Febbraio 2017
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Carcere di Badu e Carros: interrogazione parlamentare sulle


Polizia Penitenziaria - Carcere di Badu e Carros: interrogazione parlamentare sulle

Notizia del 14/05/2012

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno, al Ministro della salute - Per sapere - premesso che: 


il 6 maggio 2012 la prima firmataria del presente atto è tornata a visitare il carcere di Badu e Carros accompagnata dal garante dei detenuti del comune di Nuoro, professor Gianfranco Oppo; la visita è stata guidata dalla direttrice, dottoressa Patrizia Incollu; 

la precedente visita risale al 4 febbraio 2012 ed è stata oggetto di un'altra interrogazione n. 4-15287 (poi trasformata nell'interrogazione n. 5-06776) che, pur essendo stata sollecitata, non ha mai ricevuto risposta; 

la situazione del carcere, illegale per le modalità di detenzione e per le condizioni di lavoro di tutto il personale che registra significative carenze nell'organico, è sostanzialmente rimasta immutata; gli unici miglioramenti si registrano grazie alla presenza del garante comunale che, insediatosi a febbraio di quest'anno, è riuscito ad instaurare un buon rapporto con la direzione del carcere e con i detenuti; condizione positiva che ha portato alla soluzione di alcuni piccoli problemi che sono però molto importanti per i detenuti; 

i detenuti presenti sono 189; ristretti nella sovraffollata sezione ordinaria vi sono 76 uomini e 13 donne; in alta sicurezza 1 vi sono 25 uomini, mentre in alta sicurezza 3 ve ne sono 66; un detenuto è ristretto in regime di 41-bis ed occupa, da solo, la IV sezione; 8 sono i semiliberi, tutti uomini; i detenuti stranieri sono in tutto 18, di cui 7 donne; quanto alla posizione giuridica, i detenuti in attesa di primo giudizio sono 24, gli appellanti 17, i ricorrenti 10; coloro che scontano una pena definitiva sono 138; 

sul sito del Ministero della giustizia, al 31 dicembre 2011, per l'istituto di Badu e Carros, è scritto che la capienza regolamentare del carcere è di 281 posti: il dato è ad avviso degli interroganti con ogni evidenza erroneo; è probabile che si siano conteggiati nei posti regolamentari anche quelli del nuovo padiglione che però è chiuso essendo ancora in attesa del collaudo; 

in altre occasioni la prima firmataria del presente atto ha evidenziato la mancata corrispondenza fra i dati inseriti sul sito internet del Ministero della giustizia e la realtà dei fatti (si veda il caso del carcere di piazza Lanza a Catania); 

di fronte ad una situazione emergenziale come quella descritta in questa e nella precedente interrogazione (4-15287), appare gravissimo il fatto che non si sia ancora proceduto all'apertura del nuovo reparto completamente ristrutturato e a norma; 

fra i casi particolari da segnalare, ci sono: 

G. M. 76 anni, detenuta con molte patologie che non possono curarsi in regime detentivo e per la quale la prima firmataria del presente atto aveva già presentato il 10 gennaio del 2011 un'interrogazione (4/10292) che non ha ricevuto risposta; 

N. Y. catturato in Albania per un reato commesso in Italia è stato portato prima nel carcere di Voghera e poi a Badu e Carros; non si spiega il motivo per cui non possa scontare la pena in Albania dove vive la figlia undicenne che non vede da cinque anni; 

F. G., si è visto rigettare la richiesta di trasferimento nella regione di residenza, la Puglia, dove vive il figlio affetto dalla sindrome di Marfan che non è in alcun modo in grado di viaggiare per avere colloqui con il padre; nel provvedimento del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria si legge che la richiesta di trasferimento non può essere accolta «in ragione dell'attuale condizione di sovraffollamento degli istituti penitenziari»; 

rimane invariata la condizione di F.D'A. segnalata nella precedente interrogazione; F.D'A, 31 anni, ergastolano che si trova in carcere da 11 anni; F.D'A. ha studiato in stato di detenzione partendo dalle scuole medie; iscrittosi all'università di Sassari presso la facoltà di scienze della comunicazione ha potuto sostenere un solo esame perché nel carcere di Nuoro non ci sono sufficienti risorse per consentirgli di fare altri esami; pur di studiare è disponibile ad essere trasferito; anche B. R. segnala che da 2 anni non gli è consentito di iscriversi all'università; 

S. A. lamenta di essersi visto confermare dal magistrato di sorveglianza di Sassari il rifiuto di un permesso già emesso dal tribunale di Nuoro; il magistrato di sorveglianza di Sassari ha respinto l'istanza di permesso, sposando in pieno le motivazioni di quello di Nuoro: «rilevato che il detenuto, è ancora sottoposto ad osservazione e che non risulta formulato alcun programma trattamentale»; da sottolineare il fatto che S.A. ha già scontata dieci anni e che gli mancano 9 mesi al fine pena; 

inoltre, è stato trasferito in Sardegna dal carcere di Catanzaro Siano per sfollamento e che a causa di ciò ha dovuto interrompere gli studi (3o anno di geometra) che non può proseguire a Badu e Carros; 

anche D. F. è stato trasferito a Nuoro dal carcere di Catanzaro Siano per sfollamento; da un anno non fa più colloqui con la moglie malata di tumore e con le sue due figlie di 10 e 13 anni; 

molti sono i detenuti che affermano di non aver mai ottenuto un permesso nonostante i tanti anni di detenzione già subita: si segnala il caso di V. P. che afferma di aver già scontato 22 anni e che nel corso della detenzione è riuscito a diplomarsi ragioniere; 

un caso singolare è quello di P. L. trasferito a Badu e Carros proprio perché voleva stare in un cella singola per i suoi problemi di tipo psichiatrico; ora teme il trasferimento nel nuovo padiglione perché lì non sono previste celle singole; 

F. D., detenuto comune che si trova però in alta sicurezza, deve scontare meno di due anni e da nove mesi non vede moglie e figli che vivono a Bari; è arrivato a Badu e Carros dal carcere di Palmi per sfollamento a causa del sovraffollamento di quell'istituto; lamenta che gli sia stato rigettato il permesso premio per la cresima dei figli; 

V. D'A. passa il tempo a scrivere poesie; ha vinto anche alcuni premi nazionali ma non può disporre di una macchina per scrivere; 

non avendo la regione Sardegna rinnovato la convenzione per la gestione della biblioteca, peraltro molto fornita, oggi non v'è chi la conduca in modo regolare; 

permangono le difficoltà di rapporto, anche d'incontro, dei detenuti con il magistrato di sorveglianza; 

i commi 1 e 2 dell'articolo 69 della legge 26 luglio 1975, n. 354, stabiliscono che «Il magistrato di sorveglianza vigila sulla organizzazione degli istituti di prevenzione e di pena e prospetta al Ministro le esigenze dei vari servizi, con particolare riguardo alla attuazione del trattamento rieducativo. Esercita, altresì, la vigilanza diretta ad assicurare che l'esecuzione della custodia degli imputati sia attuata in conformità delle leggi e dei regolamenti»; 

il 1o comma dell'articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 30 giugno 2000 prevede altresì che «Il magistrato di sorveglianza» visita «con frequenza i locali dove si trovano i detenuti e gli internati, agevolando anche in tal modo la possibilità che questi si rivolgano individualmente ad essi per i necessari colloqui ovvero per presentare eventuali istanze o reclami orali (...)»; 

il comma 4 dell'articolo 19 della legge n. 354 del 1975 (ordinamento penitenziario) stabilisce che «è agevolato il compimento degli studi dei corsi universitari ed equiparati ed è favorita la frequenza a corsi scolastici per corrispondenza, per radio e per televisione»; 

l'articolo 15, comma 2, dell'ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354) stabilisce che «Il trattamento del condannato e dell'internato è svolto avvalendosi principalmente dell'istruzione, del lavoro, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno ed i rapporti con la famiglia; 

l'articolo 28 dell'ordinamento penitenziario, che regola i rapporti con la famiglia, al comma 1, recita «Particolare cura è dedicata a mantenere, migliorare o ristabilire le relazioni dei detenuti e degli internati con le famiglie. Nel disporre i trasferimenti deve essere favorito il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza delle famiglie. (.. .)» -: 

se siano a conoscenza di quanto descritto in premessa e se si intenda intervenire per ridurre, fino a portarla a quella regolamentare, la popolazione detenuta nel carcere Badu e Carros di Nuoro; 

se e quando si intenda intervenire, per quanto di competenza, per colmare il deficit di organico della polizia penitenziaria, degli psicologi e degli educatori; 

se e quali iniziative di competenza si intendano assumere affinché sia assicurata un'adeguata assistenza sanitaria ai detenuti e l'assoluto rispetto dei livelli essenziali di assistenza; 

se nelle relazioni semestrali della competente ASL siano state segnalate le evidenti scadenti condizioni igienico-sanitarie delle celle; 

se si intendano incrementare i fondi relativi alle mercedi per il lavoro dei detenuti, quelli riguardanti i sussidi per i più indigenti, quelli per le attività trattamentali e, infine, quelli da destinare alla pulizia dell'istituto e, in particolare, delle celle; 

in che modo si intenda intervenire, per quanto di competenza, in merito ai casi singoli segnalati in premessa; 

cosa si intenda fare, affinché sia rispettato il principio della territorializzazione della pena e della concreta possibilità di rapporto dei detenuti con la propria famiglia; 

quali iniziative di propria competenza il Ministro della giustizia intenda assumere in relazione alle criticità rappresentate in premessa con riferimento al ruolo della magistratura di sorveglianza; 

se il magistrato di sorveglianza abbia prospettato al Ministro della giustizia le esigenze dei vari servizi del carcere di Badu e Carros, con particolare riguardo all'attuazione del trattamento rieducativo; 

cosa si intenda fare per agevolare il compimento degli studi dei detenuti segnalati in premessa; 

se intenda intervenire immediatamente per aprire il nuovo padiglione; se siano stati previsti stanziamenti per la ristrutturazione del vecchio istituto, quando inizieranno i lavori e dove e come verranno sistemati i detenuti che non possono trovare posto nel nuovo padiglione.(4-16046)

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI

Interrogazione a risposta scritta 4-16046
presentata da RITA BERNARDINI 
lunedì 14 maggio 2012, seduta n.631


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