57:26)


n. 5


no alla soppressione carabinieri forestale e penitenziaria, ma unificazione con specifiche competenze, carcere ai privati?? magari cosi grossissimo risparmio per le casse dello Stato.

Di  danilo  (inviato il 31/01/2012 @ 12:46:34)


n. 4


d'altronde in questo momento sono calendarizzati per la discussione in aula tre importanti disegni di legge:
soppressione Guardia di Finanza
soppressione Arma dei Carabinieri
soppressione Corpo Forestale dello Stato
deve rimanere solo la PolPen che tra l'altro è l'unica che non vuol più esser tale, o meglio non vuol più dipendere dai dirigenti penitenziari

Di  informato  (inviato il 31/01/2012 @ 11:10:42)




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